Ben ritrovati miei cari amici lettori. Vi ricordate che qualche settimana fa vi parlai di un libro, che era una raccolta di racconti? Sì, esatto, mi riferisco a “Vento lupo e altre nove improbabili storie”! Beh, oggi ho il piacere di presentarvi l’autore, per scoprire qualcosa di più sia sul libro che sulla persona che si cela dietro a questa particolare raccolta. Vi presento quindi Ugo Mauthe, iniziamo a scavare un po’ e a conoscerlo meglio.

Il tuo libro ha vinto un concorso dopo il quale è stato pubblicato. Descrivici un po’ la sensazione e l’emozione che hai provato e perché hai deciso di partecipare, insieme alle tue aspettative.

Partecipo a molti concorsi, molto spesso mi porto a casa un’esperienza, un’emozione, un incontro e qualche volta vinco perfino qualcosa. Trovo che i premi letterari siano un modo per far circolare i propri testi presso un pubblico numericamente esiguo, ma avvezzo a leggere e valutare; in altre parole, vedo in questi eventi un buon strumento per mettere alla prova il proprio prodotto letterario. Nel caso di Officina 19, il premio indetto dalle Edizioni Ensemble, mi ero iscritto perché volevo far girare quei racconti, sperando di trovare il percorso giusto per pubblicarli: la raccolta “Vento lupo e altre nove improbabili storie”, e anche alcuni suoi racconti singolarmente, si erano già piazzati bene in altri concorsi, ma senza pubblicazione. Ci tengo ad aggiungere che conoscevo e apprezzavo la serietà della casa editrice, con cui avevo pubblicato in precedenza “Il silenzio non tace” una raccolta di poesie, che, a proposito, ha vinto diversi premi!
La sera della proclamazione dei vincitori sono stato colto di sorpresa: i finalisti della sezione narrativa inedita erano di valore e i racconti sono sempre un po’ penalizzati rispetto al romanzo, per cui non credevo di avere reali possibilità. Invece andò bene e quella premiazione mi ha regalato sensazioni e soddisfazioni particolarmente intense.

– Ma sai che è la prima volta che sento parlare così bene dei concorsi? Di solito ci sono i soliti “lamenti”, in alcuni casi più che legittimi, su chi vince, perché ha vinto e cose del genere. È davvero molto bello invece sentir parlare di questo da una persona che apprezza anche solo partecipare, per crescere e migliorarsi. Quindi, da dove è venuta l’ispirazione per “Vento Lupo e altre nove improbabili storie”?

Più che di ispirazione, parlerei di idee: possono sembrare la stessa cosa, ma non credo che sia esattamente così. Scrivo se mi viene in mente un plot, uno spunto, un soggetto interessante. Per me interessante significa in particolare sorprendente, inaspettato, per quanto possibile originale, dove l’elemento irreale e la dimensione del fantastico sono imprescindibili. È molti anni che cerco e scrivo soprattutto storie di questo tipo ma non è una scelta, è una spontanea necessità che persiste da lungo tempo. Tuttavia può sempre darsi che domani senta il bisogno di scrivere novelle “psicologico-realistiche”, iniziando così un nuovo periodo, mai dire mai!
Se poi mi chiedi come un plot si affacci alla mente, non te lo so dire.
Forse è un frutto maturo, che o si coglie o si perde.

Questa è una cosa molto di ispirazione per chi ci legge. Mi piace tantissimo il messaggio che fai passare: non porsi dei limiti, di seguire le proprie idee e le proprie ispirazioni, è una cosa che io personalmente sposo moltissimo. A questo punto mi sorge spontaneo chiederti quanto c’è di tuo nei vari racconti del libro?

Poco. Solo nel racconto intitolato “Butterfly” esiste qualcosa di autobiografico: il padre del protagonista è ispirato al mio e la romanza pucciniana “Bimba dagli occhi pieni di malia” era la preferita dai miei genitori, che l’ascoltavano tenendosi per mano e guardandosi negli occhi. Per il resto, di mio c’è la fantasia e la voglia di scrivere storie, tendenzialmente brevi e agili, capaci d’incuriosire e stupire.

Allora come dicevamo prima, è tutto frutto delle tue idee e le tue ispirazioni diciamo. Molto interessante. Come hai scelto quindi i personaggi protagonisti di ogni storia?

A me sembra che ogni idea li abbia già in sé; nello sviluppo alcuni possono sparire, altri entrare, ma l’idea mi si presenta come un composto di vari ingredienti, personaggi compresi: manipolandolo ne viene fuori il racconto.

Domanda da un milione di euro, la più difficile per un autore. Qual è la tua storia preferita e, soprattutto, perché? E il tuo personaggio preferito?

Hai ragione, è una domanda da un milione di euro! Forse “Un incontro” è di un’unghia preferito agli altri. Il perché è nella resa, nell’efficacia, nella precisione della scrittura e nel messaggio che quella storia mi sembra possedere. Un’altra cui mi sento affezionato è “Zio Simmi”, più o meno per le medesime ragioni. Ma se tu mi facessi questa domanda fra un mese, la risposta potrebbe essere diversa.

Questo mi fa pensare proprio al fatto che ogni personaggio ed ogni storia ha il suo momento per essere vissuta, mi ci ritrovo davvero molto. Andiamo verso la chiusura dell’intervista ora, raccontaci un po’ qualche aneddoto della tua vita da scrittore, quando scrivi, come ti promuovi e ti muovi nel mondo editoriale

Come copywriter ho scritto per tutta la vita. Scrivere è stato il mio lavoro, e avere idee e raccontare storie la mia quotidianità, prima per vendere prodotti, oggi per emozionare… i miei venticinque lettori. Le due modalità di scrittura, quella pubblicitaria e quella di espressione, o “letteraria” se ci tenete, hanno sempre convissuto e si sono aiutate a vicenda.
Scrivo quotidianamente, più di giorno che di notte ma solo perché adesso ho più tempo, una volta era il contrario. Poco di quello che scrivo sopravvive più di qualche giorno: le parole più fortunate finiscono in una cartellina e restano parcheggiate lì, in attesa, a maturare.
Mi promuovo attraverso i concorsi e sui social, ho un sito www.ugomautheparolescritte.it e una pagina facebook con lo stesso nome.
La promozione è l’aspetto più complicato del mio sogno letterario: sono consapevole che ciò che scrivo, in prosa e in poesia, sia poco commerciale, ma, detto senza retorica e soprattutto senza presunzione, quelle poesie e quelle prose sono il mio modo d’essere autore. Non escludo che qualcosa possa cambiare e se accadrà sarà perché sarò cambiato io. A causa o in virtù di questa poca commerciabilità, cerco di muovermi nella piccola e media editoria di qualità, che ha ancora voglia di tentare qualche avventura. I grandi nomi hanno altre necessità e di conseguenza altri interessi.

Che dire, hai detto proprio tutto tu. Io credo fortemente nel fatto che avvalersi della piccola e media editoria, non sia assolutamente una cosa brutta, purché sia di qualità, come dici tu. Non sono le copie vendute che identificano uno scrittore, anche se fanno sicuramente piacere, ma ci vuole molta consapevolezza di ciò che si è e ciò che si ha intenzione di fare. Concludiamo ora, con queste belle tue parole l’intervista e come ultima cosa ti chiederei: cosa ci dobbiamo aspettare dalle tue uscite future?

Sto lavorando da tempo a un romanzo per bambini, scrivere per i piccoli mi piace molto e mi ha dato diverse soddisfazioni; quasi ogni giorno nascono delle poesie che, come scritto qualche riga fa, per lo più metto da parte e riprendo dopo qualche tempo (tempo che in alcuni casi è stato di mesi quando non di anni): prima o poi da questa semina raccoglierò i testi di una nuova silloge, è quello che spero; è quasi pronta anche una nuova raccolta di racconti, improbabili naturalmente! In realtà i testi ci sarebbero già, devo però capire da quale piccolo spiraglio potrei farli entrare in questo complicato mondo reale.

Grazie mille Ugo per essere stato qui con noi e averci fatto crescere con questa bella intervista. Penso sia sempre molto importante sentire riscontri come il tuo nel mondo editoriale, il tuo approccio penso proprio che potrà essere di molta ispirazione per molti dei nostri lettori e scrittori che ci seguono. Non mi resta che dire: aspettiamo le tue prossime uscite!


3 commenti

ugo · Agosto 12, 2021 alle 9:53 am

Grazie a voi!

    50milapagine - Admin · Agosto 13, 2021 alle 4:18 pm

    🙂

ebrancadoro · Agosto 20, 2021 alle 10:24 am

Complimenti per questa interessante intervista

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