Oggi ancora qualche rimasuglio da questa splendida edizione del Salone del libro di Torino. Ho avuto l’immenso piacere di conoscere Rachele Tarpani, un’autrice esordiente edita da, niente di meno che, La Corte Editore. Oltre ad aver scambiato diverse chiacchiere sul suo libro in uscita oggi, 28 ottobre 2021, abbiamo disquisito anche di supereroi, ci siamo poste domande come “cosa faresti tu se avessi un super potere?” oppure “qual è il tuo supereroe preferito?”… Insomma, chiacchiere da vere nerd di spessore, garantito!

Il suo libro s’intitola “Luce”, ma non mi perdo in chiacchiere perché lei lo presenta molto meglio di come potrei farlo io, ve lo garantisco.

Com’è stata la tua esperienza con La Corte?
Per ora si sta rivelando una bella esperienza, anche se è partita in maniera strana e altalenante a causa della pandemia. Il romanzo doveva uscire l’anno precedente al Salone del Libro, ma poi è saltato tutto e abbiamo dovuto posticipare al 2021. Anche la revisione ci ha preso molto tempo, più che altro a causa mia che mi ostinavo a cambiare parti fino all’ultimo momento; al contrario la mia editor, Giovanna Burzio, è stata davvero una santa. Tanto tranquilla, pacata…

Sei una di quelle autrici, quindi, che si mette in discussione e aiuta l’editor nel suo lavoro?
Assolutamente. Io penso che qualsiasi cosa, se detta con gentilezza, sia un’occasione per crescere e andare avanti. Se tu ora mi smontassi tutto il libro, ma mi dicessi cosa c’è che non va con pacatezza, io lo vedrei come un motivo di miglioramento e sarei disposta a mettermi in discussione. Anche in fase di revisione, dicevo all’editor: “devi massacrarmi”. È meglio essere massacrata da lei in privato che dai lettori nelle loro recensioni, giustamente negative in caso. Essendo una trilogia, questo lavoro di analisi e di critica può aiutarmi. La serie è già pronta, ho una scaletta per il secondo e il terzo, ma ovviamente tutto può cambiare e deve farlo, in caso, in maniera precisa e mirata. Io ci provo, ovviamente sono un essere umano e farò del mio meglio. Il libro che troverete negli scaffali, per ora, è il massimo che posso offrire. Se non sarà abbastanza, migliorerò, ma per ora è questo ciò che posso dare.

Insomma, è tutto qui quindi. Che cosa racchiude il tuo libro “Luce”?
Racchiude la mia passione per l’oriente, soprattutto: sono una fan sfegatata, in particolare del Giappone. Ora mi sto appassionando anche alla Cina con diversi prodotti di importazione, come le light novel, i drama, ecc. Ho racchiuso tutto lì dentro.

Raccontaci da dove nasce “Luce”, come lo hai sviluppato, qualche retroscena della stesura.
Io ho un’amica da quindici anni con cui facciamo tuttora diversi giochi di ruolo. Abbiamo una sfilza di personaggi, ne abbiamo contati novanta, per dire. Quarantacinque miei e quarantacinque suoi. Li facciamo muovere in mondi sempre differenti, che può essere la scenografia di un manga, un film, ecc. Li rielaboriamo così, per divertirci. È successo che nell’ambientazione di uno di questi giochi, c’era un alchimista, chiamato Alchimista di luce perché manipolava i fotoni. Mi piaceva molto, era un personaggio che mi scavava dentro, una cosa un po’ trascendentale da scrittori un po’ così… cervellotici. Io, a questo personaggio, volevo ricamare intorno una storia tutta sua. All’inizio è nata come una semplice fan fiction del nostro gioco di ruolo che leggeva solo la mia amica; poi ho deciso che volevo dargli un testo tutto suo, facendolo leggere anche a qualcuno di estraneo al gioco. Piano piano revisiono, revisiono e revisiono, perché io sono una che riesce sempre a trovare qualcosa da cambiare ogni volta che rilegge il testo. Se potessi modificherei anche il libro appena stampato. Durante la revisione con la Casa Editrice, la mia editor a un certo punto ha dovuto dirmi: “basta, fermati”, perché io fino all’ultimo mi mettevo a fare variazioni, anche fino a due settimane prima il visto si stampi.

Cosa ne hai fatto poi di questo manoscritto?
L’ho mandato prima a un concorso dove mi hanno detto, parafrasando, che i personaggi erano strutturati benino per essere un’esordiente, ma la storia faceva schifo. All’inizio non ho dato loro ragione, “erano brutti e cattivi”, ma razionalizzando e rileggendolo, c’erano effettivamente delle problematiche che ho riscontrato. Il ritmo non era granché, era prolisso, pieno di spiegoni, tutte cose che con il tempo ho imparato a riconoscere ed eliminare. Si spera. Quella batosta mi ha dato una bella spinta, anche se all’inizio me l’ero presa parecchio. Ma io sono una che razionalizza molto in generale. Penso che apprendere i miei limiti, sapendo cosa sono in grado di scrivere e cosa no, sia un modo per migliorarmi. Mi vado a documentare in cosa non sono il massimo, per poi affinarmi.

Mi dicevi poco fa che è il primo di una trilogia quindi? Raccontaci un po’.
È il primo di una trilogia e spero che anche gli altri due possano vedere la “Luce”, in tutti i sensi, con La Corte Editore perché sono molto in gamba, sono persone molto umane. C’è un rapporto molto umano, io li sento, non sono lasciata a me stessa. Mi hanno anche invitata qui oggi. Il nostro rapporto sempre stato cristallino, bilaterale. Per uno scrittore l’importante, specialmente agli esordi, è sapere cosa fare. Senza una guida magari si fanno le cavolate, si brancola nel buio. Invece io ho avuto la loro guida che per me è stata fondamentale.

Se dovessi convincere una persona a leggere il tuo libro, cosa gli diresti?
Allora, è difficile questa domanda. Ci provo. Intanto prendo ispirazione dalla Marvel: se vi piace il mondo fumettistico, il romanzo fa per voi perché, in soldoni, c’è gente coi poteri che si mena. Ci sono battaglie, combattimenti. La mia più grande ispirazione sono sempre stati gli eroi dei comics, ho voluto quindi metterci dentro anche quello. Poi ho messo un sacco di riferimenti all’oriente. È chiaramente un’opera di fantasia, in un mondo di fantasia. C’è anche la mappa dentro, che ho realizzato io. Ovviamente gli spunti vengono dal mondo reale, è solo un po’ adattato al mio universo inventato. Per com’è stata pensata la storia non potevo fare diversamente, non potevo ambientarlo nel nostro mondo moderno. Il riassunto quindi è Marvel, oriente, manga. Gente che si uccide con i poteri.

Raccontaci anche del protagonista.
Il protagonista non è molto simpatico, è moralmente grigio anche. Tu che faresti se avessi l’invisibilità? Lui non è il buono senza macchia o peccati, è reale. Il protagonista può rendersi invisibile da quando gli è morto il padre, aveva nove anni e da allora si è dato da fare. Ha sfruttato il suo potere come lo avrebbe sfruttato un qualsiasi essere umano normale: facendosi gli affari propri. Chiaramente non ha ucciso nessuno, non è arrivato ancora a questo, ma comunque non è uno che si fa troppi scrupoli.

Oggi esce il tuo libro in anteprima qui al salone del libro, ma dicci quando esce ufficialmente in tutti gli store e dove lo potremo trovare.
Il libro esce il 28 ottobre 2021, in tutte le librerie fisiche, metafisiche e online. Dove volete, dovunque lo troverete.

Per l’acquisto del libro di Rachele, vi rimando a questo link, il suo mondo vi aspetta!


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