In occasione del Salone internazionale del libro di Torino, che si svolgerà presso il Lingotto, dal 9 al 13 Maggio, abbiamo avuto l’occasione di parlare e promuovere de “La ragazza della fontana dell’Olmo“, dell’autrice Giuseppina Morano, cogliendo l’occasione per farle qualche domanda sul suo testo.

Iniziamo quindi a conoscerla meglio con questa intervista, in attesa del Salone e a entrare nel vivo della sua storia. Qualora voleste scoprire qualcosa di più sul libro, potete cliccare direttamente qui.

Ho conosciuto la vera storia dei miei genitori quando mia madre era morta ormai da molti anni.
Su mia richiesta, mio padre mi raccontò dove conobbe mia madre e come la conquistò alla fontana dell’Olmo di Cittanova. Erano anni turbolenti perché si respirava aria di guerra. Il conflitto della Seconda Guerra Mondiale li travolse con numerose vicissitudini. In quei racconti mio padre mi parlò del loro amore segreto, della guerra, e della sua lunga prigionia con gli americani in Africa.
Infine, del suo rientro a casa, che avvenne nel mese di luglio del 1946.

Insegnando nella scuola dell’infanzia crebbi molto…mio padre era solito venire a casa mia e fermarsi un po’, io intanto chiedevo di raccontarmi altri particolari della sua vita… lui ogni volta aggiungeva ricordi su ricordi, che io con calma inserivo al computer. Ma nel 1998 mio padre morì. Quei ricordi rimasero fermi, quasi come dimenticati. Durante gli anni d’insegnamento scrissi due storie, inventate insieme ai bambini di cinque anni: “Il paese felice” e “La gocciolina che vuole andare in America”. Dopo la mia pensione, nel 2012, li resi più ricchi di contenuti e li pubblicai. Avendo quei libricini in mano mi chiesi come sarebbe stato meraviglioso avere in mano il libro della ragazza dell’olmo. Così misi insieme tutti i ricordi e completai il racconto. Ho dovuto scavare molto e cercare nel profondo del mio cuore i ricordi ma ci riuscii.

In primis sono state le foto di quei tempi dei miei genitori e anche di alcune lettere del periodo. Per quanto riguarda la parte del contesto storico e dei personaggi politici di quel tempo, la mia breve documentazione fotografica è stata presa da libri di storia e internet. Ho inserito anche fatti di cronaca avvenuti in quei tempi, non letti da giornali ma raccontati da mia nonna materna, e spesso invito il lettore a cercare delle storie analoghe da loro raccontate e forse dimenticate. Spesso parlo anche rivolgendomi ai lettori perché purtroppo i fatti di femminicidio succedono anche oggi, nonostante affermando di amare l’altro non dovrebbero accadere più.

Ogni malattia autoimmune crea dei problemi e dell’ansia alla persona malata e alla famiglia.
Concentrandomi prima sull’insegnamento e in seguito allo scrivere non ho pensato al peggio.
Sono consapevole che l’artrite peggiorerà (lo vedo giorno per giorno), ma lo spirito sereno impegnato su cose che devi cercare dentro di te, tirarle fuori e raccontarle diventa un’ottima terapia. Anche scrivere poesie è molto rilassante. Se poi le pubblichiamo, a prescindere dal successo, è una grande soddisfazione personale.

I nipoti sono il futuro e sono una gioia continua. Sono i figli dei tuoi figli, puoi solo amarli, sia
essendo presente nella loro vita come “nonna” e anche attraverso i libri che scrivo.
Cerco di trasmettere quella serenità interiore che il “mondo di oggi” a volte non dà loro.
Capire che ogni persona ha una sua storia permetterà loro di crescere nella consapevolezza che dare il meglio di sé è la gioia più grande. Ricordo loro di lottare anche quando le cose non vanno come vorrebbero, il messaggio che do è quello di non smettere di cercare e migliorare sempre: “perché la storia fa parte della vita”.

Ringraziamo l’autrice Giuseppina Morano per essere stata qui con noi e averci concesso questa bellissima intervista.


0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *