La figlia della libertà – Luca Di Fulvio

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Avete presente l’amore a prima vista? Fra me e questo libro è stato proprio così. Sono andata in cassa in libreria, con tutt’altri libri, e la commessa mi ha consigliato questo nuovo libro uscito. Un po’ restia ho guardato la copertina, che non mi ha attirata particolarmente. Associo questo genere di copertina a libri un po’ più pesanti da leggere, dalle trame più complesse e non era proprio quello di cui avevo bisogno in quel momento. Tuttavia la trama mi incuriosiva, così ho deciso di ascoltare il consiglio della ragazza e far venire a casa con me questo libro. Mi riferisco a “La figlia della libertà” di Luca Di Fulvio. Il libro esce nel 2019, edito da Rizzoli.

Raechel, sguardo vispo nascosto da un cespuglio di ricci scuri e crespi, sogna di diventare libraia, nonostante nel suo villaggio, sepolto dalla neve della steppa russa, alle ragazze non sia permesso neanche leggere. Rosetta ha ereditato un pezzo di terra, ma subisce ogni giorno le angherie dei suoi compaesani, convinti che una donna sola e bella non possa restare troppo tempo senza un marito a cui sottomettersi. Rocco, figlio di un uomo d’onore, è costretto a una scelta: se non vuole morire, deve diventare anche lui un mafioso. Tutti e tre sanno che c’è un solo modo per essere liberi: fuggire, scappare lontano, al di là dell’oceano. Arrivano a Buenos Aires per ricominciare, ma l’Argentina è terra di nessuno: per sopravvivere, gli emigranti accettano anche ciò che sembra inaccettabile, e sono le donne a pagare il prezzo più alto, in una città piena di uomini soli e senza scrupoli. Tra le grida del porto e i vicoli del barrio si annidano pericoli e fantasmi del passato, ma Raechel, Rocco e Rosetta sono pronti a tutto: inganni, travestimenti, loschi affari e fughe rocambolesche, per salvarsi ancora una volta e ricominciare, finalmente, a vivere senza paura.

Io stavo già amando moltissimo questo libro, ma dopo la conclusione e dopo aver letto le note d’autore finali, l’ho amato anche di più, nel caso fosse possibile. La storia è ispirata a fatti realmente accaduti e il parere dell’autore a riguardo pone a un importante riflessione finale. Ho pensato a questa storia costantemente durante la lettura ed anche dopo. E’ un romanzo che ti rimane dentro, che non ti molla quando smetti di leggerlo. Continui a pensare ai protagonisti, alle loro vite, a quanto la loro vita possa essere stata ingiusta. Lo scrittore non si è comunque dimenticato delle amanti del romance e l’ha inserito in modo perfetto nel romanzo. Romance al punto giusto, non prende il sopravvento, ma rimane costante come sottofondo in ogni capitolo.
Il libro è di circa seicento pagine, ma non le ho neanche sentite, era troppo bello. Sono entrata fin dalla prima pagina nel vivo della storia e non sono mai riuscita a lasciarla. La scrittura di Luca Di Fulvio è ammaliante, arriva dritta al punto, senza tanti giri di parole. I dettagli sono curati nei minimi particolari, abbiamo una visione totale di una Buenos Aires del tempo. Con i suoi quartieri ricchi, ma anche poveri. I bordelli, le condizioni dei poveri e dell’umanità e i suoi meccanismi in quel periodo storico, sono tutti dettagli caratteristici che l’autore ha reso perfettamente. Angoscia e tristezza mi hanno accompagnato in queste descrizioni, al pensiero che quelle condizioni fossero reali e la normalità una volta. Il fatto che una donna non contasse niente, che fosse solo un sacco di organi buono solo per fare sesso e soddisfare la voglia degli uomini. E’ incredibile quanta strada sia stata fatta e tanta ce ne sia ancora da fare. Donne come le protagoniste sono le donne che ci hanno permesso di avere la condizioni attuale.
Queste sono le riflessioni che l’autore e la sua storia, tratta da vari fatti realmente accaduti, mi hanno suscitato. Sono molto contenta di aver scoperto questo libro, che me l’abbiano consigliato. Questo autore ha un modo di narrare molto simile a Markus Zusak, l’autore di “Storia di una ladra di libri” e “Il ponte d’argilla“. Fino ad ora non avevo mai trovato questa scrittura in un autore italiano, mi ha piacevolmente sorpresa e sicuramente leggerò altro, me ne sono totalmente innamorata. E cosa desiderare di più da un libro? Quando un libro ti entra dentro e non ti abbandona mai, neanche dopo averlo finito, è un libro degno di essere letto, conosciuto, un libro di cui tutti dovrebbero parlare.

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