Prima di approcciarmi a questo testo, non conoscevo la figura di Medea fino in fondo, e sono stata contenta di farlo in questo modo, accompagnata dolcemente dalle illustrazioni eleganti e raffinate di Silvia Dotti. Il progetto che sta dietro a questo libro, coinvolge più persone: a cura di Viviana Sgorbini, Tamar Gumburashvili, che ha curato la traduzione in georgiano, e Enrica Fontani, che si è occupata invece di quella in greco antico. “Medea, la donna prima del mito Μήδεια, ἡ γυνὴ πρὸ τοῦ μύθου მედეა, მითების პირველი ქალი“, è infatti un libro che fa parte della collana international della casa editrice Tomolo.

Il libro è stato tradotto in Georgiano e in Greco antico, perché si tratta di due lingue strettamente correlate al personaggio di Medea, che rendono quindi la lettura accessibile davvero a moltissimi: Medea viveva infatti nella Colchide, regione che appartiene parzialmente all’attuale Georgia, ed è quindi lecito credere che parlasse un proto Georgiano, ma si unì a Giasone e visse con lui in Grecia, pertanto parlava anche Greco antico. 

Il progetto nasce principalmente per i bambini georgiani che vivono in Italia, per mantenere la loro lingua d’origine e imparare un po’ meglio invece quella italiana, ma la traduzione al Greco antico gli dà la possibilità di risultare interessante a tutti coloro che studiano, vorrebbero studiare o semplicemente avvicinarsi a questa lingua.

Per la nostra cultura, Medea è conosciuta come l’infanticida, ma in altre culture, in questo caso come quella georgiana, invece, è famosa come guaritrice. Mi stupisce sempre come la visione di tante cose possa cambiare in base alla propria cultura in cui si cresce e si apprende. Ma con questo libro andiamo a scoprire chi era Medea prima del tragico mito. Le illustrazioni raffinate in acquarello quindi portano il piccolo lettore a fare un piccolo viaggio, passando per l’antica Colchide e arrivando infine in Grecia.

Questo progetto ha quindi un sapore del tutto internazionale e inclusivo per i piccoli bambini che, indipendentemente dalla loro lingua di appartenenza, possono mettere il minuto naso fuori dal proprio confine e dalla propria cultura, per apprendere qualcosa di diverso che difficilmente si trova in giro.

Il motivo per cui in altre culture Medea è conosciuta come guaritrice, è spiegato all’interno di questo preziosissimo testo ed è una cosa davvero curiosa, vi garantisco interessante sia per bambini che per adulti, perché in fondo non si smette mai di crescere e imparare, specialmente quando ci si rapporta con culture e menti differenti dalle nostre. L’apertura della mente verso altre culture e altri modi di pensare, inizia da questi piccoli, ma grandissimi, dettagli. Una storia come “Medea, la donna prima del mito” fa parte di questi dettagli, imperdibili per una piccola mente come quella di un bambino, oltre che utile, sotto moltissimi aspetti.


0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *