L’artificio dell’illuminato | L’intervista all’autrice

Roberta e Sara alla presentazione!

Sabato 16 Marzo 2019 presso il Centro Commerciale Elnòs Shopping sito a Brescia, ho avuto il piacere di intervistare Sarah Helmuth, autrice de “L’artificio dell’illuminato – Seraphita”, trovate la nostra recensione qui, ed abbiamo fatto proprio una bella chiacchierata che ho deciso di sintetizzare qui in un articolo per chi non è potuto esserci. Vi ricordo che il libro di Sarah uscirà a Settembre dopo una campagna su Book a book dove ha raggiunto le 200 copie vendute per raggiungere la pubblicazione!

1 – Da dove hai preso ispirazione per il libro? È un romanzo fantasy molto particolare e ben strutturato, hai creato un mondo intero dal nulla. È la cosa che più mi ha affascinato della trama…
Parlando de “L’Artificio dell’Illuminato” si possono dire tante cose. È il lavoro di una vita, coltivato nel corso degli anni. Ho iniziato a pensare all’Artificio quando ero adolescente. Leggevo i miei autori preferiti e sognavo una “storia infinita” e mi sono detta “perché non posso vagare anche io con la fantasia?”. Così mi sono avvicinata al mondo del fantasy come lo conosciamo noi oggi e ai grandi autori del genere. Mi sono rintanata nella mia cameretta e ho iniziato a leggere come una pazza, e a disegnare. A quel punto ho trovato altri pazzi come me, amici che hanno collaborato a realizzare il mio mondo, fornendomi la loro fantasia e la loro creatività. Insieme abbiamo costruito quello che io chiamo “il mio pianeta”. Infine, quando ho iniziato a mettere giù la storia, mi sono innamorata della scrittura e volevo solo continuare a praticarla.

2 – Seraphita, la protagonista, è una ragazza molto forte nonostante la sua giovane età, ed è una che lascia il segno. C’è un po’ di te in lei o hai tratto ispirazione da qualcun’altro? Come è nata Seraphita?
Onestamente di me, in lei, c’è molto poco. Esistono altri personaggi all’interno del libro che mi rappresentano o di cui sono innamorata, personaggi che, quando ti svegli la mattina, sbuffando dici “peccato non esistano!” Seraphita è una ragazza forte per la sua giovane età… è vero. Cresce prigioniera all’interno della Fortezza, coltivando il desiderio di essere libera piuttosto che cedere alla morte. Infine riesce a evadere e a trovare il suo posto nel mondo. Questo delinea molto la sua forza e, sotto questo punto di vista, mi piacerebbe moltissimo essere come lei. Tuttavia Seraphita non è soltanto farina del mio sacco, debbo ai miei amici molte sfumature caratteriali (dal momento che tutti i protagonisti dell’Artificio sono stati interpretati dai miei giocatori), e proprio Seraphita, benché nata dalla fantasia di un ragazzo, somiglia in particolar modo al suo creatore.

3 – Scrivendo questo libro hai creato un mondo da zero, diverso dal nostro sotto molti punti di vista. Quanto hai impiegato a scrivere tutto il romanzo e quanto lavoro c’è dietro a una storia simile?
Come ho già detto si tratta di un lavoro durato anni. All’interno del romanzo ci sono innumerevoli citazioni, e molti sono stati gli spunti e le ispirazioni. In primis i capisaldi della letteratura fantasy, come Michael Ende o Tolkien, Marion Zimmer Bradley etc… Per essere più accurata ho letto miti e leggende, fiabe e favole, ho condotto ricerche e approfondito modi di dire o tradizioni locali di paesi sperduti. Per realizzare un’ambientazione credibile esiste una ricerca continua, non soltanto nazionale, ma su scala mondiale. Anche i miei viaggi hanno contribuito allo scopo. È un continuo cogliere spunti dalla realtà che ci circonda, miscelarli e ottenere qualcosa di tuo, che ti rappresenti.

4- Sentendoti parlare mi è venuta in mente un’altra domanda fuori programma. C’è una cultura in particolare al quale ti sei ispirata maggiormente o hai preso spunto un po’ dovunque intorno a te?
Direi di no. Ci sono argomenti che spiccano più di altri, per esempio l’Illuminato conduce esperimenti di natura alchemica, perciò è facile supporre che abbia condotto ricerche di questo tipo… Nei capitoli successivi compariranno mostri della mitologia nordica o di quella celtica, ma non esiste una cultura in particolare che mi abbia influenzato rispetto alle altre.

5 – Come dicevamo prima, ci saranno svariati seguiti dopo la storia di “Seraphita”. Cosa ci dobbiamo aspettare di prossimi? Qualche indiscrezione o qualche spoiler riusciamo ad averlo?
Sì, esistono altri quattro personaggi, Mair-Lynn, Jormun, Adam e Yavin. Insieme formano la compagnia che sarà protagonista della prima campagna dell’Artificio, quella che io definisco la saga Albedo. Nonostante inizialmente vivano vite differenti fra loro, e agli antipodi, esiste una grande trama di fondo che li condurrà a incontrarsi e unirsi. Non si può dire di più, altrimenti diventa spoiler!

6 – Cosa hai provato a vedere la tua bellissima opera pubblicata e cosa significa per te?
È stata indubbiamente una grande emozione. Non capita tutti i giorni di sentirsi dire che il tuo libro piace e che lo si vorrebbe pubblicare… Mi sono detta che non era possibile, che queste cose non possono accadere nella realtà. Invece no, era tutto vero! Una grande emozione ma anche una grande fatica. Speri sempre che il romanzo abbia una certa influenza, che trovi un suo spazio nell’editoria contemporanea, che ci siano lettori che si appassionino alle tue storie. Credo che l’emozione, così come la fatica, mi accompagneranno lungo tutto il mio percorso di autrice e quando stringerò il libro tra le mani sarà un’incommensurabile soddisfazione.

7 – Qual è la tua esperienza da autrice italiana donna di fantasy? Molti autori fantasy sono esteri e uomini. Sono poche le donne in questo ambito. Cosa significa oggi essere un autrice donna di fantasy? Domanda un po’ difficile e complessa questa, me ne rendo conto! Sono stata cattivella.
Come hai detto tu, la maggior parte degli autori fantasy conosciuti sono uomini, tuttavia compaiono anche numerose donne di un certo livello, come Robin Hobb o la Bradley (che citavo prima), Ursula K. Le Guin ma anche la stessa J.K. Rowling, etc… Quando ho fatto conoscenza con il mondo dell’editoria, mi sono resa conto che ci sono moltissimi scrittori italiani che tuttavia non riescono a emergere o a trovare qualcuno disposto a sostenerli. È un gigantesco calderone dove, seppur stringi tra le mani un romanzo valido, difficilmente riuscirai a farlo conoscere senza l’aiuto di un agente o di un editore disposto a credere nel tuo lavoro. Ma come si dice, la speranza è l’ultima a morire! Essere una scrittrice donna per me significa molto, c’è stato un periodo della mia vita in cui mi sono appassionata alle grandi autrici vissute a cavallo tra il ‘700 e l’800, parlo di Jane Austen o delle sorelle Brontë per intenderci, trovando nei loro manoscritti grande coinvolgimento e ispirazione. Si riteneva, a mio dire, che la scrittura delle donne fosse meno tecnica, povera di argomenti e significati, per fortuna, oggi, tutti noi conosciamo la valenza di certi romanzi scritti e pensati da donne di un certo carisma e talento. A queste donne io dico grazie, perché senza di loro noi non saremmo le donne di oggi e riferendomi alla precedente domanda posso dire che nell’Artificio c’è anche un po’ di loro.

8 – Sì, esatto. Penso che senza il loro aiuto probabilmente ne io ne te saremmo qui oggi a parlare a nome del mio blog e tu del tuo libro purtroppo. Dobbiamo davvero molto a queste donne. C’è tuttavia ancora del lavoro da fare, anche se siamo sicuramente sulla buona strada. E’ importante che le donne continuino a pubblicare e a scrivere perché sennò non andremo da nessuna parte. Al momento di dover dare un’immagine ai personaggi che hai creato, li avevi già immaginati o hai dovuto pensarci su? Come hai steso queste immagini?
Come è facile pensare, i personaggi erano già nella mia mente, da sempre. Le immagini che si trovano in giro, sul sito della casa editrice, sui miei profili, che hanno accompagnato per intero la campagna, sono state realizzate da un illustratore italiano di grande talento, Alessandro Amoruso. Alessandro è riuscito a cogliere l’essenza dei personaggi, realizzando illustrazioni suggestive, di grande impatto scenico. Chi vedrà Seraphita o Gareth e si infatuerà dei loro volti, decidendo di avvicinarsi al romanzo perché attratti dai disegni, ebbene il merito di questo approccio è tutto di Alessandro, non potevo chiedere di meglio e spero che questa collaborazione duri nel tempo.

Insomma, impossibile che Sarah non vi abbia affascinato neanche un po’ e non vi abbia instillato una curiosità assurda sulla sua storia. Da qui trovate tutti i link per l’acquisto e per sostenerla!

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