Il ponte d’argilla – Markus Zusak

Per l’acquisto del libro, ebook o cartaceo, clicca qui.

Io non so davvero da dove partire con questa recensione. Ho finito da poco l’ultimo libro uscito di Markus Zusak, l’autore di “Storia di una ladra di libri” (clicca qui per la recensione del libro e qui per quella del film) e sono davvero ancora indecisa su cosa dire e come dirlo.
Il ponte d’argilla” di Markus Zusak esce ad Ottobre 2018, edito Frassinelli e tradotto da Chiara Brovelli.

“C’era una volta, nella marea del passato dei Dunbar, una donna che aveva molti nomi”. C’erano anche un nonno con la passione per l’Iliade e l’Odissea, una nonna e la sua amata macchina da scrivere, un pianoforte recapitato al posto sbagliato, una ragazza con quindici lentiggini e la sedicesima sul collo che amava le corse dei cavalli e, infine un padre che ha abbandonato i propri figli dopo la morte della moglie e loro madre. I fratelli Dunbar. Erano 5: Matthew, Rory, Henry, Clay e Tommy. Per forza di cose costretti a vivere da soli e da definire da soli la loro vita. Finché il padre non farà ritorno. Solo Clay gli darà una mano. Lo aiuterà a costruire un ponte, metaforico o reale allo stesso tempo, ma non lo farà per Michael. Lo farà per lui, per i suoi fratelli, per il loro passato, per il loro futuro. Tocca a lui perché Clay è l’unico che sa tutto, che conosce la storia nei minimi dettagli.

“Lei era una brava ragazza, con gli occhi verdi che brillavano. Carey Novac dagli occhi limpidi. Lui era un ragazzo con il fuoco nello sguardo. Si amavano quasi come fratelli.”

E qui la parte critica. Questo libro mi ha davvero lasciata senza parole. Non so bene che tipo di potere abbia questo autore, ma il suo modo di scrivere, il modo in cui narra, mi lascia sempre senza fiato. E’ una lettura impegnativa, sicuramente non un libro per cominciare a leggere. Ha bisogno del suo tempo, ha bisogno di essere elaborato. Per questo motivo l’inizio è stato complesso. Ci ho messo qualche pagina a prendere il ritmo della narrazione perché la sua scrittura ha la capacità di destabilizzare, di farti uscire fuori da ogni tuo schema personale per portarti dentro la storia. Una volta passato questo attimo iniziale, infatti, sei parte del romanzo, insieme ai protagonisti. E’ una lettura stregata quella dei libri di Markus Zusak, non saprei come altro definirla. Un lettore inesperto potrebbe anche fermarsi prima di prendere il ritmo, quindi se decidete di leggerlo, vi posso solo dire di andare oltre. Andate oltre, continuate a leggere, abbandonate ogni schema, fatevi trascinare dalla storia, da Clay, dai fratelli Dunbar, dalla Sbagliatrice, da Michael.
Come vi ho detto, sono poco più di 600 pagine toste, ma che ho divorato, che mi hanno tenuta incollata fino alla fine nella lettura, mi sono ritrovata più volte a notte inoltrata a leggere ancora perché non ne avevo mai abbastanza. L’autore sa il fatto suo, penso che ormai sia decisamente consolidata come teoria. Se avete amato “Storia di una ladra di libri” ed avete amato la narrazione, questo non è assolutamente da meno, anzi, forse anche meglio. E’ una storia particolare, commovente, che vi farà arrabbiare, emozionare, piangere, ma alla fine saprà farvi felici, questo ve lo posso assicurare. Consiglio caldamente con il cuore la lettura di questo libro, merita troppo per essere lasciato sulla libreria, merita di essere aperto, letto, vissuto, prima di subito.

Per l’acquisto del libro, ebook o cartaceo, clicca qui.

Se ti è piaciuto, condividi con i tuoi amici!

Dì subito la tua! :)