“L’amore è complicato, e ci vogliono due persone per lavorarci su,
due persone che devono volerlo.”

                Il sentimento più grande, più totalizzante e più spaventoso di sempre. L’amore.

                Ne parlano in continuazione, poesie e canzoni lo hanno descritto in milioni di modi diversi e solo questo dovrebbe darci la misura di quanto siano infinite le sue sfumature.

                E averne paura è meno raro di quanto si creda. Soprattutto quando lo si è già provato e qualcosa è andato per il verso sbagliato, lasciandoci il famoso cuore spezzato in omaggio. È allora che si decide di tenersene alla larga, perché non siamo poi così masochisti da farci male due volte, a maggior ragione se la prima ci ha dilaniato, corroso fino a fare tabula rasa.

                Sentirsi svuotati ci sembra l’alternativa migliore. Meglio del dolore, più sopportabile del senso di solitudine che, in fondo lo sappiamo bene, non supereremo mai del tutto.

                Jack Hawke tutto questo lo sa. E non ha proprio nessuna intenzione di ricascarci.

                Almeno finché Elena non entra di prepotenza nella sua vita, con le sue gonne al ginocchio, le camicette caste e gli occhiali da bibliotecaria. Difatti, è esattamente il suo lavoro.

                Elena non cade ai suoi piedi, come Jack è abituato con il resto delle donne che ha conosciuto fino ad allora, non sbatte le ciglia civettuola mentre gli parla e non sta attenta alle cose che dice; le sue espressioni sono cristalline e leggerle dentro è facile. Jack ne è incantato sin dal loro primo incontro, quando lei si siede al suo tavolo, scambiandolo per l’appuntamento al buio con cui avrebbe dovuto vedersi quella sera. La sera di San Valentino.

                Uno scambio di persona che a Jack non dispiace affatto. Perché lei non lo guarda come il quarterback famoso che i media tengono d’occhio soprattutto per le sue disfatte. Per tutti è solo un uomo fortunato, neanche poi bravissimo in campo, che combina un disastro dopo l’altro e a volte Jack ha l’impressione che quegli avvoltoi stiano con il fiato sospeso ad aspettare solo il colpo finale che lo affosserà una volta per tutte. Che lei non abbia idea di tutto ciò, lo confonde e lo intriga allo stesso modo.

                È per questo che condividono più di quanto si sarebbe mai aspettato, con una naturalezza da manuale; lei riesce perfino a farlo sorridere e sentire spensierato, a fargli dimenticare per una notte chi è davvero. Sbriciola senza sforzo i muri che ha innalzato con cura nel corso degli anni, sostituendoli con una sensazione di leggerezza ed emozioni che lui non è pronto ad accogliere.

                Ma la notte finisce, gli incubi del passato tornano e l’alba rinsalda quei muri più di prima.

                Jack fa fatica a fidarsi, nonostante ogni cellula del suo corpo gli suggerisca il contrario, quando è con lei. Nonostante ciò, le confida aspetti di sé che non conosce nessuno, le apre il suo mondo e per un po’ se ne lascia sopraffare. Quello che non riesce proprio a darle, è il suo cuore, che resta sigillato dalla paura.

                Elena non è da meno, in quanto deve fare i conti con un tradimento che l’ha ustionata profondamente; scoprire che il tuo fidanzato si vede di nascosto con la sorella, l’ha segnata e le ha fatto male a lungo. Ma, a differenza di Jack, trova il coraggio di dare una possibilità a ciò che di bello sta nascendo tra loro; anche se riluttante, perché percepisce il modo in cui lui si chiude, così come è ben consapevole che tra loro c’è molto più dell’attrazione e l’intesa sessuale sfiora le stelle.

                “A volte, il destino ti fa giocare una brutta partita, però alla fine aggiusta le cose. E vinci”

                O, per lo meno, è ciò che si vuole credere.

                La sorte sarà stata così crudele con loro o li avrà fatti incontrare per un motivo? Che il fato abbia mescolato le carte, così che loro si trovassero perché sapeva che avevano bisogno l’uno dell’altra?

                Lo lascio scoprire a voi.

                Ciò che posso dirvi è che ho amato ogni pagina di questo romanzo; la storia di Jack ed Elena mi ha fatto riflettere su quanto siamo fragili, nonostante agli occhi del mondo possiamo sembrare invincibili. E ho capito che l’amore può guarire le ferite più profonde, ma anche crearne di insanabili.

                Ho adorato la protagonista, che nella sua semplicità ha dimostrato di essere più tenace di quanto pensassi, una donna pronta a combattere per ciò in cui crede e coraggiosa tanto da arrendersi quando si accorge che il prezzo della sua felicità sono le lacrime di qualcun altro.

                E Jack… il dolce e tormentato Jack… impossibile non innamorarsi persino delle sue parti peggiori, dei controsensi che gli scombinano i ragionamenti, dei timori e i mille dubbi che lo portano a compiere un passo indietro appena ne fa mezzo in avanti. È stato bellissimo assistere alla sua crescita interiore, alla guarigione del suo impellente bisogno di difendersi dal mondo esterno, lo stesso che lo ha preso a calci per tutta la vita.

                Vi consiglio questa lettura senza esitazione. E sono certa che arriverà dritta al vostro cuore.


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