Cosa ne penso dell’ultima serie Netflix “Emily in Paris”?

Dopo aver tanto sentito parlare di questo telefilm in ogni blog e in ogni social, mi sono convinta anche io a dare una possibilità a “Emily in Paris“. Netflix mi ha letteralmente tampinato finché non ho premuto play, me lo consigliava alla fine di ogni telefilm, film, in gigante nella home, insomma, me lo sono ritrovata davvero dovunque. Con un’azione di marketing tale, avrei mai potuto resistere? Ovviamente no, ve lo dico io. Così mi sono data alla visione.

La trama da dituttounpop.it

Emily lavora a Chicago come responsabile del marketing di una società. Quando la sua compagnia acquisisce un’azienda a Parigi, Emily viene mandata per rinnovarne l’immagine social. La nuova vita di Emily nella ville lumière è ricca di avventure ad alto tasso alcolico e sfide sorprendenti che la vedranno impegnata a conquistare i colleghi di lavoro, farsi nuovi amici e destreggiarsi tra nuove storie d’amore.

Che cosa penso di questo nuovo telefilm marcato Netflix? Sinceramente mi è piaciuto abbastanza, ho trovato la trama molto simpatica e bella, seppur non molto originale e piena di cliché. Sì, perché è pieno di cliché non solo sulla Francia, ma sull’Europa in generale. Penso che gli autori avrebbero dovuto informarsi un po’ di più prima di fare questa serie, non tanto perché io mi senta offesa dalla cosa, ma ci sta che abbia creato malumore in molti e che sia stata molto discussa. Una delle cose che mi è rimasta più impressa a riguardo? Il bidet. Sì, perché nel telefilm suppongono che in Francia avere il bidet sia una cosa comune e normalissima, quando in realtà anche loro non sanno neanche cosa sia a momenti. A me ha fatto un po’ sorridere la cosa, ma a tanti, questo miscuglio falso di cliché non è piaciuto e, onestamente, posso anche capirlo.

Questo piccolo dettaglio a parte, il telefilm è piacevole, Netflix lo inserisce nel genere drammatico, ma a me sembra più una commedia rosa, seppur con qualche dramma, ma è abbastanza ironico e divertente sotto molti punti di vista.
Dopo aver visto Lily Collins in “Fino all’osso“, mi ha fatto piacere vederla in panni più leggeri e genuini, non mi dispiace come attrice, anche se non ho apprezzato moltissimo la sua doppiatrice italiana, ma ci passo sopra tranquillamente, era in ogni caso molto simpatica e piacevole. In più farei una menzione ai vestiti e ai look creati su di lei perché spiccavano veramente tantissimo nel background parigino e, secondo me, hanno aiutato a rendere davvero molto particolare il tono di questa serie, oltre al fatto che lei era bellissima con ogni vestito addosso. Non sono solita notare queste cose, ma in questo telefilm era così di spicco che era impossibile non pensarlo!

In conclusione mi sento di consigliarvela se vi piace il genere perché non ve ne pentirete, ma non guardatelo per prendervela su tutti i cliché che gli americani hanno nei confronti di noi europei, godetevi la visione così come viene e lasciamogli certe assurde convinzioni per loro, senza toglierci il piacere di una serie TV per niente male.

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