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A volte sorridere è la cosa più difficile che possiamo fare.”

Una verità così grande racchiusa in poche, semplici parole. Perché sì, sorridere in certe occasioni può richiedere uno sforzo enorme; può far male, essere solo il riflesso di dolori sepolti dal tempo; oppure può spezzare la resistenza, rompere gli argini e rimettere insieme i pezzi del cuore come lo si fa con un puzzle lasciato a metà troppe volte per paura di incappare nell’incastro sbagliato.

Avery ha diciotto anni la prima volta che regala uno di quei sorrisi che sfiorano le labbra, ma si disperdono troppo presto nella brezza, si spengono ancor prima di accendere una scintilla negli occhi. A un’età così delicata, quando tutto sembra appeso a un filo e la strada si fa più irregolare che mai, lei inciampa ma non demorde. Afferra con determinazione le redini della sua vita e le tiene strette, senza mai perdere di vista l’obiettivo, senza lasciarsi sommergere dall’ondata melmosa dei sensi di colpa o della commiserazione.

Rayden è uno chef stellato, dedito al controllo e alla perfezione. In cucina, il suo regno assoluto, non tollera errori, sviste o inesattezze; la più piccola distrazione potrebbe essere l’ultima e decretare irrevocabilmente la fine della sua carriera, rendendo inutili tutti i sacrifici e le difficoltà che ha dovuto superare per arrivare fino a questo punto. Per non andare fuori dai bordi, ha bisogno di regole e confini ai quali non sono ammessi strappi o sconti; un concetto che, tutto sommato, sembra funzionare. Finché non sente la risata di Avery, un suono così dolce e spontaneo che si infrange sulla sua rigidità in ondate di sollievo e conforto.

Se fino a quel momento Rayden doveva lottare e tenere duro per non scivolare nelle colpe del passato, ora è lei a tenerlo a galla. È Avery a tenerlo inchiodato al presente e a disegnare un futuro laddove lui non ha la forza, o forse il coraggio, di arrivare. Sembra l’unica in grado di accarezzare le sue cicatrici senza fargli male, la sola capace a nuotare nelle acque torbide di un passato che lui stesso fatica ad accettare senza lasciarsene sopraffare.

Una storia d’amore intensa, che esalta la grinta, la tenacia dei sentimenti e la potenza di un sorriso sincero, Taste Me mi ha rapita sin dalle prime pagine. I protagonisti sono caratterizzati molto bene e sono riuscita ad entrare in sintonia con loro, a rispettare le loro scelte e persino gli atteggiamenti in apparenza incomprensibili, perché entrambi hanno alle spalle trascorsi complicati e ferite non del tutto risanate.

Lui, uno chef molto sexy e affascinante.

Lei, una ragazzina che insegue i propri sogni e non ha timore di crederci.

L’attrazione è magnetica, tanto quanto impossibile da assecondare. Finché Rayden non la bacia e Avery perde la connessione con il mondo intero. Lasciarsi andare è più facile di quando credevano, aprire le porte del proprio cuore all’altro un po’ meno, ma sarà proprio per questo che impareranno a fidarsi l’uno dell’altra e a costruirsi una realtà su misura delle loro aspettative. A piccoli passi, a ogni lacrima sostituita da un sorriso, a ogni segreto rimpiazzato da una verità condivisa.

La passione fra loro è esplosiva, il desiderio di appartenersi in ogni senso possibile dilaga nelle pagine di questo romanzo e ci tiene incollati ad esso fino alla fine.

La narrazione è in prima persona, con punti di vista alternati dei protagonisti.


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