Regali perfetti per natale e dove trovarli: questo è quello che mi è venuto in mente mentre leggevo “Una fiaba scombinata“, di Valentina Pericci, con le bellissime illustrazioni di Stefania Gualerzi ed edito dalle sapienti mani di Tomolo Edigiò.

Quando pensiamo a una fiaba, qual è la prima cosa che ci viene in mente? Una bella principessa, un bellissimo principe, possibilmente che cavalchi anche un abile destriero bianco che lo accompagna nel salvataggio della sua bella. Questo è senz’altro un cliché con il quale siamo cresciuti e al quale tuttavia ci siamo anche abituati. Ma se a una scrittrice capitassero dei protagonisti completamente… come dire, poco convenzionali?

Perché questo è ciò che è successo a Clelia, una giovane e abile scrittrice che è la protagonista effettiva di “Una fiaba scombinata”. Ma non solo questo le è successo! Persino la classica strega, di solito brutta e cattiva, la tipica antagonista dell’amore tra i due amanti, se l’è ritrovata molto, ma molto diversa.

Un piccolo lettore rimane assolutamente sconcertato, rapito e divertito da una storia come questa, che si pone come obbiettivo di essere scombinata, di nome e di fatto! Clelia si ritrova dunque con una principessa non molto bella, con un nome decisamente non da principessa e una strega… Beh, questo non ve lo dico perché voglio che lo scopriate leggendo questa bellissima fiaba che ribalta i canoni classici e noiosi che tutti conosciamo.

La narrazione è scorrevole, la lettura piacevole e mai scontata. Le immagini accompagnano sapientemente il testo, lo arricchiscono e lo rendono immediato anche al lettore più pigro. I personaggi sembrano uscire dalle pagine e prendere per mano il lettore per condurlo fuori dagli schemi e dai luoghi comuni, proprio come fanno i protagonisti della storia con la loro creatrice.

Il sapore di questa fiaba è molto inclusivo e moderno, mi piace l’idea che ogni bambina si possa riconoscere in ognuno di questi personaggi che non sono assolutamente pretenziosi, ma comuni, che possa considerare che i canoni estetici dovrebbero rimanere appunto solo dei canoni e che non etichettano davvero ciò che siamo. Perché non possiamo essere tutte delle principesse? E perché una strega dev’essere sempre concepita come cattiva e sabotatrice?

“Una fiaba scombinata” nel 2020 ha vinto inoltre il concorso “Un prato di fiabe” e non posso che capirne il motivo. Mi piace pensare che qualsiasi bambino si ritrovi in questa bellissima fiaba diversa dai classici luoghi comuni, possa credere di poter essere qualsiasi cosa nella vita, perché in fondo la bellezza dei libri è anche questa. Nel caso dei libri per bambini, specialmente, i messaggi sono importanti: arrivano forti e chiari nelle piccole testoline di chi le legge, lasciando un tassello di crescita personale che formerà poi una mente adulta, inclusiva e consapevole. E il tassello che lascia questa fiaba, senza dubbio, lo lasciano in poche.


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