«Non potevo raccontare a uno tsunami che era un bicchiere d’acqua minerale e sperare che mi credesse, no?»

Quanta fatica sprecata a illuderci di poter ignorare ciò che sentiamo, addirittura ci arroghiamo il diritto di pensare che siamo noi a decidere chi è giusto amare e come. Già, una prerogativa interessante… tanto quanto fallimentare!

Michelle è bella, una donna sicura di sé e intraprendente, quanto basta per dare l’idea di una persona realizzata, di quelle che non c’è nulla al mondo che le possa essere negato. Ciò che non vede chi si limita a guardare in superficie, è che Michelle si porta sulle spalle il peso di un passato difficile, doloroso e – per certi versi – traumatizzante. Ripete a se stessa e a chi la circonda che lo ha superato, che non ne è condizionata in alcun modo e che le sue ferite si sono cicatrizzate tempo fa, grazie all’amore e alle cure della sua famiglia affidataria. Solo che, a volte, anche le cicatrici fanno male; portarsi addosso il segno indelebile di ricordi infelici la rende irrimediabilmente consapevole anche quando finge di dimenticarsene. Sotto la maschera di imperturbabilità e spiritosaggine, Michelle nasconde un animo sensibile, insicuro, spesso impaurito di fronte alla vita.

Alex è all’ultimo anno di liceo, conosce Michelle per caso e si troveranno spesso nella condizione di dover trascorrere del tempo insieme. Tra loro nasce della simpatia, che si trasforma in affinità, e pian piano in un legame tanto inconsueto quanto inspiegabile. Sentire l’uno la mancanza dell’altra quando non sono vicini, è solo un primo segnale di ciò che stanno iniziando a provare. Malgrado si sforzino a ignorarlo, perché lui ha solo diciannove anni e una vita davanti e perché lei, quella vita, l’ha già vissuta anni prima. C’è una differenza di età non esagerata tra i due, eppure in questa precisa fase delle loro esistenze, diventa un varco insuperabile.

Ciò non toglie che i loro cuori si sintonizzino sulla stessa frequenza ogni qualvolta si ritrovano a condividere lo stesso spazio, che i corpi fremano e si cerchino senza tregua. Il sentimento che li unisce, per quanto si impegnino a restare divisi, è così forte da risultare estenuante; il desiderio di lasciarsi andare e darsi una possibilità è tanto, ma Michelle non vede un effettivo futuro con Alex e anche se le costa un’enormità, sceglie la via più facile. Scappare. Tra le braccia di un altro uomo che è più adatto a lei, che la ama e che è sicura imparerà ad amare anche lei con il tempo.

Si può davvero imparare ad amare? Si chiama amore anche se le farfalle non ti ribaltano lo stomaco, se non occupa ogni tuo pensiero, se non ti toglie il fiato?

Lo lascio scoprire a voi, così come vi invito a scoprire la meravigliosa storia di questi due ragazzi che, tra mille tormenti e vagonate di dubbi e paure, devono decidere se lottare per ciò che li rende felici, oppure accontentarsi di stare bene altrove e con qualcun altro.

Li abbiamo già incontrati nel precedente romanzo della serie, Teach Me, dove entrambi comparivano come personaggi secondari: Alex è amico di Morgan e Michelle la migliore amica – sorella – di Cameron. Ma con questo volume dedicato interamente a loro, li conosciamo più da vicino e sarà impossibile non lasciarli entrare nel nostro cuore. Alex, la sua ingenuità, la sua dolcezza, la sua voglia incontenibile di credere persino nell’impossibile, mi ha fatto commuovere in più di un’occasione; dal canto suo, Michelle – protagonista indiscussa nonché narratrice in prima persona della storia – mi ha fatto tenerezza con le sue infinite perplessità, mi ha anche fatta arrabbiare e avrei voluto urlarle che il perbenismo non la porterà mai da nessuna parte e che il vero amore è già tanto se si ha la fortuna di incontrarlo una volta nella vita, farselo scappare è proprio da incoscienti! Li ho amati alla follia, li ho compresi, poi sgridati, non ho condiviso alcune scelte e adorato il loro coraggio di compierne altre. Insomma, questo libro è stato un viaggio che mi ha dato tanto e che mi ha fatto riflettere molto.

È indispensabile ascoltare il cuore. Ma prima bisogna silenziare la coscienza. Insieme fanno un gran baccano e ti gettano nella più feroce delle confusioni. La verità, però, è che non c’è una strada giusta, se non quella che ci fa stringere la felicità tra le mani e sorridere gli occhi.

            «Ogni volta che mi toccava era come se macchie di sole si posassero su di me…»


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