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Il 24 marzo 2022 esce il nuovo libro di Romano De Marco, edito da Salani per la collana “Le stanze”, “La casa sul promontorio“.
Il libro, di genere thriller, si presenta già con una copertina molto inquietante e, vi posso assicurare, che questo è niente rispetto a quello che troverete all’interno del libro stesso.

Mattia Lanza è il protagonista di questo libro ed è lo scrittore più amato e venduto in Italia. Viene tradotto anche all’estero, ha una carriera davvero molto invidiabile per la maggior parte dei suoi colleghi scrittori. Ai suoi libri sono interessati, oltre che gli editori, anche diversi produttori cinematografici. La sua carriera va a gonfie vele, per tanti non potrebbe chiedere nulla di più: ha soldi, fama, una casa a New York e una vita da sogno.
Fino a quando sua moglie e i suoi figli vengono massacrati e uccisi.

La nostra storia si ambienta due anni dopo a questi fatti, sebbene l’autore, di tanto in tanto, ci fornisca dei piccoli flashback su quanto accaduto durante quei terribili fatti.
Mattia era un sospettato della morte della sua famiglia, ma fu assolto nel processo per mancanza di prove efficaci a determinare la sua colpevolezza.
A seguito di questo, ebbe un blocco: non riusciva più a scrivere. Ma ora ha un grosso anticipo, ha l’editore e la sua agente Giulia che gli stanno con il fiato sul collo, quindi decide infine di tornare a scrivere.

Per trovare l’ispirazione decide di isolarsi in una villa, lontana dal paese più vicino di qualche chilometro. La casa è un paradiso in terra. Di fronte al mare, con un accesso diretto alla spiaggia che chiunque gli invidierebbe.
La sua unica vicina di casa è Eva, una ragazza che, come la vede, gli suscita delle emozioni che non provava da diverso tempo. La conoscenza di Eva rianima in lui anche l’ispirazione letteraria, così si butta a capofitto nel suo nuovo romanzo.
L’unico problema, però, è che il suo passato non lo lascia in pace. Mattia ha continuamente incubi, si sente osservato, perseguitato. Vede delle ombre nascoste nel giardino di sera, due occhi inquieti che lo osservano in ogni suo movimento.
Per quanto cerchi di distrarsi, non riesce a trovare pace. Chi è che lo segue? Chi è quella donna stramba che lo segue ovunque lui vada, senza mai lasciargli spazio vitale, quasi soffocandolo?

Io mi sento di consigliarvi, in amicizia, se siete dei fifoni come la sottoscritta, di non leggere questo libro di sera, quando c’è buio. L’ho letto a letto, sul Kindle, con tutto spento e, vi giuro, che avevo paura di andare anche solo in bagno, lasciando il porto sicuro delle mie coperte.
Okay, io sono una fifona, ma Romano De Marco senza dubbio ci si è messo d’impegno a dare pathos e suspance a questo thriller. Gli occhi che fissano al buio il nostro protagonista sono l’immagine che più mi è rimasta impressa di tutto il libro. La descrizione di questi momenti era così accurata che me li sentivo addosso, provando un inquietudine davvero notevole.

Questo è uno di quei libri che inizi a leggere e che non vuoi più smettere finché non sei arrivato alla fine. C’è stato un momento del libro in cui mi sono chiesta “e ora cosa succederà? È già successo di tutto“. Ebbene, l’autore mi ha stupita in tempo zero. Povera illusa che ero.
Non avevo ancora visto proprio niente.
La trama creata da Romano De Marco è intrecciata. La storia è piena di insidie. Quando pensi di aver capito tutto, ti stupisce facendoti intuire che non avevi capito davvero nulla.

Poi arrivi alla fine.
Ero confusa. Ci ho messo un attimo a metabolizzare ciò che avevo letto. Stavo davvero leggendo una cosa simile? “Che cazzo” mi sono detta tra me e me. Possibile?
E sì, era possibile.
Il finale mi ha lasciata davvero sbigottita. Non avrei mai immaginato una cosa del genere. Inquietante, geniale, pazzesco sono gli aggettivi che mi vengono in mente così su due piedi per cercare, circa, di definirlo in qualche modo.
È qualcosa di impensabile. Qualcosa di cui non avresti mai sospettato, almeno io.
Un colpo di scena davvero da manuale e che ti lascia un senso di inquietudine addosso quando giri l’ultima pagina. Ne vorresti leggere altre, di pagine, per capire se è proprio ciò che pensi oppure se l’autore ti sta prendendo in giro.
Avete presente quando chiudete un libro e rimanete a fissarlo per qualche minuti, increduli di ciò che avete appena letto? Ecco, è successo esattamente questo.

Ma il finale non è l’unica cosa degna di nota, ovviamente. È stata solo la ciliegina sulla torta perché la caratterizzazione dei personaggi è qualcosa che ti rimane così impressa da non riuscire a scollartela di dosso. La costruzione di Mattia, il protagonista, è senza dubbio una delle cose più complesse e ben fatte di tutto il libro. Anche qui, pensi di averlo capito, di averlo compreso, ma in realtà non era affatto così.
“La casa sul promontorio” è un thriller dal quale non vi vorrete staccare e che vi lascerà addosso delle sensazioni molto contrastanti.
Come ogni buon thriller che si rispetti.


2 commenti

Romano De Marco · Aprile 12, 2022 alle 7:50 pm

Grazie di cuore! ❤

    Roberta Luprano - Founder · Aprile 13, 2022 alle 7:34 am

    Grazie a te, è stato un vero piacere leggerti e assistere all’incontro su Zoom ❤

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