Perché Istanbul ricordi – Ahmet Ümit

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Queste sono le collaborazioni che amo fare e che mi restano nel cuore. Ho avuto il piacere di collaborare con Ronzani Editore che mi ha gentilmente omaggiata della copia di questo libro speciale, che mi è rimasto nel cuore. Per me ha già un titolo che parla da sé, poetico, esistenziale. Parlo di “Perché Istanbul ricordi” di Ahmet Ümit. Nella mia testa in questo momento partirebbe un applauso.

Istanbul. Un misterioso delitto mette alla prova il commissario Nevzat Akman e i suoi giovani collaboratori. La vittima viene rinvenuta nella parte vecchia della città, davanti alla statua di Ataturk, tiene in mano una moneta antica e sembra indicare una direzione precisa. È solo il primo di una serie di omicidi rituali in luoghi storici, ogni monumento è legato a una figura importante del passato: sette monarchi, sette magnifici luoghi antichi e una sola sconvolgente verità. Inizia così una corsa contro il tempo, alla caccia di abilissimi e sfuggenti criminali. La chiave dell’enigma risiede nel passato di una delle città più misteriose del mondo, e conduce a un emozionante viaggio storico da Bisanzio a Istanbul, in cui la sorte delle vittime dipenderà dalla capacità degli investigatori di decifrare quella storia, di ripercorrerla attraverso dolorosi ricordi, e di attraversare l’anima di una moltitudine di personaggi: ubriachi senzatetto, potenti uomini d’affari senza scrupoli, avvocati e giornalisti corrotti, avidi archeologi e cittadini idealisti che lottano per preservare i siti storici di Istanbul. Ümit scava nella psicologia dei personaggi, nella sacralità dell’amore e dell’amicizia, e fonde abilmente la narrazione di genere con gli intermezzi storici. Tra le righe si ritrovano la sua vocazione politica, il richiamo ai tempi cupi del recente passato e del presente, in ogni pagina l’amore sconfinato per la sua città. Fino all’imperativo finale: “perché Istanbul ricordi”.

Come già vi ho detto, questi sono i libri che amo leggere, quelli che ti lasciano un segno indelebile e che ricorderai a distanza di anni. Sì, lo so, è un libro impegnativo perché sono circa 600 pagine, ma credetemi.. Ne vale la pena. Anche leggere 20 pagine al giorno, ne varrà sempre la pena quando un libro ti lascia il segno. Ero già felice quando mi hanno proposto questa collaborazione perché la trama già mi incuriosiva, insieme al titolo che per me è bellissimo, impattante, che cela molte cose. Chiaramente le mie aspettative non sono state assolutamente deluse dalla letture effettiva del libro.
Tempestato qua e là di storia, “Perché Istanbul ricordi” è un libro anche e soprattutto per imparare qualcosa. Sì, perché senza essere noioso o risultare troppo pesante, ci fornisce cenni storici qui e lì, come pillole storiche che, proprio perché sono pillole, sono impattanti e mai noiose. Io, ad esempio, le vado ad associare a momenti precisi della storia che ho letto e quindi me le ricordo molto bene. E capiamoci, non sono un’appassionata di storia, anzi, proprio tutt’altro. La storia mi annoia terribilmente, ma questo libro invece è riuscito a farmi incuriosire anche di cose che non avrei mai pensato. Inoltre, il tutto raccontato tramite un caso da risolvere che s’infittisce sempre di più, pagina dopo pagina.
La storia non è propriamente divisa da dei capitoli, ma va molto a paragrafi, questo rende la letture più fluida e omogenea, più semplice e veloce. Il che, secondo me, è una struttura perfetta per un libro con così tante pagine.
Insomma, che dire? Ve lo consiglio caldamente, se non si fosse capito, perché è davvero una perla rara. E, come ultima cosa, ma non per importanza, l’estetica del libro è davvero perfetta per una storia simile. Un azzurro tenue, una copertina stilizzata. E’ davvero tutto al suo posto.

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