«Sono follemente innamorata di te, Jaxon, ma dirtelo mi ha spezzato il cuore.»

Non ho scelto a caso questa frase, credo che racchiuda il significato e l’intensità dell’intera storia.

April e Jaxon, i nostri protagonisti, si conoscono da sempre e malgrado migliaia di miglia li separi per undici mesi l’anno, gli unici trenta giorni che trascorrono insieme sono quelli che in qualche modo li definiscono. Perché in quel lasso di tempo succede tutto ciò con cui dovranno convivere fino al prossimo incontro, fino alle vacanze successive.

Da piccoli, si volevano bene ma si divertivano fin troppo a punzecchiarsi e farsi i dispetti. Poi, pian piano le cose sono cambiate e hanno iniziato a guardarsi con occhi diversi; sono cresciuti e i sentimenti si sono trasformati, evoluti, incasinati, fino al punto di non ritorno. Fino a quel primo bacio che ha decretato la fine di un capitolo e, forse, l’inizio di un altro.

Ma la lontananza è stata sin da sempre la variante a loro sfavore; la paura di non riuscire a viversi con serenità qualsiasi cosa stesse nascendo fra loro li ha spinti a vivere per più di due anni in bilico sul filo di un sentimento che non voleva scomparire, ma al quale non trovavano il coraggio di arrendersi. Hanno provato a soffocare le emozioni e i brividi di cui la loro pelle si nutriva ogni qualvolta si ritrovavano vicini, si sono imposti di proseguire ognuno per la propria strada pur di dimostrare che non erano dipendenti l’uno dall’altro, hanno persino intrapreso relazioni con altre persone pur di convincersi che fosse la scelta giusta, ma no. Non lo era.

L’amore scoppia fra le loro mani e nel petto durante l’estate che ci viene raccontata in questo romanzo; April ha diciassette anni e Jaxon venti, ma nulla è cambiato. E sembra che loro siano finalmente pronti ad accantonare i timori e lasciarsi andare.

Ma l’amore, si sa, non è cosa facile e va maneggiato con cura. Durante l’adolescenza, poi, quando tutto è esaltato e amplificato a dismisura: ogni piccolo ostacolo diventa una complicazione senza via d’uscita e un’innocua omissione si trasforma in un batter di ciglia nella più gigantesca delle menzogne. Impareranno a chiedere scusa, ad ammettere i propri errori ed accettare i difetti dell’altro, si scopriranno fragili e vulnerabili e incapaci di sopperire a quel dolore sordo che gli mozzerà il fiato. Costruiranno muri giganteschi di rabbia e altrettanti insormontabili di rammarico, ma basterà soltanto un ammonimento del cuore e la muraglia crollerà come fosse fatta di sabbia.

            «Lentiggini è umana, commette errori e prenderà decisioni che non sempre comprenderò. Mi capiterà di odiarla, di urlarle contro e di accusarla per qualcosa che ha fatto. Questo non cambia il fatto che lei sia l’essere più speciale di tutta la mia esistenza.»

L’amicizia, quella vera e indistruttibile, è senz’altro il collante – nonché parte integrante – di tutta la narrazione; le amiche di April e gli amici di Jaxon, anche loro con altrettanti scompigli amorosi, sono i compagni di viaggio che daranno quel qualcosa in più alla lettura, rendendo tutto così vero che sarà impossibile non immedesimarcisi e sentirli tanto vicini da desiderare di conoscerli per davvero.

Drammi, litigi, gelosia, perdono. E ancora lacrime, pentimento, segreti e seconde possibilità. Le montagne russe di questo romanzo sono infinite e ci tengono col fiato sospeso fino alla fine e oltre. Eh, sì, perché il vero finale lo scopriamo con il secondo volume della serie.

Pertanto, in attesa della prossima recensione che riguarderà proprio il seguito della storia, vi consiglio davvero di leggerlo e dargli una possibilità. Non ve ne pentirete, vi riporterà a quegli anni in cui tutto era così intenso da sembrare estemporaneo, la passione che scorre tra i protagonisti vi travolgerà a tal punto che non saprete separarvene fino all’ultima straziante riga del romanzo.


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