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«Se avessi continuato a cadere, annegando sempre di più in quello tsunami che era Reese, sarei stata risputata in riva in mille pezzi.»

La paura più grande, quando sei già stato distrutto, è che alla minima crepa il tuo cuore non sia più in grado di ricomporsi. Come un vaso di ceramica che è stato incollato più volte, potrebbe bastare un colpetto per ridurlo in brandelli. Per sempre.

Charlie questo tipo di dolore lo ha provato, lo ha combattuto e, a modo suo, lo ha vinto. Ma non il terrore di ricascarci, quello è impossibile toglierselo dall’anima.

A ventisette anni e con una relazione passata burrascosa, lei non smette di rimproverarsi quella fine devastante, i sensi di colpa per come ha gestito le cose la sommergono più spesso di quanto qualsiasi persona possa sopportare. Impara a conviverci, ma le cicatrici incise sul cuore sono indelebili.

Perché andarsene può essere tanto sbagliato quanto restare. Lei è rimasta a lungo, poi se n’è andata. E questo non riesce a perdonarselo, anche se nel profondo sa che non c’era un altro modo per salvarsi. Per salvare entrambi.

A ventisette anni, appena licenziata e con un peso enorme che le grava sul cuore, decide di rintanarsi nell’unico posto in cui sa di potersi sentire a casa; circondarsi da quelli amici che, pur non sentendoli da otto anni, la accoglieranno a braccia aperte, non sarà una scelta facile, ma forse l’unica ammissibile.

È così che Charlie torna al campeggio in cui ha lavorato durante l’adolescenza, ritrovando gli amici di allora, che lavorano ancora lì. Il campo estivo è stato affittato per tre settimane per un ritiro esclusivo dei Seattle Thunder, la squadra di basket in cui milita Reese Forster, giocatore di cui Charlie è una fan sfegatata da sempre e che non avrebbe mai sperato di incontrarlo dal vero.

Quando ciò accade, quando se lo ritrova di fronte per la prima volta, tutte le sue ombre e i suoi segreti la soffocano ancora, ma lui riesce in qualche modo a ridarle un po’ di ossigeno.

Pian piano, tra Reese e Charlie nasce un rapporto strano, una specie di amicizia esclusiva in cui entrambi non sanno come comportarsi, perché è chiaro che non si tratti solo di quello; si confidano, si consolano, si vogliono bene per quel che sono diventati in seguito alle ferite e ai colpi ricevuti dalla vita ed è proprio per questo che temono di ammettere l’attrazione che palpita tra loro, per paura di rovinare quell’amicizia speciale che hanno costruito in poche settimane. Ma, nonostante ci provino con tutte le loro forze a non sconfinare, tale proposito verrà infranto…

                «È riuscito a far breccia nel tuo muro?»
                «Lo ha fatto crollare.»

I mostri del passato sono tanti e rinchiuderli nell’armadio non basta più a nessuno dei due; sia Charlie che Reese, sentono la necessità di sbarazzarsene una volta per tutte, così da potersi guardare allo specchio e credere ancora nel futuro. Si innamorano ancor prima che trovino il coraggio di ammetterlo, ma mentre lui inizia a progettare incontri sempre più ravvicinati e comincia a farle spazio nella sua vita, Charlie d’altro canto precipita nel terrore e lo allontana.

Naturalmente, da lettrice romantica e pazza della loro storia, avrei preferito che Charlie si abbandonasse a Reese e si lasciasse tutto alle spalle, imparando a ricominciare da capo. Da lui.

Ma al tempo stesso ho compreso le sue ragioni e i suoi timori, perché lasciare in sospeso il passato non lo avrebbe cancellato o chiuso a chiave; quello avrebbe continuato a perseguitarla, ad affondare gli artigli in ogni momento felice che avrebbe vissuto in futuro, riportandola sempre al punto di partenza.

Perciò ho ammirato la sua forza, la decisione difficile di allontanarsi per ritrovare se stessa, prima ancora di quel “noi” che avrebbe rischiato di annientarla. Ricominciare da lei, rimettendo ordine nella propria esistenza, per poi trovare lo spazio necessario ad accogliere Reese. E un nuovo amore.

Ho amato questo romanzo, sì. L’ho divorato e ve lo consiglio davvero. È una lettura piacevole, non troppo impegnativa, ma senz’altro emozionante. Perfetta per sognare, ma anche per imparare a non avere paura di osare. Di amare. Prima se stessi, i propri errori, e poi la persona che ci è a fianco.

A presto con una nuova avventura!

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