«Quando combatti dall’infanzia per sopravvivere,
lottare per un incontro è istintivo come respirare.»

Parto da queste poche parole per parlarvi della storia di Jay e Lia, perché credo che basterebbero da sole a tratteggiarne i contorni. Sofferenza, forza, rivincita, resilienza. Sentimenti contrastanti e a volte distruttivi, paure, insicurezze, sogni infranti e speranze disilluse. Tutto questo contribuirà a costruire il percorso dei protagonisti, si incastrerà negli spazi vuoti delle loro anime ferite, fino a creare un sentiero di emozioni e brividi. Fino a legarle in maniera indissolubile.

Jay è l’eroe di se stesso. Non lo sa ancora, continua a combattere nel wrestling per vincere un pezzettino alla volta la fiducia in se stesso; ma la battaglia più grande e significativa se l’è aggiudicata molto tempo fa, quando era soltanto un ragazzino e tutto ciò di cui aveva bisogno era l’amore delle persone che per natura avrebbero dovuto essere i suoi pilastri nella vita.

Quando ti distruggono ogni giorno, ricomporre il proprio puzzle è tutt’altro che facile; ti mancano le forze e, a volte, anche una buona ragione a cui appigliarti per non arrenderti definitivamente. Ma soprattutto, quel puzzle non sarà mai lo stesso, un millimetro alla volta le tessere andranno a creare nuove lacune, confini frastagliati, angoli indefiniti o contrasti di colori che non ti appartengono. Perciò dovrai farci l’abitudine, conviverci, imparare a farli tuoi e farne parte a tua volta.

Ecco come descriverei Jay, come un ragazzo che non ha mai smesso di lottare, neanche quando alla meta ci è arrivato. Perché non conosce altro, per lui è l’unico modo per sopravvivere.

Lia, a sua volta, anche se in maniera del tutto differente – perché ognuno si difende dal dolore a proprio modo – ha chiuso fuori dalla sua vita ogni possibilità di soffrire. Ha costruito il suo scudo protettivo attorno al cuore, forgiandolo di coraggio e segreti che fanno ancora male, e ha tirato su una muraglia indistruttibile di regole e precetti inoppugnabili che la difendano dal mondo.

Dal mondo, ma non da lui.

«C’è una fiamma dolce e cupa in lei che origina nello stesso nucleo della mia oscurità.»

Quando Jay e Lia si incontrano, nulla va come loro vorrebbero. L’attrazione è immediata, le scintille che scaturiscono da un semplice sfioramento li destabilizzano e si ritroveranno a combattere un sentimento che invece crescerà sempre più, malgrado i loro tentativi di anestetizzarlo. E, per la prima volta, arrendersi non sarà una condanna, bensì un dolce, nuovo inizio.

Amare questi due personaggi viene naturale. Ognuno con un bagaglio emotivo carico in spalla, sanno come attraversare la tempesta senza perdere pezzi di se stessi sul cammino. Perché la forza sta soprattutto nel non lasciarsi abbattere dalle intemperie, nel superare gli ostacoli con la grinta di un supereroe e trarre sempre il meglio da ogni prova.

Una storia che merita di essere letta, perché racchiude un messaggio di forza e tenacia così grande da arrivare dritto al cuore. Lastricare la strada di buoni propositi è decisamente un ottimo punto di partenza per il lungo viaggio di ricognizione dei sentimenti che i protagonisti si apprestano ad affrontare. E salire a bordo insieme a loro, è un’esperienza da non perdere.

Occhi di tempesta è il primo volume della serie On the Mat, ed è autoconclusivo.

Beh, nel caso non fosse ancora chiaro, vi consiglio di leggerlo. Anzi, vi prego di leggerlo! È uno di quei romanzi che vi resteranno dentro, perché Miranda Spencer sa come lasciare il segno.

A presto, friends!

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