“Bre è abituata a vivere a metà. È come una macchina potente che vuole partire con la marcia sbagliata, si obbliga a non pensare al futuro, a non fare progetti.”

                Perché non si pianifica il domani, quando hai capito che il domani è solo l’ombra sbiadita di una proiezione di speranza. Ma soprattutto, non lo fai quando a te, della speranza, non sono rimaste nemmeno le briciole. Te l’hanno rubata con la forza anche quando ti spettava di diritto.

Ed è così che Breanna ha imparato a vivere, senza sogni nel cassetto o una valigia colma di aspettative. Ché quei sogni sono bruciati insieme al dolore, e mentre dei primi è rimasta solo la cenere, le cicatrici del secondo sono ancora fin troppo evidenti e impietose. In senso letterale e figurato.

L’abbiamo lasciata con il cuore gonfio d’amore, a un passo dal coraggio di afferrarlo nel pugno e trattenerlo senza più paura; a un passo dalla vita. Invece è bastata una telefonata, una corsa in macchina, e la sua triste realtà le si è rovesciata addosso con tutto il peso. Tramortendola. Ferendola. Spengendola.

Ed ecco che quel “forse” che Liam le ha strappato dopo mesi di dimostrazioni d’affetto e promesse mantenute, si trasforma in un destino crudele che le si ritorce contro. Bre chiude di nuovo a chiave il suo cuore, non perché non è capace di amare, ma per proteggere chiunque decida di amare lei.

La sua quotidianità di svolge sullo sfondo di un incubo difficile da ignorare e infatti, appena ha abbassato la guardia, questo l’ha colpita con una crudeltà inaudita. Ed è così inumano chiamare “incubo” ciò che gli altri chiamano “mamma”. Come lo è la decisione di restare sola per timore che altri restino coinvolti nel suo scabroso destino per mero effetto collaterale di un’innocua vicinanza.

                Ci prova, Breanna, ce la mette davvero tutta. A portare da sola il peso di scelte che non ha mai fatto ma delle quali paga il pegno. A sopravvivere, anche quando la fine assomiglia tanto all’opzione meno dolorosa. Persino ad affrontare ogni giornata con un sorriso finto e sfregiato, a ignorare il male sulla pelle e il vuoto nel cuore.

                Eppure, Liam resta. Anche quando lei lo rifiuta. Anche quando lo manda via, tracciando confini netti e traiettorie indefinite pur di confonderlo.

                Liam resta quando la notte si fa profonda e il buio rischia di inghiottirla.

                Lui resta. E la tiene a galla.

                “A lui brillano gli occhi.

                A me brillano gli occhi.

                E forse al mondo non c’è bisogno di tutta questa perfezione, perché è l’amore, da solo, che fa sembrare tutto meno brutto.”

                Dammi solo un per sempre è il secondo romanzo della dilogia, seguito del meraviglioso Dammi solo un istante. La storia di Liam e Bre, due giovani ragazzi cresciuti troppo in fretta, che dovranno lottare persino contro loro stessi per conquistarsi il lieto fine.

                Li amo alla follia entrambi; così diversi, eppure complementari. La dolcezza di Liam spenge le paure di Breanna, mentre la sua testardaggine rende ancor più determinato lui.

                Così profondo e intenso, è uno dei pochi libri che ricorderò a lungo, probabilmente per sempre. Uno dei pochi che ti viene voglia di rileggere, perché nutre l’anima di quelle sensazioni che ognuno di noi ricerca, a modo suo. L’amore puro, a volte crudele, altre straripante di emozioni belle. In ogni sua forma e sfaccettatura, purché autentico.

                Quella di Bre e Liam è un po’ la storia di tutti noi. Fa tanto male, eppure arrivato alla fine sei senza fiato e con il battito a mille, pronto a ricominciare. Perché ne vale la pena. Le lacrime, i sorrisi amari, la voragine nel petto e le distanze infinite scandite da paure ingestibili… ma anche il respiro mozzato poco prima di un bacio, la vista offuscata per un piccolo riavvicinamento, il fremito nel girare pagina perché sai – lo sai – che ci lascerai il cuore.

                Questo e tantissimo altro è Dammi solo un per sempre. Non solo un romanzo d’amore, ma di rinascita, di crescita, di milioni di messaggi impigliati tra le righe.

Sara Purpura è un’autrice capace di scavare nella parte più profonda del lettore. Senza fretta, senza frasi fatte o psicologia contorta, lei riporta i sentimenti con una semplicità straordinaria, cogliendone il nucleo e sorprendendoci a riconoscerci nelle sue parole.

Concludo con un sentito Grazie!

Grazie Sara, per avermi fatta sognare sulle note di questo romanzo. Ancora una volta, commuovermi è stato inevitabile, ma anche bellissimo.

“La vita è bella, se la guardi attraverso gli occhi di chi ti ama.
E, prima o poi, se ti circondi d’amore, non puoi far altro che imparare ad amare anche te stessa.”


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