«È come se mi fossi aspettato di precipitare in un caos inevitabile da un momento all’altro. Poi è accaduto, e invece della confusione più totale, ho visto il potenziale di una nuova rotta.»

Perché, ammettiamolo, chi lo dice che il caos è negativo? O sbagliato?

Chi decide cosa lo sia e cosa no, di sbagliato nel mondo?

La risposta più ovvia, la più sensata forse, è che ognuno può decidere per sé, in base alle proprie esperienze o esigenze o priorità, assecondando quelli che sono i propri ideali o uno stile di vita predefinito. E tutte queste prerogative saranno diverse per ognuno di noi, dettate e determinate da aspetti individuali che non sempre sarà facile comprendere o condividere. Ma ci importa davvero che lo siano? E se sì – perché diciamocelo, ci importa eccome! – quanto è giusto tutto questo?

Brendan è un tipo abitudinario. La routine lo tiene ancorato a quelli che lui considera i veri valori e lo aiuta a non perdere la concentrazione, a non sentirsi mai sfuggire la situazione da sotto controllo. Il che è fondamentale per lui, che di mestiere fa il pescatore; affrontare il mare tutte le settimane richiede competenza e nervi saldi, infatti non è raro che si trovi a dover sopperire a tempeste e cicloni, spesso violenti. Essendo anche il capitano, ha l’intera responsabilità della squadra, oltre che del carico, sulle sue spalle.

Originario di Westport, una cittadina i cui abitanti si conoscono tutti fra di loro, si salutano e si sostengono nei momenti critici, non ha mai pensato di intraprendere un’altra strada, di andarsene o reinventarsi, nemmeno dopo la prematura scomparsa della moglie. Tant’è, che sette anni dopo porta ancora la fede: un gesto di rispetto verso di lei, ma anche un modo di ricordarsi gli errori commessi. Procede tutto come di consueto per Brendan, ogni cosa ha un senso e un posto ben designato nel suo mondo, finché… non arriva lei.

Piper è l’anima della festa. Delle feste più glamour e in voga di Los Angeles, per la precisione.

Con i suoi vestiti eccentrici e il milione di insicurezze che vi nasconde sotto, Piper arriva a Westport per ordine del patrigno, dopo l’ennesima bravata con la quale ha messo a rischio non solo l’immagine di quest’ultimo, ma anche il suo lavoro. Infatti, convinto che la ragazza debba assolutamente imparare a valorizzare il denaro e dare un peso alle sue azioni, la spedisce per tre mesi nella sua città natale, proprio Westport. Di quel posto Piper non ricorda nulla, era troppo piccola quando il padre biologico è morto e la madre si è trasferita altrove, portando con sé le figlie.

Questo viaggio, dunque, potrebbe essere utile a Piper non solo per capire se stessa, ma anche le sue origini e magari scoprire qualcosa in più su quell’uomo di cui ricorda a malapena la risata.

Quando l’uragano Piper invade di prepotenza gli spazi di Brendan, chiunque scommetterebbe su un disastro assicurato. Lei è un fiume in piena di stravaganza e freschezza, abituata a navigare nel lusso, mentre a lui basta poco per iniziare e concludere le sue giornate tutte uguali.

E se fosse proprio questo ciò di cui hanno entrambi bisogno? Se fossero proprio le loro differenze a controbilanciare le mancanze dell’altro?

Piper strapperà Brendan alla sua quotidianità, stravolgendo i suoi ritmi e incasinandogli i pensieri. Mentre lui sarà il solo a ricordarle, benché con modi a volte bruschi e un po’ burberi, che non è sbagliata e non ci si deve sentire, che è una donna straordinaria con tantissime qualità che semplicemente non ha mai avuto una ragione valida per mettere in pratica.

L’autrice è stata fantastica nella caratterizzazione dei personaggi, portando il lettore nelle vite tanto diverse dei due protagonisti e accompagnandolo a comprendere entrambi, liberandosi di preconcetti o etichette. Che Piper ami il lusso e le feste non è da considerare una colpa, così come non deve esserlo la continua ricerca dell’equilibrio da parte di Brendan. Due esseri che hanno tanto da dare, ai quali la vita – in modi del tutto differenti – ha tolto pezzi importanti senza restituire nulla in cambio.

L’amore non sempre è la risposta. Però è senza ombra di dubbio la parte migliore di ognuno di noi.

Loro lo scopriranno mettendo di nuovo in gioco tutto, rischiando le uniche poche certezze che hanno. Alcune mantenendole, altre sgretolandole per costruirne di nuove.

Una commedia romantica, narrata in terza persona e alternando i punti di vista dei protagonisti, che deve essere letta. Perché tra le righe di questa storia, si cela un pezzettino di ognuno di noi.

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«Piangi, se ti va di piangere. Balla, se ti va di ballare. Urlami contro, se ne senti il bisogno. Nessuno deve dirti come comportarti o come devi sentirti.»


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