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Dopo aver letto della stessa autrice “Bella ciao“, ho intrapreso un’ulteriore lettura: “Il castello di Baux“, sempre di Ninetta Pierangeli, edito da Scatole Parlanti e uscito nell’ormai lontano 2019. In questo romanzo si mantiene un retrogusto storico, ma si distacca in modo netto dall’altro.

La vita di Bertrand, quarantenne da poco rimasto disoccupato a causa del fallimento della ditta per la quale lavorava, è fortemente influenzata dal demone della balbuzie. Un problema che lo ha limitato nelle relazioni con gli altri, a partire da una famiglia poco comprensiva fino all’impossibilità di trovare l’anima gemella. Il parziale riscatto è arrivato grazie ai computer: è un abile hacker, impegnato nella lotta contro gli jihadisti. Un viaggio attraverso la Provenza lo porta a visitare il castello di Baux, costruzione medievale che nel suo immaginario rievoca gli spensierati giochi d’infanzia. L’audioguida permette a Bertrand di immedesimarsi negli oggetti più importanti della fortezza, che attraverso la loro voce raccontano, con rigorosa precisione, gli eventi che hanno caratterizzato la storia di quel luogo leggendario. Tra rievocazioni epiche e incontri speciali, Bertrand si ritrova al centro di vicende molto particolari, dove in ballo c’è il suo futuro. E la necessità di prendersi alcune rivincite.

Lo stile dell’autrice è sempre molto accattivante e appassionante. I suoi personaggi sono davvero ben costruiti e ben descritti, è molto semplice entrarne in empatia e affezionarsi. Lo stile è scorrevole, piacevole. I capitoli si susseguono in modo fluido, creando degli intrecci complessi, snodati poi man mano dall’autrice durante la narrazione.
Il romanzo è da leggere tutto d’un fiato. Una volta passate le prime pagine, dove ho fatto più fatica ad appassionarmi, mi son ritrovata totalmente rapita da tutto, che faticavo a staccarmene.
Una nota positiva per me è stato anche il finale, che ho trovato perfetto per la trama e un’amabile conclusione a questa bella storia. Non da meno, tuttavia, è stata l’ambientazione. Questo castello medievale ben descritto e autentico, mi ha dato modo, come lettrice, di sentirmi lì presente, di poter immaginare in modo vivido il luogo in cui si svolge il tutto.
Davvero, nulla da eccepire, è senza dubbio un’autrice da tenere d’occhio perché, a mio giudizio, questi due libri letti da me, valgono davvero molto. Provare per credere.

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