Tornare a Jacksonville è come fare un viaggio che aspetti con il cuore in gola per mesi, ricamandoci aspettative, facendo programmi, pianificando esperienze indimenticabili che sai ti porterai dentro per sempre. E, come ogni volta, del cuore ci lasci un pezzettino.

                I Fantastici sei sono quegli amici che sai di avere dall’altro capo del mondo e che non vedi l’ora di riabbracciare, pur solo con l’immaginazione, un gruppo affiatato e così speciale di cui sei grato di far parte. Perché è così che Nusia ha la capacità di renderti, parte integrante delle sue storie.

                Nei tre romanzi precedenti della serie “Un mese” abbiamo conosciuto più da vicino April e Jaxson, il loro amore e le difficoltà che hanno saputo superare; Alice e Isaac, la loro dolcezza e un arduo percorso disseminato di insicurezze, tutte da colmare con la forza interiore e i sentimenti più veri e inattaccabili che esistano. Oggi invece, l’autrice ci regala un posto in prima fila per altri due ragazzi della “banda”, Rosie e Ben. Forse i più difficili da comprendere e da immaginare insieme, così diversi tra loro eppure legati da quel filo indissolubile che sa unire due persone anche a chilometri di distanza e anni di lontananza.

“Crescendo cadrai tante volte, piccola Rosie. Alcune farà più male di altre e ti sembrerà di non farcela […]”

                E se è vero, come dicono, che a ogni caduta ci si rialza più forti, è altrettanto incontestabile che a ogni frattura risanata si cambia. In meglio? In peggio? Nessuno può dirlo con certezza, ma di sicuro ci si cuce addosso uno scudo e milioni di difese per attutire il prossimo colpo, convinti di essere pronti a sopperire al dolore e non lasciarsene scalfire.

Abbiamo conosciuto Rosie in passato, una ragazzina dolcissima, sognante e romantica, sempre pronta a mettere da parte se stessa per garantire il sorriso ai suo cari. Felice a concedere una seconda possibilità, ascoltando il cuore e accantonando l’orgoglio.

Oggi, dopo anni di scivolate e inciampi, Rosie è ancora in piedi. Più dritta e stabile che mai.

Almeno all’apparenza.

Non è rimasto molto della ragazzina che credeva nelle favole, impaziente di scrivere la sua. Ha sotterrato i sogni nel doppio fondo di un cassetto, ha sostituito i sorrisi dolci con altri più sbrigativi e al romanticismo ha preferito la sicurezza. La presenza. L’unica cosa che il ragazzo nelle mani del quale ha riposto il suo cuore, non ha mai saputo offrirle. O non ha mai voluto farlo.

Ben. La fonte di ogni risata spensierata e sincera, ma anche la causa delle lacrime più amare.

Ben. Che è andato via senza guardarsi indietro, quando indietro lasciava lei.

Ben. Che il cuore di Rosie ce l’ha ancora nel pugno e lei lo odia per questo.

Sono passati anni, sono cambiate tantissime cose per entrambi, sono andati avanti intraprendendo strade diverse e mettendo sempre più distanza tra di loro; quella misurata in chilometri e quella fatta di scelte che escludono irrimediabilmente l’uno dalla vita dell’altra.

Ma basta eliminare solo un millesimo di quella distanza, e ogni incastro sembra andare al suo posto. Come quando lui torna, e il mondo di Rosie crolla solo per ricostruire nuove traiettorie.

Uno sguardo, e la Rosie bambina torna a sorridere, benché di nascosto persino da se stessa. Soprattutto da se stessa. Perché la paura di soffrire, di tornare a ritrovarsi sola e abbandonata, è straripante. Crederci, anche per un solo istante, potrebbe rivelarsi devastante.

“La passione che ci contraddistingue è qualcosa che non ci ha mai permesso di allontanarci davvero.”

Ma il cuore scricchiola quando lui la sfiora, e la speranza rinasce in sordina. Il corpo si tende sotto il suo tocco e prende a bruciare in silenzio. Le labbra scottano al contatto con le sue, ma quel sapore… Il sapore della felicità, dell’appartenenza, lo riconosce subito e la dipendenza torna. La voglia, il bisogno di lui. Il cuore che torna a battere e pulsare e sentirsi vivo.

“Lo amo quando mi costringe a lanciarmi nel vuoto e quando il vuoto me lo crea lui con le sue parole; quando è così fragile da lasciarsi cullare nel sonno e quando è lui a cullare me.”

L’amore che lega Rosie e Ben è forte, primordiale, indistruttibile. Ciò che resta da capire è se questo sarà sufficiente per renderli felici. Completi.

Saranno disposti a imparare a scendere a compromessi e mettere al primo posto il cuore? Quello che si sono più volte spezzati a vicenda, che hanno provato ad aprire ad altri, che hanno persino chiuso a chiave per impedirgli di soffrire?

Ma soprattutto, saranno pronti a far durare un mese per sempre?

                Lo lascio scoprire a voi, con questo meraviglioso quarto capitolo della serie, che chiude il cerchio. Io l’ho adorato e divorato, come previsto, in meno di due giorni. E sono un po’ triste al pensiero che a Jacksonville non mi attenderà una nuova storia tra qualche mese. Lascio questi sei folli con una nostalgia infinita, ma anche con la speranza che, un giorno, ci faranno leggere ancora di loro.


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