Oggi parliamo di un libro che vi lascerà, sono certa, senza parole. Mi riferisco a “La bottega delle anime” di Arianna Calandra, edito da IDEA, uscito all’inizio di dicembre 2022. “La bottega delle anime” è un libro particolare, originale e con una storia che appassiona pagina dopo pagina.

La protagonista della storia di oggi è Margherita, una ragazza italiana che, dopo le brutte esperienze che ha vissuto, dal punto di vista amoroso, è scappata in Inghilterra, dove viene accolta da Richard, un uomo di cinquant’anni, eccentrico, che era un amico di famiglia. Il vissuto di Margherita l’ha cambiata, forgiandola in modo permanente e creandole parecchi disturbi e, sperava, di lasciarsi tutti i problemi alle spalle una volta trasferitasi.

A Londra la protagonista lavora alla National Gallery, come restauratrice, e anche con grandissimi risultati, del quale lei non riesce a godere completamente. A breve, nella galleria dove lavora, ci sarà una mostra dedicata al pittore cinquecentesco Holbein. Poco prima della mostra, all’interno della galleria, Maggi viene in possesso di un dipinto che suppone essere una delle famose opere perdute dell’artista.

Decide di iniziare a restaurarlo senza dire nulla a nessuno, di questo ritrovamento, tranne che alla sua collega, con cui condivide il segreto. Il tutto nasce come cosa innocente, ma le carte in tavola cambiano quando, mentre restaura il dipinto, inizia ad avere dei disturbi del sonno, più simili a delle visioni, che la portano nella Firenze del Rinascimento, nella pelle di Loris, un aspirante pittore.

Le visioni sono molto forti e potenti perché le sembra proprio di vivere la sua vita in quanto, quando si “risveglia” si sente ancora addosso tutte le sensazioni, i dolori e le emozioni di Loris. L’ipotesi che possa essere il quadro è impensabile, sarebbe troppo assurdo, ma allora cosa le accade quando si addormenta? Sta davvero impazzendo, facendosi soccombere da tutti i suoi problemi, oppure c’è qualcosa di più? E il ruolo di Richard in tutto ciò qual è?

Tantissime sono le domande che affollano la mente mentre si legge “La bottega delle anime”: chi è Loris, che legame ha con Margherita e, soprattutto, perché le visioni sono così vivide a tal punto che sembrano diventare la stessa persona? Pagina dopo pagina, il mistero s’infittisce sempre di più, portando il lettore a porsi sempre più domande.

Entriamo in contatto con due realtà che sono a distanza di moltissimo tempo tra di loro, ma che hanno sempre l’amore come minimo comune denominatore. La storia di Loris, infatti, è appassionante a tratti anche più di quella Margherita: la sua sofferenza, la sua realtà così complicata e difficile è tenera e dolce, impossibile non entrarci in empatia.

E così, in questo mix di mistero ed empatia, arriviamo a due finali: uno più realistico, come dice l’autrice, e uno un po’ più magico. Inutile dire che io abbia preferito il secondo. L’ho trovato più pertinente e perfetto per la storia che l’autrice ha creato, piena di intrecci, misteri e dinamiche gestite brillantemente. Con questo finale, vi posso assicurare, la storia vi rimarrà in testa per giorni, una di quelle storie che, quando la concludi, sai già che ti mancherà e che avresti voluto durasse un pochino di più.


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