Finalmente è arrivato l’atteso sequel di “Nero catrame“, libro che ho letto lo scorso anno. Oggi quindi parliamo del suo seguito, “ImPURO SANGUE” di Carola Cestari, edito da Dragonfly Edizioni. Il giallo è uscito a fine giugno, in occasione del Salone internazionale del libro di Torino, all’interno dello stand in cui lavoravo, dov’era presentato in anteprima.

In questo seguito ritroviamo la nostra tenebrosa Anna che abbiamo potuto conoscere e apprezzare nel primo capitolo, appunto “Nero catrame”. In questa nuova uscita la vediamo ancora coinvolta in un complicatissimo caso, molto misterioso, al quale sembra non esserci una soluzione plausibile.
A distanza di pochi giorni l’uno dall’altra, due giovani vengono ritrovati morti in luoghi fatiscenti, ma la scena del crimine si presenta loro estremamente curata, in contrapposizione con il posto del ritrovo.

In apparenza i due giovani non hanno una correlazione tra di loro, ma Anna intuisce che i due potrebbero essere stati uccisi dalla stessa mano a causa dei dettagli, così simili.
E così, in un intreccio tra la sua vita personale e lavorativa, la poliziotta inizia a indagare, nella piovosa Vancouver, allo strano caso, interrogando e ricercando dei punti in comune nella storia dei due ragazzi. La donna si ritroverà quindi ad affrontare situazioni difficili e che la metteranno a dura prova, fino a farle dubitare che ci possa davvero essere una soluzione, a tutto quel casino.
Riuscirà a scoprire cosa si cela dietro a queste uccisioni o ne sarà lei stessa una vittima?

Ricordo molto bene “Nero catrame” che ho letto lo scorso anno, avevo adorato il personaggio di Anna, così tenebroso, cupo e intricato da avermi appassionata dall’inizio alla fine. Non vedevo l’ora di rivederla all’azione, in un nuovo caso che la mettesse ancora a dura prova con sé stessa e i suoi problemi, che si trascina ancora dietro.

La mente umana è così oscura e ogni problema può nascondere dietro così tante cose che è impossibile esplorarle tutte, ma se c’è una cosa certa, in tutto ciò, è che Anna sembra nasconderle tutte dentro di sé.
Con uno stile cupo, la penna di Carola si conferma sempre piacevole e scorrevole, seppur con ancora qualche piccolo difetto dovuto al fatto che è solo alla sua seconda pubblicazione. Ho preferito leggermente “Nero catrame” per la caratterizzazione dei personaggi, in cui mi era sembrata più scavata a fondo come piace a me, appassionata di psiche, ma comunque nulla di fastidioso.
Aspetto con impazienza di vedere cosa combinerà ancora la nostra poliziotta e come Carola ce lo saprà raccontare, crescendo e migliorando sempre di più la sua scrittura.


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