Per l’acquisto del libro, ebook o cartaceo, clicca qui.

Preparatevi, perché vi faccio finire questo anno con il botto. Letto in extremis, alla fine di questo 2021, giusto in tempo per rientrare all’interno dei libri più belli letti durante tutto l’anno. Senza dubbio nella TOP 5, ve lo posso giurare. Sto parlando di “Project digito anima” di Marco Chiaravalle, edito dalla super casa editrice IDEA, Immagina Di Essere Altro. Il libro ha un trascorso da self, prima di trovare una casa, egregia, in cui rintanarsi. Non posso fare paragoni con le due edizioni, quindi vi parlerò strettamente di quest’ultima, uscita a maggio 2021.

Simone ha un lavoro che lo impegna per la maggior parte della sua giornata, presso un’azienda che sta cercando di trovare un sistema per aiutare le persone a superare gli eventi traumatici vissuti, tramite i sogni. Quando inizia a ricevere una serie di strane notizie e a sentirsi osservato e seguito, decide di provare a capire qualcosa in più sulle persone che si sono sottoposte al trattamento della Eden, l’azienda presso cui lavora. Ma strani sogni e un sonnambulismo di cui non ha mai sofferto prima non lo aiutano a ragionare con lucidità…

“Project digito anima” è un libro che si distingue in mezzo a quel marasma di autori emergenti che ci sono negli ultimi anni. La penna dell’autore è sapiente, si sente e si percepisce che abbiamo mica a che fare con un novellino qualunque. Di solito mi piace partire dai lati positivi, ho appena finito di leggerlo, quindi questa recensione è scritta a caldo. Caldissimo oserei dire.
I personaggi sono caratterizzati e ben definiti. In questo caso non è una cosa per niente banale, ve lo posso assicurare. Sono diversi, con caratteri molto distinti tra loro e, soprattutto, dei vissuti differenti. Eppure nessuno di loro è simile all’altro. Ognuno ha il suo posto nel romanzo, che resta solo suo. Sono personaggi che ti restano addosso, che non ti abbandonano durante tutta la lettura del libro. Si riesce ad entrare in empatia con loro, a capirli e ad amarli. Perché dico che non era facile? Beh, innanzitutto proprio perché ce ne sono diversi e differenziarne molti non è una passeggiata. Ma anche perché il mondo in cui la storia è ambientata, è particolare. Gestirne bene la sua realizzazione e, al contempo, riuscire a creare dei personaggi memorabili, non è cosa da tutti, ve lo posso garantire.
Ogni capitolo è una fitta dritta allo stomaco che ti impedisce di mollare il libro sul comodino per andare a dormire. E no, non esagero. Mi sono ritrovato più di una sera a fare le due o tre di notte per leggerlo. Ne ero totalmente assuefatta. Meno male che non ho iniziato comunque anche io a fare dei sogni strani come nel libro perché mi sarei davvero inquietata altrimenti.
All’inizio, inoltre, mi sono ritrovata del tutto destabilizzata. Posso dire molto onestamente che non capivo che cosa stessi leggendo e mi sono sentita un po’ stupida per questo? Per le prime pagine ci ritroviamo in una trama che presenta diverse caratteristiche che si dividono fra sogni e realtà, ma tutto appare scollegato fra le varie narrazioni. Sembra un groviglio di nodi accatastato su carta. Non fatevi destabilizzare come la sottoscritta. Andate avanti, fidatevi, non ve ne pentirete. Vi dicevo all’inizio che la penna dell’autore è sapiente? Ecco, non sbagliavo affatto. Capitolo dopo capitolo, si fa sempre più chiarezza. Marco Chiaravalle ci prende per mano e ci conduce esattamente dove vuole lui. Fidatevi, sa quel che fa.

Quante volte avete sentito la fatidica frase “il finale è il 90% del libro”? Beh, in questo caso non può che essere così. Il finale è importante. Un bel finale lascia un bel ricordo della storia, del libro e del suo autore. Scrivere una bella storia e originale, non serve a lasciare un’impronta positiva, se poi il finale non è alla sua altezza.
Considero, quindi, vincente un libro che, dopo averlo chiuso, mi fa ponderare il soffitto persa nei miei pensieri. Quei minuti dopo aver finito di leggere mi sono necessari per metabolizzare tutto. Rifletterci su e capire. In questo caso, l’unica cosa che posso aver capito è che questo finale lo considero a dir poco geniale. Davvero, WOW. Credo che fra qualche anno me ne ricorderò ancora, di ogni personaggio e di come la storia si è conclusa, per così dire.

Veniamo ora a qualche piccola nota dolente. Anche se, dopo tutta la premessa iniziale, che ve lo dico a fare, si passa sopra a tutto. Diciamo solo che, da editor, sono un po’ pignola, ma per una storia del genere… Si può dire sticazzi? Ah no? Non posso?
Qualche dialogo l’ho trovato un po’ troppo forzato e artefatto. Quasi usciva dal personaggio che diceva quella frase in quella determinata situazione, risultando come una nota un po’ stonata. Nonostante ciò, come vi dicevo all’inizio, i personaggi son ben caratterizzati, parliamo davvero di piccole sfumature. Il testo presenta, inoltre, qualche refuso qui e lì, nulla che una prossima edizione non possa sistemare comunque.
Il finale, come ho detto, mi è piaciuto moltissimo e lascia una bella sensazione del libro appena letto. L’autore condisce un po’ tutta la storia di piccole rivelazioni che, se da una parte fanno anche piacere, restano comunque poca cosa, rispetto all’obbiettivo reale finale. Da lettrice, avrei preferito, verso la fine, iniziare a capire di più piano piano. In questo caso invece ci ritroviamo a una ventina di pagine dalla conclusione, a non sapere ancora il senso del titolo e in generale tante cose che, scoperte pian piano, avrebbe comunque dato un senso di suspance maggiore, rispetto al mistero mantenuto e mai svelato se non con l’exploit finale.

Insomma, nonostante ogni cosa detta, “Project digito anima” è un libro che dovete assolutamente fare vostro, se amate il genere, perché la storia, ma soprattutto l’autore, sono tutti da scoprire.


2 commenti

Savina · Gennaio 2, 2022 alle 10:50 am

“Project Digito Anima” mi aveva incuriosito da subito, al punto da essere stato il primo libro ordinato a IDEA (primo di una lunga serie…).

Non posso che condividere con te quel senso di smarrimento iniziale, che però si rivela funzionale successivamente.

É un romanzo che apre un buon numero di domande, piste da seguire, personaggi che entrano nella vita del protagonista in una narrazione che nulla lascia al caso, e che risponde a tutti gli interrogativi alla fine, chiudendo la storia come un cerchio.

É una trama estremamente complessa e accattivante che si lascia leggere con estrema facilità, un po’ come quando gli acrobati eseguono numeri difficili e pericolosi facendoli risultare semplici agli occhi dello spettatore che non può che guardare con estrema ammirazione il professionista, mantenendo sempre alta la sua attenzione.

Insomma: trama accattivante, costruzione magistrale e personaggi che lasciano il segno. Decisamente Marco Chiaravalle, a livello qualitativo, di esordiente ha ben poco!

    Roberta Luprano - Founder · Gennaio 2, 2022 alle 7:16 pm

    Non posso che essere d’accordo, su tutto. Senz’altro qui, di emergente c’è davvero molto poco. Abbiamo uno standard qualitativo ben diverso!

Dì subito la tua! :)