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«È lieve il rumore di un cuore che si spezza, un tintinnio di cristallo fragile
che scivola dentro muscoli e ossa.»

Mi è sembrato di sentirlo, quel suono delicato e straziante. Mentre leggevo questa frase, ho sentito il cristallo infrangersi e i pezzi disperdersi come se fosse stato il mio, di cuore, a spezzarsi.

Ancora non sapevo che Colin e Baylee lo avrebbero incollato, poi spezzato di nuovo e poi ripetuto questo esperimento per almeno un milione di volte durante la lettura.

Ma n’è valsa la pena, senza la minima ombra di dubbio.

Conoscere Colin è stato un viaggio fantastico, prendere per mano quel ragazzone testardo e sfacciato e percorrere insieme a lui un tratto di strada, mi ha fatto capire quanto dolore si possa nascondere dietro un sorriso e quanto buio si celi dietro due occhi che hanno smesso di brillare da tempo. Eppure, le persone intorno a lui non se ne sono mai accorte – tranne il migliore amico – perché è più facile fermarsi in superficie ed evitare domande scomode, soprattutto quando non si ha né tempo né voglia di ascoltare le risposte.

Il ragazzo esuberante e istintivo, dalla risata pronta e all’apparenza frivolo, ha attraversato l’inferno e ha imparato a non bruciarsi con il fuoco della rivalità, ma cospargervi di fiamme e scintille la meritata redenzione. Ha conosciuto l’amore e l’odio, ha sofferto per entrambi e ha dovuto reinventarsi per non soccombere. Ha costruito da capo la sua vita, quella stessa che lo ha preso a calci e ferito innumerevoli volte, plasmandola secondo le sue regole e sulle forme della maschera che ha iniziato a indossare per detestare un po’ meno se stesso e chi era diventato.

Una sola voce è in grado di farlo sussultare, un solo respiro ha la forza di ricordagli che essere vivo significa annaspare alla ricerca di emozioni, assorbirle tutte e sentirle fin dentro l’anima.

Baylee.

Lei è l’unica a lucidare i lembi dei suoi sorrisi finti. L’unica a farlo tremare, a destabilizzarlo e sradicarlo dalle convinzioni di cui si è fatto scudo per anni. Perché solo lei può illuminare il buio che Colin si porta dentro, quel tipo di oscurità che ha risucchiato anche Baylee e che anche lei sta ancora combattendo.

                «Da quando l’avevo incontrata, senza neanche rendersene conto,
Baylee aveva strappato ogni menzogna e mi aveva restituito a me stesso.»

Baylee, una ragazzina schiva e all’apparenza inscalfibile, un genio dal quoziente intellettivo superiore alla media, non resta indifferente al fascino tenebroso che avvolge Colin Brooks. Si conoscono in circostanze deplorevoli, si rivolgono sguardi discutibili e pensieri impronunciabili, si ritrovano a condividere più segreti di quanti ne possiedano e senza che se ne accorgano, diventano l’uno il porto sicuro dell’altra.

Attrazione, passione, magia… forse amore, o chissà…

Non lo scopriranno mai.

  Una gelida notte di dicembre sarà l’unica cosa che ricorderanno, gelida come i loro cuori che smettono di battere allo stesso ritmo. Nell’istante in cui Colin fa a pezzi quello di Bee, anche il suo si schianta di prepotenza contro le stesse menzogne sussurrate a fior di labbra; mentre le squarcia il petto a suon di tagliente indifferenza, anche lui precipita in caduta libera e non prova nemmeno a salvarsi.

Sa già che, senza di lei, nulla vale più la pena. Né di splendere, né di vincere. Tantomeno di “sentire”.

Accadeva due anni e mezzo fa.

Non si sono più visti da allora e nessuno sa nulla dell’altro.

Ma dentro di loro, i sentimenti non hanno mai smesso di esistere, crescere e sedimentarsi. Neanche quando hanno provato a estirparli, nemmeno quando il dolore era così insopportabile da piegarli.

Nella biblioteca dell’università che entrambi frequentano, Colin rivede Baylee dopo quasi mille giorni di lontananza. L’ha desiderata ogni secondo in cui non poteva averla, si è odiato il doppio per averla lasciata andare. E ora, si perde nei suoi occhi e… qualcosa dentro di lui torna a posto.

Baylee ha la stessa lingua affilata e, se averlo rivisto le ha bloccato il respiro e svuotato i polmoni, ritrovarselo a meno di un metro ha anche riaperto vecchie cicatrici che riprendono a sanguinare.

                               «Lei era lo specchio in cui non volevo guardare
e io ero l’imperatore nudo davanti ai suoi occhi d’oro.»

Un romanzo dalle mille sfumature, che racchiude emozioni contrastanti e si snoda tra lacrime strazianti e risate di pancia. La penna di Miranda tocca le corde più sensibili dell’animo umano, con una delicatezza e maestria uniche, facendoci sognare sulle sue parole e vivere le storie insieme ai suoi personaggi.

La straordinaria capacità dell’autrice di disegnare ogni situazione nella mente del lettore e trasmettere sensazioni così forti da imprimercele nel cuore, è solo uno dei motivi per cui le sue storie ti restano dentro.

Il lato ironico offre slancio e leggerezza laddove il cuore inciampa in emozioni troppo forti, perché la combriccola dei giocatori di Wrestling è unica nel suo genere anche per questo. Sì, ragazzi, mi sono divertita un sacco a leggere i loro scambi di battute e non solo. Ma niente spoiler.

Non so se sono stata in grado di esprimere almeno la metà di ciò che mi ha lasciato questo romanzo, se sono stata all’altezza della bellezza di questo amore quasi impossibile, che sembrava non avesse più alcun motivo di esistere. Tranne uno. Il coraggio.

Vi invito a leggere questo libro, ma solo se siete pronti ad accogliere nel vostro cuore due personaggi che non saprete più lasciar andare. Cole e Bee di certo non usciranno mai più dal mio.

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