15 – Luigi Pucci

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Nuovo romanzo di autore emergente oggi. Parliamo di “15” di Luigi Pucci. L’autore mi ha gentilmente omaggiata della copia cartacea del romanzo e mi sono buttata, subito dopo l’arrivo, in questa lettura.
15 esce nel 2017, edito da Aletti Editore.

Trama:

“Ma che si rischia veramente?” si chiedeva David quella notte, tra un bicchiere di vodka e un grosso e puzzolente sigaro cubano. “Cosa si rischia a prendere in mano lo scettro della vita?”

Inserisco solo questa breve frase, al posto della trama. Sebbene l’autore mi abbia scritto l’intera sinossi per mail, ho deciso di essere coerente con la scelta di non esporla totalmente. Né su Amazon, dove è esposta solo quella citazione che ho indicato su, ne sul libro, dove viene riportato un altro estrapolato del romanzo. Scelta curiosa, ma molto intrigante. Quando mi è arrivato il libro, come una sciocca me lo sono rigirato in mano un sacco di volte, pensando che potesse apparirne una trama, invece no, non c’era proprio. Bizzarro, ma mi ha fatto sorridere e mi ha incuriosita ancora di più.
In breve, comunque, siamo in un periodo buio, dove la luce del sole fatica a scorgersi anche da lontano. David è il protagonista di questa storia ed è uno scienziato annoiato dalla vita, fatta solo di routine, di lavoro-casa e casa-lavoro. Un giorno succede qualcosa che cambierà radicalmente la sua vita.
Tendenzialmente non mi approccio molto a questo genere, non fa molto per me. Tuttavia non sono solita a escludere un libro a prescindere, mi piace osare e tentare.
L’ambientazione è molto particolare, un futuro in cui il sole sta svanendo, si vede poco. E’ molto intrigante. Il romanzo è scorrevole tutto sommato, sebbene non tratti tematiche semplici ed intuitive, è di circa cento pagine, quindi comunque veloce.
La narrazione è semplice ed efficace, non scontato per un autore emergente, a volte mi è capitato di leggere anche libri che sembravano non fossero stati riletti prima della stampa, neanche sotto il punto di vista grammaticale, ma fortunatamente non è questo il caso di “15”. Il narratore è esterno alla vicenda, è una terza persona che racconta la vita del protagonista, e parla direttamente con il lettore.
Un difetto che ho trovato durante la lettura è che, secondo me, la storia doveva essere svolta in più pagine, in modo da poterla sviluppare meglio. A tratti sono stata trascinata in un turbinio strano insieme al protagonista, senza capire la motivazione di ciò che succedeva. Anche i personaggi, molto interessanti, meritavano una descrizione ed un lavoro migliore, al fine di capire a pieno le azioni, il carattere e le emozioni. Senza ombra di dubbio c’è un margine di crescita per questo autore, quindi tutto il mio appoggio e tutto il mio sostegno, può solo migliorare. L’idea c’è, il romanzo è scorrevole, il modo di narrare è piacevole e semplice. Mi ha aperto un genere del tutto nuovo per me e, chissà, per nuove letture future.

 

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