Alaska – Brenda Novak

Questo libro è valutato da me:

Se vi piace il genere thriller psicologici e siete alla ricerca di un libro coinvolgente siete proprio nel posto giusto!
Come sono solita fare ogni tanto, ero in libreria a cercare libri nuovi, stavo comprando un romanzo rosa, romantico, sdolcinato come piace a me, quando alla cassa mi consigliano questo. Non ci bado molto di norma ai consigli, ma la trama di questo mi interessava molto, così ho deciso di acquistarlo. Vi posso assicurare che è stato uno dei migliori acquisti dell’anno, senza ombra di dubbio.
Veniamo al dunque. Alaska (Hanover House in lingua orinale), di Brenda Novak, scrittrice di oltre 50 libri, ha venduto più di 4 milioni di copie, redatto da Giunti, casa editrice, del 2015, tradotto da Bortolussi Stefano.
L’ambientazione è quella di una clinica psichiatrica situata nello stato dell’Alaska. Fin qui potrebbe sembrare un qualsiasi trhiller psicologico, ma la particolarità sta nel fatto che in questa struttura Evelyn Talbot ha trasferito alcuni tra i killer più spietati di tutto lo stato dell’America, per fini scientifici, esperimenti e studi sulla psiche umana. Non so voi, ma già da qui morivo di voglia di leggerlo!
Evelyn dirige la clinica insieme ad un suo collega psichiatra. La cittadina dell’Alaska dove è stata costruita la struttura, non era molto d’accordo e il disappunto cresce quando nella neve viene rinvenuto un cadavere di una giovane donna, brutalmente martoriata. Così Amarok, giovane sergente della città, si scontrerà con Evelyn ed il suo nero e tormentoso passato risvegliato da questo avvenimento, difatti ha più motivi per pensare che tutto sia a lei collegato.

Ogni capitolo del libro è condito da una citazione di famosi e noti serial killer realmente esistiti, ogni capitolo diversa e diverso l’autore. E’ un tocco particolare quello che ha deciso di dare l’autrice che ha deciso di raccogliere queste parole che potrebbero dire tranquillamente le persone detenute nella clinica di Evelyn. “Non era poi così cupo e spaventoso. Io mi sono divertito… uccidere è un’esperienza spassosa.” Albert Desalvo, lo strangolatore di Boston. In questo modo, secondo me, si capisce di più con che tipo di persone hanno a che fare i protagonisti, essendo per nostra enorme fortuna qualcosa che non ci riguarda in prima persona.
All’interno del libro, inoltre, ci sono delle nozioni scientifiche su esperimenti realmente avvenuti su esseri umani, in ambito psicologico. Per un appassionato di psicologia, thriller psicologici, è davvero bellissimo. Sono andata a cercare e a leggere ogni singola nozione specificata per vedere se fosse reale e con mia enorme sorpresa non c’era nulla di inventato e, per giunta, tutte cose molto interessanti.
Il tutto poi è condito da una discreta dose di romanticismo, per gli inguaribili romantici come me, “Alaska” non fa specie, un po’ d’amore non fa mai male e da quel tocco in più senza togliere nulla alla storia, anzi arricchendola.
Il tema tuttavia è trattato molto delicatamente, senza esagerazioni e senza sbavature, molto preciso e specifico e, anche per chi è digiuno di psicologia, è un libro che si legge senza alcuna difficoltà.
Come si è ben capito ormai, il libro mi è piaciuto un sacco, è entrato decisamente nella mia top 10. A differenza di molti altri, non l’ho mai trovato scontato, il finale lascia seriamente con il fiato sospeso, il mio orologio segnava 90 bpm mentre leggevo gli ultimi capitoli, li ho letti tutto d’un soffio perchè ero realmente tesa come una corda di violino!
Insomma, non siete convinti anche voi che è un libro da avere in una buona libreria??? Nel caso non vi avessi convinto ancora abbastanza, vi lascio una delle mie citazioni preferite scritte all’inizio dei capitoli.
“Mi sono sempre chiesto coma mai non provo più rimorso.” Jeffrey Dahmer, il mostro di Milwaukee.

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