Come ci suggerisce il titolo stesso, l’odio è la componente principale di questo romanzo. Un sentimento forte e travolgente, che sa renderci fragili e volubili, ma a volte è anche in grado di far emergere la parte migliore di noi.

È su questo che l’autrice ha voluto giocare in questa storia, sulle infinite sfaccettature dell’odio e di quanto sia simile all’amore la sua intensità e la capacità di mandarci in confusione, addirittura di sopraffarci e dominarci. Non a caso si dice che dall’odio all’amore il passo è breve, e Tijan ce lo ha dimostrato ampiamente con questa sua nuova storia.

Dusty Gray, è una ragazza molto più forte di quel che crede; dopo la morte della madre e un periodo di crollo totale, è convinta di non saper sopportare più dolore di quanto non abbia già affrontato. Per provare a lasciarsi tutto alle spalle, mette quanta più distanza tra lei e la vita che vorrebbe dimenticare e si trasferisce in un’università in cui possa studiare biologia marina, che è la sua passione, e inseguire i suoi sogni. Se la definizione letterale del suo nome è Polvere Grigia, lei è pronta a ricominciare da capo e impedire che tale definizione venga attribuita anche a lei.

Per puro caso, finisce nella stessa città in cui ora vive e studia Stone Reeves, star nascente del football ed ex migliore amico di Dusty. Ma lei è determinata a non considerarla una complicazione, bensì un dato di fatto insignificante. Ignora dunque le insistenze della matrigna che la supplica di contattarlo, l’ossessione del fratellastro per quel personaggio del football in ascesa, e persino quando si ritrova con delle coinquiline odiose, ma patite di quello sport, non si serve del nome di Stone Reeves per rabbonirle.

Dusty finge di non conoscerlo. Non ha bisogno di lui. Ce la può fare da sola.

Anche se, lei lo sa, il vero motivo è un altro. Rivederlo significherebbe riaprire le ferite che lui le ha inferto tanto tempo fa. E Dusty non è pronta per quel passo. Non lo sarà mai.

Eppure, “mai” ha una vera connotazione soltanto nella nostra mente, ma di fatto non lo si può davvero proiettare nella realtà, così come non lo si può prevedere. Difatti, nessuno poteva immaginare ciò che stava per succedere di lì a breve, di come la vita stesse per sferrare un altro calcio feroce a Dusty.

In seguito a un incidente di auto, la ragazza rimane orfana per la seconda volta, perdendo il padre e la matrigna. E, ironia della sorte, sarà proprio Stone Reeves a doverle dare questa terribile notizia. Sarà lui a farsi carico di quell’orribile verità e ad aiutarla a non sprofondare di nuovo negli abissi della depressione. Sarà il suo nemico giurato a riportarla a galla da ogni attacco di panico e assicurarsi la sua incolumità.

Nel vortice di una tempesta come quella che sta vivendo Dusty, lui è fulmini e saette e poi un raggio di sole ingannevole, per poi tornare a tuonare e di nuovo a offrirle un po’ di calore.

Ed ecco che è proprio su questo punto che la lettura non mi ha del tutto convinta. Se da un lato ho compreso la caratterizzazione del protagonista maschile come star arrogante e impenetrabile, d’altro canto non mi sono trovata in sintonia con alcune scelte in determinate situazioni delicate, così come non sono riuscita a identificare Dusty come una sua priorità, se non nelle occasioni in cui poteva far valere il suo potere e la sua fama. La sua incoerenza continua potrebbe essere anche intrigante fino a un certo punto della storia, il contrasto evidente tra il fatto che lei sia il suo unico punto debole e il disprezzo che lui prova nei suoi confronti, però c’è un momento nella storia in cui questo gioco non regge più. Nella fase di innamoramento, l’orgoglio e il risentimento cedono il posto ad emozioni più belle e preponderanti e anche se tra Stone e Dusty questo avviene in parte, non sono riuscita a farmi travolgere in pieno da quelle emozioni. Allo stesso modo, non ho empatizzato al cento per cento con la protagonista: pur d’accordo con la sua voglia di rivendicare il proprio posto nel mondo e camminare a testa alta e sulle proprie gambe, alcune vote ho trovato il suo orgoglio e i comportamenti da esso derivanti un tantino infantili.

Ma forse questa sensazione deriva dal fatto che l’autrice abbia introdotto dei drammi molto seri e dolorosi in un romance, che in quanto tale ha il dovere di attenersi alla leggerezza e alla spensieratezza di quelle che sono le emozioni e i momenti dell’innamoramento. Forse questi due aspetti non si sono allineati e non hanno trovato un vero e proprio punto di incontro, lasciando così spazio ad alcuni dubbi o mancanze nel lettore.

Ciò non toglie che il romanzo è scorrevole e lo si legge in un soffio; una piacevole storia d’amore che si snoda tra dinamiche collegiali e l’incanto di quelle prime esperienze, con un pizzico di spicy e un finale da favola. Vi consiglio di leggerla, naturalmente, perché Dusty e Stone sono un vulcano in procinto di esplodere ogni volta che si vedono.

Al prossimo viaggio, friends 😉


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