Oggi, 50milapagine, ha il piacere di intervistare Yali Ou Ametistha, autrice de “La farfalla d’Ombra”, presentato dal Salone internazionale di Torino, tra gli 8 libri finalisti del Torino Film Festival, un concorso che si pone come obbiettivo quello di avvicinare il mondo cinematografico a quello editoriale, includendo tra questi tutti gli editori, dai più piccoli ai più grandi.

Intanto benvenuta Yali, è un vero piacere poterti ospitare tra le mie pagine, in un’occasione poi così bella e particolare. Un risultato davvero pazzesco per una modesta casa editrice come Idea, con cui hai pubblicato “La farfalla d’Ombra”. Presenterai poi il tuo libro, di fianco a editori di portata nazionale, a Torino, il 26 novembre. Immagino la tua emozione, ma torniamo per un attimo indietro. Com’è nata l’idea del concorso?

L’autrice de “La Farfalla d’Ombra”

Un giorno la mia casa editrice mi contatta e mi informa di voler mandare il mio romanzo a questo concorso organizzato dalla Film Commission con il Salone del libro di Torino. Io ovviamente ho detto sì, ma a cuor leggero, perché non pensavo assolutamente di arrivare tra gli 8 romanzi scelti.

Sicuramente non è un risultato scontato, ma significa senz’altro che il tuo libro lo vale tutto! Qual è secondo te il punto che la giuria può aver notato nel tuo libro, che potrebbe essere facilmente adattabile a una trasposizione cinematografica?

Non so, suppongo sia piaciuto nell’insieme, perché quando l’ho scritto l’ho pensato come se fosse un film, nel senso che l’ho scritto rendendolo molto “visivo”, in modo che il lettore potesse vedere le scene, non solo immaginarle. Ho cercato di rendere i personaggi tridimensionali, anche attraverso i dialoghi. Suppongo che, anche il fatto che i vampiri siano trattati in maniera diversa rispetto a film e serie tv a cui siamo abituati, possa aver giocato a favore.

Probabilmente sì, l’originalità anche secondo me in questi casi è qualcosa che può sempre premiare e sono contenta che, dopo tutto il tuo lavoro, sia capitato proprio a te. Come ti senti ad aver raggiunto questo bellissimo traguardo?

Sai che non lo so? Penso che per ogni scrittore l’idea di una trasposizione cinematografica della propria opera sia un sogno. Lo è anche per me. Mentre scrivevo La Farfalla d’Ombra, vedevo costantemente il suo film nella mia testa, con tanto di colonna sonora. Insomma, questa cosa non so bene come gestirla, è una soddisfazione difficile da esprimere a parole.

Immagino, probabilmente stai ancora un po’ metabolizzando la cosa, non è affatto una cosa che succede tutti i giorni. Ma torniamo ancora un po’ indietro, parlando magari un po’ del libro in questione, che ti ha permesso di raggiungere questo bellissimo risultato. Com’è nata la storia de “La farfalla d’ombra”?

L’idea è partita da un personaggio che avevo creato su un gioco di ruolo play by chat, il primo in Italia. Una persona che giocava con me mi ha spinta a scrivere un romanzo, quindi ho iniziato quasi per scommessa, e tutta la storia (del primo e del secondo libro, “Linfa di Farfalla”) si è materializzata nella mia testa: io l’ho solo trasformata in inchiostro. Non ho avuto bisogno di fare schemi o di decidere nulla a tavolino, l’ho scritto tutto di getto. Una delle prime cose che ho scritto de “La Farfalla d’Ombra” è stata la fine, che negli anni di revisione non è mai cambiata.

Fantastico, una cosa che è nata quasi per scherzo, se così si può dire, che invece oggi ti ha portato a un fantastico risultato come questo. Descrivici un po’ il libro che è stato candidato, così impariamo un attimo a conoscerlo meglio.

È un romanzo in prima persona. La protagonista ci racconta la sua storia dal presente, ma essendo lei una vampira, ciò che ci narra è avvenuto in un tempo molto lontano. Fra le pagine del romanzo pongo l’accento sul tema della condizione femminile, che nei secoli non è cambiata molto. Parlo delle paure, dell’autodeterminazione, dei conflitti interiori, del tema della gabbia da cui costantemente cerchiamo di fuggire, delle dipendenze, mentali e artificiali. E parlo anche del prezzo che si paga per le scelte che si fanno e di quanto il dolore ci plasmi addosso inconsapevoli armature. Parlo anche di amore in senso generale, per se stessi e per le persone a cui ci leghiamo, che siano sentimenti di affetto o di amore.

Insomma, dopo le tue parole a me viene proprio da dire… WOW! Se lo merita tutto questo risultato. Quando si parla anche di certe tematiche, non è mai facile renderle scorrevoli e “leggere” per tutti i lettori che invece ne potrebbero essere spaventati. Se il tuo libro è arrivato a questo punto, hai fatto senza ombra di dubbio un grandissimo lavoro.
Non mi resta che augurarti in bocca al lupo per la finale, che già è una vincita questa e… ci vediamo a Torino!

Per i più curiosi, qui sotto trovate il link al libro. Senz’altro una lettura da non perdere, con tutti questi presupposti.


3 commenti

marco d'abbruzzi · Novembre 20, 2022 alle 6:37 pm

Grande Yali!!

    Roberta Luprano - Founder · Novembre 20, 2022 alle 6:58 pm

    Direi anche grandi voi, a questo punto. Senza un buon editore alle spalle, è dura altrimenti ❤️

Yali · Novembre 21, 2022 alle 9:11 pm

❤️

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