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Chi mi segue da un po’ sa quanto io negli ultimi anni mi sia appassionata anche ai romanzi di genere storico. Quei libri dove impari e apprendi tanto, senza neanche rendertene conto, talmente sono scritti bene e celano le informazioni in modo ben romanzato e confezionato. Ecco, “Bella ciao” di Ninetta Pierangeli è senza alcun dubbio uno degli storici che rientra in queste categorie. La seconda edizione del romanzo è uscita proprio questo anno, nel 2021.

Roma, anni Settanta. La città è diventata il palcoscenico preferito delle lotte operaie. Gli slogan vengono strillati durante i comizi e per le vie, fino a riecheggiare dentro le case. Gli scontri tra studenti e polizia sono sempre più frequenti e fanno vittime da entrambe le parti. Può in uno scenario così violento riuscire a sopravvivere l’amore? I protagonisti di questo romanzo sono Alberto, tecnico della Selenia e secondogenito di una famiglia povera, e Monica, universitaria e figlia unica di una coppia borghese. Nonostante le origini diverse, durante l’occupazione di un appartamento da destinare ai baraccati, tra loro scatta un sentimento che pare destinato a bruciare per sempre. Ma le strade che decidono di percorrere sembrano non riuscire più a incrociarsi quando uno dei due si unisce alle Brigate Rosse.
Sulle note di “Bella ciao”, la loro storia viene raccontata attraverso un alternarsi tra le voci di Alberto e Monica, generando due punti di vista differenti sugli avvenimenti che sconvolsero quegli anni.

Che cos’è “Bella ciao”? E’ un romanzo storico, con qualche venatura romance, appassionante ed emozionate. L’autrice descrive in modo molto vivo e realistico il mondo di quegli anni e alla fine della lettura mi sono sentita personalmente arricchita dal punto di vista culturale. Non avendo vissuto quegli anni e, soprattutto, essendo stata una pessima, ma proprio tanto pessima, studentessa di storia, mi sto acculturando in tempi adulti in merito. Tramite proprio romanzi come questo. In uno stile romanzato, vivace e avventuriero, ti spiega e ti insegna come si vivevano quegli anni, fra le brigate rosse e i vari idealismi politici. Il tutto, da un punto di vista giovanile.
Durante la narrazione è evidente la maturazione dei protagonisti che accompagnano il lettore verso la commovente conclusione. Lo stile dell’autrice è semplice, non è una lettura complessa o pesante. Non vi aspettate un “tipico” romanzo storico noioso, che snocciola un insieme di date e fatti avvenuti, perché non lo è affatto. La lettura è scorrevole, piacevole e coinvolgente. Il tutto condito da nozione storiche.
Credo siano sufficienti motivazioni per rendere perfetto un libro di questo genere, che dite?

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