«A volte il confine tra il bene e male non esiste. A volte quel confine viene tracciato dagli uomini stessi, soltanto perché restino separati e sia impossibile per loro amarsi.»

            Ecco la risposta alla maggior parte, se non a tutte, delle domande che ci si pone leggendo questa saga. Vi ho parlato nella recensione precedente del primo volume, Styx – Per te solo io, questo è il secondo della serie Dark Romance che Tillie Cole ha deciso di regalarci. Premetto che sono entrambi autoconclusivi, ma si consiglia la lettura del primo per comprendere a fondo alcune dinamiche del secondo.

            Kyler è il miglior amico di Styx, nonché Vice Presidente del club di motociclisti più pericoloso degli States: gli Hades Hangman. Dopo aver liberato Mae e le sorelle dalla comune in cui erano imprigionate, le portano tutte al loro club; mentre Mae è felice di essersi ricongiunta a Styx ed è convinta che quella sia la sola vita che vuole, accanto a lui, per le altre due ragazze non è lo stesso.

            Lilah, chiamata Delilah nella comune, è una Maledetta anche lei, considerata tale per la sua bellezza esagerata, perché in grado di tentare gli uomini con un solo sguardo e farli impazzire di desiderio; la ragazza è convinta – perché così le è stato insegnato – che sia stata concepita dal Diavolo e che questo viva dentro di lei, inducendo la gente a peccare e condannando le loro anime all’inferno.

            A differenza di Mae, che dalla comune era scappata di propria volontà e ha appreso in fretta che la vita ha molto altro da offrire, innamorandosi di Styx e rinunciando completamente alla sua fede, per Lilah è più complesso accettare che la sua gente non esista più, così come le risulta impossibile integrarsi nel mondo “di fuori”, pieno di insidie e peccato, ma soprattutto senza gli insegnamenti e la protezione del Profeta.

            Mae è disperata, la sorella non esce dalla sua stanza e non dà nemmeno una possibilità alla nuova vita; nessuno sa come prenderla o comunicare con lei, la ragazza è distante e impenetrabile.

            Finché, una sera, commette un errore: lascia la sua camera e scende nel bar, dove la musica è assordante e lei non vuole altro che spengerla, per riuscire a dormire in pace. È lì che incontra Kyler. I due si erano già visti durante il salvataggio delle ragazze e tra loro si era già accesa una scintilla che Lilah non sa spiegarsi: si è sentita attratta da quel ragazzo e sopraffatta dall’intensità con cui lui l’aveva guardata. Ma quella sera, quando Kyler la vede nel suo bar, bellissima da mozzare il fiato, perde la testa e tenta di baciarla. È ubriaco e non si accorge di quanto Lilah sia spaventata dalla sua sfrontatezza, le si avvicina troppo, le posa le labbra sulla pelle diafana e le sussurra parole sconce, il desiderio che ha per lei sin dal primo attimo in cui i loro sguardi si sono incrociati si infiamma e lo stordisce.

            Styx, dopo averlo fatto tornare in sé, gli ordina di scusarsi con Lilah e guadagnarsi la sua fiducia, passare un po’ di tempo in sua compagnia per farle capire che non ha nulla da temere e che lui è pentito sul serio. Così, Kyler si ritrova a fare da baby-sitter all’unica ragazza che desidera tanto da star male, senza però poterla sfiorare o dichiararle il suo desiderio.

            La faccenda si rivela più complicata del previsto, in quanto la ragazza non sa davvero nulla su come stare al mondo, non ha idea di cosa sia il caffè, non concepisce di muovere un passo senza chiedere il permesso e non osa mangiare la colazione insieme a lui; questi sono solo alcuni dei milioni di aspetti che le hanno inculcato sin da piccola, rendendola prigioniera di se stessa e perennemente sottomessa, in quanto donna e in quanto Maledetta. Oltretutto, nella comune, lei era quella più obbediente e mansueta tra le sue sorelle, in quanto credeva agli insegnamenti e sognava con tutta se stessa di essere “salvata”, un giorno, liberata dal diavolo che la possedeva e oscurava la sua anima.

            È stato complesso comprendere a fondo la mente di questa ragazza, l’autrice è stata molto brava a descrivere nei dettagli i suoi ragionamenti contorti e renderli coerenti con ciò che lei considerava giusto oltre ogni ragionevole dubbio. Il lavaggio del cervello è qualcosa che difficilmente si riesce a capire, soprattutto quando è basato sulla paura, sulla tortura e sulla privazione di ogni cosa. Lilah è così devota alla sua fede e alla causa, che non riesce a concepire nulla al di fuori di esse, così come Kyler non concepisce le sue farneticazioni. Eppure, lui decide di provarci, ancora e ancora, fino a che lei non impara a fidarsi di lui.

            Come per il primo volume, vi consiglio la lettura di questo secondo, naturalmente. Vi porrà di fronte a innumerevoli quesiti esistenziali, e ancora una volta vi mostrerà l’atrocità della manipolazione mentale che viene fatta su alcune persone solo per renderle inermi. Per annullarle.

            Una saga cruenta, dura, aspra e diretta.

            Un mondo così diverso da quello a cui siamo abituati, eppure così vicino.

Spaventosamente vicino.

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