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Oggi tingiamo di giallo questo Giovedì 29 Aprile, con l’uscita di “Come delfini tra pescecani” di François Morlupi, edito da Salani Editore, nella collana “Le Stanze“, che mi ha offerto la bellissima possibilità di leggere in anteprima questo bel romanzo giallo. Inutile dire che ho accettato con immenso piacere perché amo il genere e quando sono ambientati sul suolo italiano, hanno sempre un sapore diverso per me. Andiamo con ordine e vediamo prima la trama!

È un ottimo poliziotto, il commissario Ansaldi, anche se da tempo immemore soffre di ipocondria e di attacchi d’ansia che rendono complicate anche le attività più semplici, nella vita come nel lavoro. Per fortuna il quartiere al quale è stato assegnato, Monteverde, è un’oasi di pace nel caos della capitale: un posto tranquillo, dove non succede mai niente. Forse è per questo che sotto il suo comando sono stati destinati altri quattro soggetti “particolari”, come ad esempio Eugénie Loy, il suo braccio destro, che soffre di un disturbo antisociale della personalità che la rende apparentemente insensibile, una «portatrice sana di disperazione» come la definiscono i colleghi, che però riconoscono in lei ottime doti investigative. Sono così, i Cinque di Monteverde: uomini e donne alle prese con le loro debolezze, ma capaci, insieme, di trasformarle in forza. Un venerdì pomeriggio, un ultraottantenne vedovo e solitario viene trovato senza vita nel proprio appartamento, con un cappio al collo. Si direbbe un caso facile, il classico suicidio. Ma qualcosa non quadra ad Ansaldi e ai suoi, e quel piccolo dubbio si trasforma, nel volgere di pochi giorni, in un’indagine che turberà non solo la quiete di Monteverde ma anche le stanze della politica.

Come dicevamo, tingiamo di giallo questo Giovedì, con un questo bel romanzo di narrativa ambientato a Roma. In questo romanzo ho trovato molti aspetti tipici del genere, la tensione, il mistero, l’inquietudine. Mi sono ritrovata ad un certo punto che ero davvero terribilmente curiosa di scoprire il mistero e non vedevo l’ora, tanto che quasi incitavo gli agenti di spremere le loro meningi, come se gli stessi facendo il tifo. Ve lo posso giurare, ero totalmente coinvolta nell’indagine. Lo stile narrativo consente questa totale immersione nella vicenda, permette al lettore di conoscere passo passo i suoi personaggi protagonisti, che sono tutti i componenti della squadra di polizia che lavora al caso del signor Gordi, morto in circostanze molto strane.
L’indagine è caratterizzata da un continuo crescendo in quanto all’inizio sembra davvero verso un vicolo cieco, senza alcun riferimento o appiglio per poter indagare e sbrogliare tutti i nodi creati dall’assassino. Era davvero sconfortante perché aveva tutta la parvenza di un caso senza speranza, ma passo passo l’autore ci prende per mano portandoci verso la risoluzione, in modo graduale, aggiungendo tassello dopo tassello, pezzo dopo pezzo un indizio in più, fino ad arrivare alla fine, quando non avremmo mai potuto sospettare come fossero realmente andate le cose. Non posso definirlo propriamente un colpo di scena perché di fatto, come lettore, non si sa NIENTE fino alla fine, è incredibile. E’ quasi impossibile aver alcun sospetto, talmente l’autore ha mascherato il colpevole, è stato per me l’aspetto più assurdo di tutta la narrazione, vi assicuro.
I protagonisti sono molti, l’autore ci fa conoscere man mano ogni componente della squadra, in tutte le loro peculiarità, le loro vite, le loro sfumature, senza risultare pesante, che è il rischio in cui si può incorrere nel momento in cui si inseriscono diversi personaggi. In più troverete sicuramente il vostro preferito, il vostro personaggio del cuore.
Che dire, appassionati del giallo, ma anche non, avete trovato pane per i vostri denti, non fatevi scappare questo entusiasmante romanzo!

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