“Ho inconsapevolmente fatto danni che hanno provocato ferite non ancora rimarginate.”

Abbiamo tutti paura di qualcosa, è una delle “regole” non scritte della vita; di cose, pensieri, azioni che sappiamo fin troppo bene che ci porteranno il conto sotto il nome di conseguenze. Ma i più delle volte, di norma tutte quelle in cui non abbiamo il coraggio di ammetterlo nemmeno con noi stessi, abbiamo paura delle persone. Sono le più temibili, perché possono essere le più letali, specie quando si tratta di qualcuno a cui teniamo.

Non è facile districarsi nella matassa di sentimenti, odio e amore sono le due estremità di tanti fili intrecciati in maniera disordinata; e sono così potenti, da cambiare una vita intera. O valerne una all’infinito. Non dipende dai punti di vista o dalla prospettiva, ma solo dalla quantità di coraggio che riusciamo a racimolare per guardarci dentro e sciogliere i nodi che ci tengono imprigionati.

Macon Saint e Delilah Baker ci hanno impiegato anni a capirlo, così tanti che hanno rischiato di imbattersi nel “troppo tardi”. E anche oggi, nonostante il destino abbia deciso di dar loro una seconda possibilità, rischiano di lasciarsi sopraffare dal passato. Perché alcune ombre non passano mai e di alcuni dolori non ci si libera facilmente.

Erano solo dei bambini la prima volta che si sono incontrati; lei bellissima e paffutella, lui spavaldo e insolente; hanno imparato a guerreggiare su terreni sempre più ostili, a dichiararsi nemici giurati per la vita anche quando il vero motivo ormai non lo conoscevano più nemmeno loro. O, forse, non lo avevano mai saputo. Quando Macon si fidanza ufficialmente con Sam, la sorella di Delilah, il loro rapporto precipita ancor di più, sprofonda negli abissi delle cattiverie e dei dispetti, della denigrazione reciproca al solo scopo di ferire più forte.

La verità è che nessuno dei due aveva delle ragioni consolidate, erano soltanto fantasmi di loro stessi e dei veri sentimenti che, più spingevano per emergere, e più audacia serviva loro per affogarli nelle profondità, laddove nessuno avrebbe scovato. Laddove nessuno sarebbe arrivato.

Quando anni più tardi si ritrovano e per ripagare un debito della sorella nei confronti di Macon, Delilah inizia a lavorare per lui come sua assistente personale, nonché chef, le cose si complicano ulteriormente. Perché lui è più affascinante di prima, la lingua meno tagliente e sembra disposto a riconoscere i suoi errori; anche se non ha idea della portata delle ferite che le ha causato in passato. Lei, dal canto suo, accetta la tregua e acconsente ad accettare le scuse e fargliene a sua volta.

Ma il vaso di Pandora è stato appena scoperto e l’integrità dei loro cuori sarà messa a dura prova. Perché guardarsi con gli occhi da adulti, consapevoli e non più disposti a mentirsi, significherà leggersi dentro l’un l’altra e ciò che scopriranno non sarà affatto piacevole.

Segreti e bugie verranno smascherati, i sigilli strappati via senza pietà e tutto apparirà tanto limpido quanto spaventoso. Perché non sono pronti a raggiungere l’altra estremità del filo. Non sono pronti ad ammettere che l’odio che si sono promessi giorno dopo giorno per anni, altro non era che frustrazione data dal piacersi e dal volersi senza poterselo minimamente permettere.

“Ma io so benissimo che le parole negative ti scavano nell’anima con artigli affilati.”

Per Delilah, Macon era lo stronzo del quartiere, il bullo che durante gli anni di scuola non ha fatto altro che devastarle l’esistenza scovando sempre idee nuove e originali. Ma lui è molto altro, e la sua storia è spaventosa. Esattamente come il motivo per cui si comportava così nei suoi confronti.

Sarà in grado a sostenere il macigno della verità? Sarà disposta a perdonarlo, malgrado tutto?

Riuscirà a fare un ultimo passo, quello definitivo, per raggiungere l’altra estremità del filo che li ha sempre uniti? L’estremità dell’amore, quando per tutto il percorso hanno seminato solo odio?


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