«Quello giusto… quello giusto… eh…»

Inizia così il romanzo di cui andremo a parlare e, per quanto innocue possano sembrare queste parole a una prima occhiata, a me hanno colpito. E introducono proprio il quesito che tutte noi, almeno una volta nella vita ci siamo poste: esiste davvero quello giusto o si tratta solo di un eufemismo inculcatoci da sempre? Perché, sul serio, trovare l’uomo che si plasmi in maniera perfetta e senza sbavature a quello che sarebbe l’ideale nelle fantasie di ognuna di noi, è un’impresa che rasenta l’impossibile.

Per Mara, però, la protagonista della nostra storia, non sono fondamentali soltanto i requisiti soliti: affidabilità, bellezza estetica, sensibilità, simpatia ecc. Per via di un problema con cui è costretta a fare i conti ogni singolo giorno, l’uomo giusto deve avere anche le misure giuste. Infatti, lei soffre di endometriosi, una malattia di cui si sa poco e si parla ancora meno, ma che in realtà colpisce tantissime donne, rendendo la loro vita sessuale più complicata di come la conosciamo noi altre, che di questa malattia non ne abbiamo forse mai nemmeno sentito parlare.

Ciò la porta ad avere dei disagi anche quotidiani, con conseguenti dolori continui e giornate no. Ci si aspetterebbe dunque di conoscere una protagonista giù di morale, depressa per la maggior parte del tempo, alla ricerca incessante di attenzioni e comprensione.

Ebbene no! Mara è una donna splendida, vivace, allegra, che ha imparato a vivere alla giornata e prendere la vita di petto; vive alla giornata, con semplicità e totale dedizione al lavoro che tanto ama, circondata dalle poche persone che meritano di essere considerate amici.

Non mancano certo i momenti di sofferenza, ma lei la rabbia la stringe tra i denti e non se ne lascia né sopraffare né domare, se ne fa scudo per il prossimo passo.

Ho amato questa ragazza sin dalle prime righe, oltre al modo in cui si racconta, che conquista il lettore con uno stile fluido e incalzante, anche per come affronta ogni difficoltà. Incarna le caratteristiche dell’amica della porta accanto, della cui vitalità non puoi fare a meno e che vorresti esistesse davvero per andarle a suonare subito e avere la tua dose di incoraggiamento e autostima giornaliera.

L’incontro casuale con Andrea non intacca questo suo lato forte e determinato, anzi, ne risalta la bellezza e la capacità di non lasciarsi piegare dal suo fascino. Ciò nonostante, se ne innamora perdutamente.

Perché Andrea ha proprio l’aria di quello giusto. Ameno fino a quando Mara non scoprirà un segreto che la ferirà così nel profondo da farla crollare, questa volta sì, in ginocchio. E non solo in senso letterale.

Quando Sara Baffetti mi ha proposto questa collaborazione, ho accettato senza indugi; già dalla trama, la storia mi incuriosiva e volevo saperne di più sulla vita complicata e tempestosa di una ragazza alle prese con una malattia cronica. Come ho già specificato, non ho trovato quello che mi aspettavo, ma molto di più.

Quello giusto è una storia coinvolgente e travolgente, che ho divorato in un giorno; e non perché si tratta di poco più di cento pagine, ma perché non riuscivo a staccarmi dalle pagine. Ero talmente in connessione con i protagonisti, così come i personaggi secondari che rendono il contorno molto frizzante e divertente, che non volevo saperne di ritornare alla vita reale. Nella loro ci stavo da favola.

Quindi, cari amici, vi consiglio davvero questa lettura, che vi porterà più risposte delle domande che, forse, vi porrete sin dall’inizio. Io ringrazio enormemente l’autrice per la possibilità di leggere la sua opera, ma anche per aver creato una storia tanto realistica quanto fantastica.

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