La ragazza del treno – Paula Hawkins

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Dopo aver sentito parlare moltissimo di questo libro e del suo relativo film, mi sono incuriosita molto, così quando l’ho trovato in offerta ho pensato “Perché no?“. Così l’ho preso, piena di aspettative in testa e molto entusiasta, dato che è tra i miei generi prediletti.
Parliamo di “La ragazza del treno” di Paula Hawkins. Esce nel 2015, edito da Piemme e tradotto da Porteri Barbara.
La vita di Rachel non è esattamente una vita invidiabile. Non è più una ragazzina, vive nella camera degli ospiti di una vecchia amica di università, che è abbastanza compassionevole e sciocca da perdonare ogni volta le sue uscite da donna con evidenti problemi di alcolismo. Ogni mattina Rachel prende lo stesso treno, lo conosce come se fosse casa sua, la strada, le case che scorrono. Tutto è sempre uguale ed è il momento della giornata che preferisce: da lì può osservare e fantastica sulla vita delle persone che vede dal finestrino, dalle case che incrocia. Quando il treno si ferma sempre allo stesso semaforo, si trova sempre a spiare la stessa coppia: un uomo ed una donna che a quell’ora fanno colazione sulla terrazza di casa loro. Li osserva, fantastica su di loro, sui loro nomi, i loro lavori. Nella sua mente sono la coppia perfetta, tutto quello che lei vorrebbe o avrebbe voluto dalla sua vita.
Tuttavia una mattina Rachel, sulla terrazza, vede qualcosa che non dovrebbe e da quel momento la sua vita e quella della coppia cambia per sempre e così si trova inspiegabilmente legata a loro. La domanda è che cosa abbia visto Rachel, quella fatidica mattina.

Come dicevo prima, ero molto curiosa riguardo questa lettura. Ne ho sentito parlare molto, avevo letto qualche recensione, visto il trailer del film. Insomma, se ne è parlato in lungo e in largo ed essendo tra i miei generi preferiti, non potevo non leggerlo. Dopo averlo letto mi posso definire in parte delusa. Non so cosa faccia esattamente impazzire in questa storia, ma a me ha convinto poco un po’ tutto. Innanzitutto il modo in cui è scritto, diviso in giornate, mattina e sera, quando in realtà racconta comunque i fatti senza seguire questo lasso temporale. Insomma, una cosa un po’ fastidiosa e del tutto superflua dato che non è seguita realmente.
Inoltre ho fatto fatica ad andare avanti, forse anche a causa di questo metodo narrativo, perché parte molto lento. La narrazione non è fluida all’inizio, anzi. A tratti era anche un po’ noiosa e, alla lunga, il personaggio di Rachel stanca molto. L’ho vista come una donna che sa solo piangersi addosso, legarsi alla sua bottiglia, anche se le sta distruggendo la vita intorno. Per non parlare della ragazza che la ospita, che patisce tutto quello che lei le combina, tenendosela sempre in casa e trattandola come se fosse una bambina. Questo lato del libro davvero mi ha irritata perché alcune situazioni erano davvero surreali. Essendo, inoltre, un thriller psicologico, sarebbe stata gradita un’analisi più dettagliata di alcuni personaggi, come Rachel e Tom, del quale non si è fornito praticamente nulla, tant’è che alla fine rimani un po’ perplessa e ti chiedi solo “Perché?”.
Il libro per me si è ripreso un po’ dopo la metà, dove ha iniziato a scorrere più velocemente, dove c’era suspance: difatti le ultime pagine le ho lette tutte d’un fiato, senza neanche accorgermene ero già alla fine. Diciamo che arrivare a questo punto oltre metà libro, per un thriller, non è proprio un fatto degno di nota.
Tutto sommato alla fine si legge, non è un mattone, sono 300 pagine, si fanno leggere, ma nulla di eclatante, a discapito di tutta la pubblicità che ha avuto. Forse non avessi avuto tutte queste aspettative l’avrei trovato molto meglio di così, o forse no, la prima parte davvero mi ha demoralizzata nella lettura, quindi probabilmente l’effetto sarebbe stato quello, la pubblicità l’ha solo accentuato.
In conclusione, se volete leggere un thriller senza impegno o iniziare il genere, nel modo più soft possibile, questo sicuramente è un libro indicato, ma per appassionati e affezionati, conviene leggerlo solo a tempo perso, per una lettura non impegnativa.
Voi l’avete letto? Vi è piaciuto oppure, come per me, non vi ha convinti?

 

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