Abbiamo lasciato Tess Turani con il fiato mozzato, intenta a stringere la mano all’uomo che ama e che gli viene presentato come il fidanzato di Kendra, niente meno che la sua migliore amica dai tempi dell’università.

“Una connessione che non si limitava alla lussuria.
Un legame che potevamo esplorare, rafforzare e far crescere.”

                Un colpo al cuore per il finale del primo capitolo di questa dilogia, che ha tenuto sulle spine anche noi lettrici; abbiamo vissuto con Tess l’inizio di questo amore, ci siamo concessi di credere che il lieto fine fosse possibile e non solo nelle favole e abbiamo creduto alle promesse che Scott le ha fatto guardandola negli occhi. È per questo che non eravamo pronte a vedere spazzati via i loro sentimenti con un colpo di spugna.

                Ma il destino a volte è crudele, ci mette di fronte a ostacoli che ci sembrano insormontabili e ci sfida a lottare per i nostri sogni; solo che, partecipare alla festa di fidanzamento dell’uomo che ci ha rubato il cuore, è troppo persino per chi non sa perdere.

                Tess è pronta a scappare via e rinunciare a tutto, in un attimo di debolezza; ma, non appena si ferma a provare a dare un senso all’ultima mezz’ora più devastante della sua vita, accade l’inimmaginabile. Le carte in tavola sono state scompigliate, in apparenza, in maniera irreversibile. Eppure, non tutto è come sembra, e Scott Sebastian è pronto a dimostrarglielo.

                Le confessa che il fidanzamento con Kendra è solo un accordo preso con suo padre mesi prima, quando ancora non la conosceva; le spiega che il ritorno improvviso di Kendra è stato anche per lui una sorpresa, così come la sua decisione di accettare quella proposta di matrimonio alla quale non pensava nemmeno più. Ma soprattutto, ammette che non è disposto a sottostare ai patti, perché nelle ultime settimane qualcosa è cambiato: ha conosciuto lei e se n’è innamorato.

Bellissime parole e un discorso emozionante, se non fosse che entrambi sapevano quanto una decisione del genere potesse influire negativamente su tutto il resto. Perché, purtroppo, le redini di tale scelta sono nelle mani di un uomo ancora più potente di Scott, suo padre. Un uomo senza scrupoli, glaciale di fronte al cuore palpitante del figlio che gli chiede di annullare l’accordo, intenzionato a salvaguardare l’azienda e la sua immagine persino al costo della felicità di Scott. E Scott è pronto a sacrificarla per Tess.

Il suo matrimonio al costo del finanziamento per cui Tess ha lavorato sodo, lo stesso che potrebbe portare benefici non indifferenti alla sua migliore amica, affetta da una patologia di cui si parla ancora troppo poco: la Neuropatia Autonomica.

È immorale, spregevole, ai confini dell’assurdo. Eppure, è l’unica moneta di scambio che il padre di Scott conosce e pretende.

Ai due non resta che trovare un modo per impedire questa follia, senza perdere il finanziamento. Un’impresa impossibile.

O forse no.

Durante questa seconda parte della storia, l’autrice ci porta nel cuore della vita di Scott e ci mostra i lati più oscuri dell’essere potenti; al tempo stesso, ci conduce nei meandri dell’animo gentile di Tess, una donna forte e indipendente, ma non invincibile. Quelli che sono stati per anni suoi punti di forza, come la consapevolezza, l’autocontrollo e tenere i piedi saldi a terra, si rivelano i suoi peggiori nemici, che non le permettono di sognare o illudersi nel momento in cui tutti i presupposti vengono infranti senza pietà.

La storia poteva essere conclusa nel primo libro? Forse sì, ma avevamo bisogno di questo secondo capitolo per immergerci completamente nei binari spregiudicati della ricchezza e del potere, ma anche per comprendere a fondo le ragioni di alcuni atteggiamenti dei personaggi o alcuni rapporti non approfonditi come si meritavano nel primo romanzo.

Inoltre, vivere da vicino ogni difficoltà che Tess e Scott incontrano sul loro cammino, sussultare insieme a loro degli imprevisti e sentirci impotenti di fronte all’inevitabile, non ha prezzo. Così come trovare una soluzione e mettere in moto gli ingranaggi di quella macchina che, forse, riuscirà a portarli al traguardo con il sorriso sulle labbra e il cuore gonfio d’amore, passando dall’entrata principale proprio quando tutte le porte sembravano sigillate.

“Ho sempre scelto te. Fin dall’inizio. Non ho mai smesso di sceglierti.”

Amici e cari lettori, vi consiglio di leggere questa dilogia, perché tutti abbiamo bisogno di sapere che le favole possono trasformarsi in realtà.

In fin dei conti, niente è impossibile, se ci crediamo davvero.

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