Questo libro è stato come un viaggio inaspettato, come salire su un treno senza un biglietto e senza conoscere né fermate né destinazione. E non sai bene se stai scappando dalla quotidianità o se sei alla ricerca di te stessa, di certo non sospetti che questo viaggio, così breve eppure così intenso, riesca a portarti così lontano con la fantasia e così in profondità dentro di te.

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  Erano gli anni dell’adolescenza, quelli più belli e che ognuno, a modo suo, rammenta con un pizzico di nostalgia. Erano anche gli anni in cui la pelle di Sofia bruciava per davvero, ma in quel modo innocente in cui ti fa ardere il primo amore; ma Marco, il vero inferno, non lo aveva ancora conosciuto. Né il suo, né quello in cui sarebbe precipitata di lì a poco la stessa Sofia.

            Due ragazzini che si piacciono dal primo istante in cui si vedono, ma cercano di ignorare quel sentimento che mano a mano cresce nel loro petto. Perché accettarlo significa trasgredire alcune regole di quartiere non scritte, affrontarlo significa avere il coraggio di affrontare anche tutto il resto: le conseguenze, le persone che si sentirebbero tradite, gli sguardi della gente che non capirebbe e attaccherebbero sulla loro storia un’etichetta che, una storia come la loro, non si merita.

            Eh già, stiamo parlando di un quartiere di periferia della Sicilia, uno di quelli che ha dei ritmi propri e un caos che comprendi solo se lo vivi. Un posto dove le persone respirano illegalità e si nutrono di pregiudizi. Un luogo che è in grado di romperti senza mai chiederti scusa.

            Ma Sofia, in quel quartiere ci è nata e cresciuta, ha conosciuto la vera amicizia e fatto le prime esperienze; si è innamorata di Marco quando ancora non sapeva neanche bene cosa significasse, se non fosse stato per quella voragine nello stomaco ogni volta che lo vedeva e non poteva saltargli tra le braccia, ogni volta che lui la guardava con un’indifferenza che le faceva male da morire. Eppure, in fondo a quegli occhi grandi e colmi di speranza, c’era una luce che si accendeva soltanto quando questi si posavano su di lei.

            Una luce che, un giorno, qualcuno ha spento. L’ha distrutta, fatta a pezzi e calpestata.

            Non lo immagina nemmeno, Marco, che lui per Sofia è stato un faro nel buio. Anche quando non lo voleva, anche quando ha scelto di dimenticarlo, nella notte lei continuava a vedere ancora quella luce, persino a chilometri di distanza. Persino quando le faceva male. E Sofia sa, in cuor suo, che è stato soprattutto quella a salvarla. Ed è per quella che è tornata.

Ma quelle notti in cui era lontana sono state davvero tante, i momenti in cui guardava il cielo da una finestra che non era la sua e si chiedeva se anche lui facesse lo stesso pensando a lei, sono un’enormità. Quei momenti in cui si è sentita sola più che mai, abbandonata, gettata via come un problema di cui sbarazzarsi e un errore di cui vergognarsi. Marco non c’era quando lei veniva nascosta come un brutto sgarro, non ha asciugato nemmeno una delle lacrime strazianti che le ha bagnato le guance e non era lì a sorreggerla tutte quelle volte in cui ha sentito cedere le ginocchia. E per tutto questo, Sofia non sa davvero se sarà mai in grado di perdonarlo.

Ma che lo ami ancora è innegabile. E che il suo cuore prenda a pulsare di nuovo appena lo rivede, anche. Le emozioni che per due lunghi anni ha rinchiuso in un angolo profondo dentro di sé, le sente scoppiare tutte in una volta, un’esplosione così potente e violenta da piegarla.

            Una storia che mi ha tenuta incollata alle pagine come poche riescono a fare. Un viaggio doloroso, dove non tutte le sconfitte trovano giustizia e le perdite non sempre hanno una rivincita. Perché la vita non è una favola e Sara Purpura ce lo ha ricordato in ogni riga.

Una strada tortuosa, tutta ghiaia e salita da percorrere a piedi nudi. Ecco cos’è questo libro. E vorrei davvero poter dire che una volta arrivati in cima, il panorama sia stupendo. Per alcuni versi lo è, ma restano i piedi escoriati e un corpo provato dalla fatica, ad ogni angolo si perdono speranze e alcuni sogni si infrangono sui sassi che ci ostacolano il passaggio. Si arriva a destinazioni interi, con nuove prospettive e promesse da mantenere, con un sorriso più consapevole e una luce propria negli occhi che brilla più di prima. Ma quei pezzi di noi ai quali siamo stati costretti a rinunciare non ce li restituisce nessuno. Così come Sofia non avrà indietro parti di sé che le sono state rubate e, alcune delle quali, non ha avuto nemmeno il tempo di conoscere a fondo.

Perché leggere questa storia?

Perché ti farà male, ma ti mostrerà la cosa più importante: nessuno può distruggerti se non glielo permetti. Lo faranno in superficie, ma se il dolore che ti penetra nelle ossa lo sostituisci con la forza interiore che possiedi, niente e nessuno potrà davvero rubarti una vita che è solo tua.

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