Chi mi legge da un po’ lo sa: io amo alla follia le saghe familiari. Mi coinvolgono, mi fanno soffrire, emozionare, piangere, mi fanno sentire parte di qualcosa. Così mi sono approcciata alla nuova uscita di Francesco Falconi, “I grifoni della Maremma“, edito da La Corte Editore, che ho avuto l’onore di presentare anche in occasione del Festival del Romance di Roma a ottobre 2022. Vi faccio un piccolo spoiler circa il mio pensiero generale: tutte le emozioni sopracitate le ho provate davvero e le provo ancora solo a ripensare a questa meravigliosa storia.

La storia de “I grifoni della maremma” segue due intere generazioni, su due linee temporali differenti. Gran parte della storia è tuttavia ambientata nel 1944, alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Siamo nel cuore della Maremma e seguiamo la vita di Mario Innocenti, un ragazzino che ha solo undici anni e che vive con la madre, Italia, il padre Beppe e suo fratello maggiore Emireno.

La loro è una vita semplice, quella di una famiglia povera durante il periodo di guerra, che ormai volge al termine. Tuttavia, è proprio in questa situazione che si ritrovano in pericolo: le truppe tedesche stanno arretrando e non hanno intenzione di andarsene senza lasciare una scia di sangue alle loro spalle. Ed è così che scompare Santa, la zia di Mario.

Quando il peggio è passato, si cerca una parvenza di normalità, e riprendersi la propria vita è quanto vogliono tutti. Il desiderio di migliorare la propria condizione, la voglia di cambiamento è tanta e non esclude la famiglia di Mario che decide di investire in una piccola attività: un bar a Grosseto.

Gli anni passano, i rapporti famigliari non sono sempre facili invece. Mario non ha infatti un bel rapporto con suo padre, tanto meno suo fratello o sua madre ed è così che si susseguono intricati rapporti famigliari, complessi, ma sapientemente descritti e utilizzati dall’autore.

Durante un’estate in vacanza, la famiglia Innocenti incontra i Coppola. Una famiglia borghese di Napoli che ha una figlia, Rosa, di cui Mario inevitabilmente si innamora, sebbene le distanze tra loro siano abissali. Provengono da ambienti e vissuti diversi sotto ogni punto di vista, il loro livello sociale e culturale è molto distante, ma questo non impedisce il loro amore. Ma si sa, la vita non è sempre facile, le relazioni neanche, le famiglie… tanto meno.

In realtà, vi posso dire, questo libro è davvero tanto di più. Di norma non fatico a riassumere quanto ho letto, ma devo ammettere che in questo caso ho fatto veramente fatica. C’è così tanto da dire su questo romanzo che non saprei neanche da dove partire se non dal dire: WOW. Mi sono immersa in questa lettura fin dalla prima pagina, senza mai realmente avere voglia di staccarmici. La famiglia di Mario è quella che potremmo avere tutti: complicata, difficile, pesante, bella, passionale. Aggettivi che tra loro si contrappongono, ma che sono lo specchio dei rapporti umani.

Sì, perché alla fine questo è “I grifoni della Maremma”: pura realtà. Ci sono rapporti veri, sentimenti reali e palpabili, che ognuno di noi ha provato almeno una volta nella vita verso la propria famiglia. L’empatia che ho instaurato pagina dopo pagina con il protagonista è davvero qualcosa che mi capita di rado, eppure con lui è successo, fin da subito. La lettura è sempre scorrevole, mai banale, sa sempre come sorprenderti pur non diventando mai scontata. Conoscevo già la penna dell’autore, ma devo ammettere che con questo libro si è assolutamente superato.

Credo che questi siano personaggi che restano addosso dopo la lettura. Si cuciono capitolo dopo capitolo addosso a te, per non lasciarti mai andare davvero. E quando un libro riesce a farti questo effetto, credo si possa parlare di un gran bel libro. Non pensate sia un romanzo storico o una semplice saga famigliare, sarebbe a dir poco riduttivo definirlo così, perché è molto di più. Ci permette di aprire uno scorcio verso il passato, per sbirciare quella vita, quei rapporti famigliari complicati, che ad oggi sembrano così distante da noi, ma che in realtà non sono davvero cambiati. Ci permette di conoscere la Maremma e i suoi abitanti, come hanno vissuto, ciò che hanno passato e quanto gli è rimasto.

Sì, posso solo dire che “I grifoni della Maremma” è questo, ma anche molto, moltissimo altro.

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