Un viaggio nella mente tra i più amati scrittori italiani

Ben ritrovati,
sono sempre la vostra psico-scrittrice di fiducia, Sandra Moretti, e anche oggi cercherò di viaggiare insieme a voi in un mondo di inchiostro, nero come il genere di cui ci occuperemo: il thriller-noir appunto.
Conosciamo insieme l’autore che ci farà compagnia in questo secondo appuntamento: Pierluigi Porazzi
Avvocato, giornalista, scrittore, un mix speciale che ha dato vita a uno stile di scrittura accattivante e prolifico, sempre sui toni del thriller-noir.
Pierluigi fa parte del progetto culturale SugarPulp, ideato da Matteo Strukul e Matteo Righetto, e ha fondato SugarPulp Udine ed è tra i fondatori dell’Associazione Culturale Cult’Udine.
I suoi racconti sono apparsi su riviste letterarie, in diverse antologie (tra cui Più veloce della luce, Pendragon, 2017 e Notti oscure, La Corte editore, 2017) e nella raccolta La sindrome dello scorpione.
Ha pubblicato per Marsilio Editori i romanzi “L’ombra del falco” (2010), “Nemmeno il tempo di sognare” (2013), in seguito usciti anche, rispettivamente, nelle collane Noir Italia (Il Sole 24 Ore, 2013) e Il giallo italiano (Il Corriere della Sera, 2014), e Azrael (2015), premiato come miglior romanzo dell’anno nell’ambito dei Corpi Freddi Awards e presentato alla manifestazione letteraria nazionale Pordenonelegge.
Nel 2017, per la collana gLam di Pendragon è uscito il romanzo “Una vita per una vita”, scritto a quattro mani con il giornalista Massimo Campazzo.
A maggio 2018 ha pubblicato “La ragazza che chiedeva vendetta” per La Corte Editore, con un’ eccezionale anteprima al Salone del Libro di Torino, quindi ultimo nell’odine, sempre con La Corte Editore, “Mente Oscura”, del 2021.

Ben arrivato nella rubrica “Autori e Psiche. Spero tu sia pronto a fare un piccolo viaggio nella tua identità di scrittore. Ho letto con molta curiosità i brani che hai scelto per noi. Ti va di introdurli brevemente?

Ho scelto alcuni brani che mi sembravano significativi della mia produzione letteraria. L’incipit di Azrael (Marsilio) è un’anticipazione del confronto finale, con un accenno al passato del personaggio che dà il titolo al romanzo. Anche per Mente Oscura (La Corte), ho optato per l’incipit, con il risveglio in ospedale del protagonista, Max, che non ha alcun ricordo del suo passato, a causa di un trauma che gli ha provocato un’amnesia. Per Il Lato Nascosto (La Corte), invece, ho selezionato un brano che racconta il passato di Shetani, un personaggio che mi è piaciuto molto scrivere e che riveste un ruolo decisamente importante nel romanzo.

La prima domanda è tratta da una citazione della quarta di copertina del tuo ultimo libro, Mente oscura: In che misura le esperienze passate contribuiscono a renderci ciò che siamo? Sposando la filosofia della psicologia narrativa secondo la quale la narrazione, come l’esperienza umana, risponde al bisogno di creare ordine nel nostro sentire esperienziale, cosa svela il tuo scrivere del tuo sentire e della tua storia?

Credo che ogni scrittore, più che nel suo sentire esperienziale, tenda a creare ordine nel suo mondo di fantasia. Quando si scrive si fa sempre riferimento alle proprie esperienze, alle persone che hai conosciuto o visto, a situazioni a cui hai assistito o che hai vissuto, spesso mescolandole tra loro e realizzando qualcosa di completamente diverso. Forse dalla mia scrittura si possono evincere il bisogno di giustizia e l’attenzione alle persone in difficoltà, coloro che sono perseguitati dalla vita o dagli altri.

Leggi come prosegue su “Lo spartito del lettore”!

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