Analizziamo la fatidica domanda: cosa possono fare i social per me e il mio libro, o i miei libri?

Bella domanda. La risposta chiaramente non è una sola e ogni caso andrebbe analizzato singolarmente, ma, in questo articolo, cercherò di sviscerare qualche nozione che vi possa essere utile al fine di utilizzare al meglio i vostri canali social, per potervi poi promuovere.

Iniziamo dalla prima domanda che mi fate ogni volta durante le consulenze: ogni giorno devo quindi pubblicare qualcosa inerente sempre e solo al mio libro/miei libri?
No, assolutamente no. Credo otterresti assolutamente l’effetto contrario, non sarebbe per nulla piacevole per chi decide di seguirti.

Partiamo dalla base

Doverosa premessa: tutto ciò che dirò in questo articolo, è per chi è alle prime armi o quasi. Chi ha già una presenza consolidata nel web, avrà un altro modo di agire e di organizzare i suoi canali social.
La chiave quindi, all’inizio qual è? Devi essere presente. Semplice. Più o meno. Indipendentemente da cosa tu decida di postare, sii presente. Perché la gente dovrebbe seguire il tuo profilo? Perché dovrebbe seguire te e non tutte le altre decine di migliaia di persone che pubblicano un libro? Devi distinguerti.

E in quale modo posso distinguermi, ti starai forse chiedendo?

Sii te stesso.
Banale? Forse sì, ma cosa è più unico di noi stessi? Nessuna persona è uguale all’altra, ognuno di noi è diverso a modo suo. Porta la tua unicità sul tuo profilo. Mettiti in gioco, fatti conoscere. Fai conoscere alle persone cosa pensi, cosa ti piace fare, come vivi la tua vita, cosa fai nel tempo libero. Suscita empatia nelle persone che scelgono di seguirti.
Se, per esempio, a te piace la lasagna e nelle storie di Instagram fai una battuta su questa cosa, dicendo che ti piace la lasagna, è facile che poi susciti qualche interazione, nel lungo termine. L’esempio delle storie è volutamente sciocco perché è una via di comunicazione molto diretta e amichevole.

Non ti aspettare interazioni immediate!

La community ce la si crea nel tempo, non è immediata. Devi iniziare ad essere presente, nel modo giusto, affermando la tua persona nel tuo profilo. Se sarai in grado di suscitare l’empatia giusta, è fatta. Nel tempo avrai creato la tua community affezionata che ti seguirà durante tutte le tue avventure: non puntare ai grandi numeri, non servono. Quando io ho aperto la mia attività avevo solo quattro mila followers su Instagram. Cosa sono 4k? Pochissimo, per gli standard del social, ma erano le persone giuste. Persone con cui ho parlato, ho instaurato un rapporto e con cui mi sono trovata fin da subito in sintonia e viceversa.

Quindi mi stai dicendo che devo fingere di esserci amico per vendere?

No. Categorico. Se ti interessa solo ed esclusivamente vendere, credimi, i social non fanno per te, meglio che ti apri un sito web. La vendita è una conseguenza. Tra i social si creano davvero dei legami. Dopo diversi anni di presenza sul web, ho creato diversi rapporti e diverse amicizie nate proprio così. Persone con cui ho iniziato anche a vedermi, al di fuori del mero social network. Siate disposti a fare amicizia, il concetto di SOCIAL è esattamente questo. Il resto verrà da sé.

La cosa fondamentale è creare una community

Ok, Roberta, ma questa community, come si crea? Solo con la presenza?
Non solo, ma anche con i contenuti giusti. L’ideale sarebbe affermare e creare la propria presenza social prima di pubblicare un libro, anche solo sei mesi in anticipo. Così quando lanciamo il libro, abbiamo già un riscontro interessante. Si può fare anche dopo, ma dovete considerare che le vendite ci metteranno un po’ a salire, le persone prima vi devono conoscere, empatizzare e, solo dopo, avranno voglia di leggere un vostro scritto.
Parlate delle vostre passioni, fate domande, coinvolgete le persone nei vostri contenuti. Non parlate solo della vostra attività, ma fornite delle tips su ciò che sapete fare. Su ciò che amate fare.

Sì, ma ci sono autori che hanno profili con pochi followers eppure i loro libri vendono tantissimo!

E’ vero, ma analizzate cosa scrivono quegli autori e con chi pubblicano. Ogni caso è diverso, ma la maggior parte di loro pubblicano con grandi o medie case editrici, hanno agenti che hanno i contatti giusti o scrivono generi molto apprezzati in questo periodo storico.
In un modo totalmente utopistico, bisognerebbe vendere tanto se si scrive bene, se dalle nostre parole trasudano emozioni. Ma nel mondo attuale non funziona così. Siamo in un’era dove anche un idraulico giova della propria presenza su un social… Figuriamoci un autore!
Questo discorso potrebbe essere giusto anche se ci fossero meno pubblicazioni, ma in Italia si pubblicano duecento libri al giorno: secondo voi è davvero possibile emergere in tutto questo marasma, senza una buona presenza social? Forse sì, ma le probabilità sono davvero molto basse, ve lo garantisco.
O avete la fortuna di lavorare con grosse case editrici che lanciano il vostro nome e che vi portano sullo scaffale centrale davanti all’ingresso della libreria, oppure trovate un agente che vi aiuta a trovare questo editore, altrimenti vi restano poche possibilità: o continuate a sperare che prima o poi qualcuno vi noti per il vostro talento oppure vi rimboccate le maniche e fate a spallate fra tutti per raggiungere la riva e farlo notare, questo talento.

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Nel corso di questi anni ho aiutato diverse persone, tramite consulenze, dirette di tips come questo articolo, workshop ed eventi di questo tipo, ad affermare la loro presenza sui social e a migliorarne l’esperienza. Sostenendoli e aiutandoli a migliorare i loro post, i loro piani editoriali, ecc. Condivido con voi questo messaggio che mi fa sempre piacere ricevere, arrivato da una persona che stimo anche moltissimo e che ho seguito.

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