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Troppo facile amarti in vacanza” lo acquistai all’ultimo Salone internazionale del libro a Torino, allo stand della Bao Publishing. La graphic novel è di Giacomo Keison Bevilacqua ed esce nel maggio del 2021, in tempi quindi molto recenti.

Ho deciso di acquistarlo, a scatola chiusa, perché volevo avvicinarmi al mondo delle graphic novel, così, dopo essermi orientata sull’ormai molto famosa storia “The umbrella accademy“, mi sono diretta verso qualcosa di diverso, anche come stile, oltre che di genere.
E ne sono stata veramente molto contenta.
Bevilacqua ci trasporta in un’Italia post apocalittica, mostrandoci tavole di disegno che ci fanno vedere svariate città italiane, molto note a tutti noi, totalmente o parzialmente sommerse dall’acqua o, più in generale, divorate dalla natura.
Infatti, in diverse città, possiamo notare palazzi interi che la natura si sta riprendendo, trovando del verde su tetti, balconi, cespugli a bordo strada. Finestre sbarrate con delle assi di legno, nessuno in giro per le città, se non qualche pazzo.

La graphic novel è molto poco politicamente corretta e questa è la cosa che più mi è piaciuta. Ti pone davanti, per forza, tutte le fragilità umane, senza trattenersi. In alcuni disegni te le sputa proprio addosso con una ferocia incredibile e le senti davvero dentro che fanno quasi male. Non so bene dirvi da dove derivi questa cosa, la si sente e basta. La si avverte mentre si osserva un qualsiasi punto del disegno, dall’espressione della protagonista, da tutto.
La copertina, in questo, ci dona un piccolo assaggio (proprio piccolo, eh) di ciò che vedremo all’interno della novella: un mondo sott’acqua, ben diverso da quello che conosciamo.

Una cosa che, tuttavia, ho gradito un po’ meno, se possiamo chiamarlo difetto, è il fatto che avrei decisamente preferito vedere all’interno della storia, anche come siamo arrivati a quel punto. Cos’è successo all’Italia? Perché è concia così? Cosa è avvenuto alle persone? Cosa ha portato le città ad essere molto lontane da quelle che conosciamo oggi?
La strategia dell’autore credo fosse quella di lasciare libera interpretazione al lettore su questa questione, quindi resta un parere meramente personale, ma data la forza immane di questa storia, vedere delle tavole che mostrassero come siamo arrivati a quello, mi sarebbe piaciuto. La storia, in ogni caso, sta su da sola senza questi dettagli, è solo una mia preferenza personale perché sono una fottuta persona curiosa fino al midollo e vorrei sapere TUTTO!!!

Un plus, per me, è stato poi il viaggio come è stato strutturato. Questo viaggio della protagonista per tutta l’Italia, con la compagnia del suo cane, mi è piaciuto molto come messaggio. Un messaggio di speranza, di pace, di critica verso il nostro eccessivo sistema.
Insomma, in un modo o nell’altro, ti costringe a riflettere sulla società in cui viviamo, ti denuda delle tue certezze e sicurezze, pagina dopo pagina.
Non potete far altro che farvi conquistare da questa graphic novel e dai suoi bellissimi messaggi.


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