In occasione del Salone internazionale del libro di Torino, che si svolgerà presso il Lingotto, dal 9 al 13 Maggio, abbiamo avuto l’occasione di parlare e promuovere de “La farfalla in rosa”, dell’autrice Anna Tarantello, cogliendo l’occasione per farle qualche domanda sul suo testo.

Iniziamo quindi a conoscerla meglio con questa intervista, in attesa del Salone e a entrare nel vivo della sua storia. Qualora voleste scoprire qualcosa di più sul libro, potete cliccare direttamente qui.

Il libro narra la storia di Martina adolescente di paese che realizza il suo sogno di lasciare la casa dei genitori e il paese per trasferirsi in una città dove studiare moda. Il titolo del romanzo La farfalla in rosa unisce l’amore per il colore rosa che la protagonista ha sin da bambina e l’idea della farfalla che nelle varie culture rappresenta l’idea di libertà e trasformazione.
La metafora importante è il volo della farfalla presente in tutto lo svolgimento del romanzo, perché da bruco, quale Martina si sente, vuole diventare “farfalla nuova con le ali rosa”.

Il libro è una bella fotografia della generazione Z e parla di sentimenti ed emozioni, una storia che fa bene al cuore; celebra inoltre la grande forza ed energia della gioventù.
Martina è un’adolescente sognatrice alla ricerca della propria identità, una ragazzina come ce ne sono tante: indossa vestiti particolari e ha una strana postura quando rientra da scuola. In conflitto con gli altri e con sé stessa, non si piace e passa ore davanti allo specchio.

A volte bugiarda, non molto studiosa, ha spesso contrasti con la mamma Caterina. Un personaggio realistico che si ispira alle adolescenti di oggi ma anche in fondo a quelle di ieri, come sono stata io, come siamo stati tutti noi. Ci dobbiamo chiedere come eravamo da giovani? Io mi sono anche divertita a scrivere di questa ragazzina i cui difetti adesso con gli occhi di un’adulta non sembrano gravi. Siamo stati tutti noi così.

Il romanzo narra di una crescita personale di una adolescente che diventa donna in un percorso non sempre facile, con imprevisti e scelte difficili.
Proprio a seguito del distacco dalla madre Caterina, secondo personaggio molto importante, inizierà la sua crescita personale e, in città, scoprirà un nuovo mondo che l’aspetta proponendole ogni tipo di esperienze di vita. La dura realtà tuttavia la metterà davanti a scelte difficili, come spesso accade a chi è costretto a cambiare progetti.

I temi principali sono il distacco, i sogni e il loro raggiungimento e il sacrificio.
Il sogno rappresenta la domanda drammaturgica finale: con intento realistico racconto le emozioni di Martina e di altre persone che trovano nel sogno e nella propria evoluzione la loro speranza. Il sognare importante a tutte le età e come contraltare del sogno, pongo la tematica del sacrificio: in una dimensione il più possibile onesta e sincera il romanzo nasconde anche una verità dura contrapposta allo stile leggero del romanzo, che senza distacco dalla famiglia i sogni non si realizzano.

Il romanzo celebra la forza della madre Caterina e di tutte le donne madri che potranno ritrovarsi in questo secondo personaggio molto importante. Le due donne sono state messe a confronto, anche per il grande salto generazionale che le divide.
Il “raccontare una storia” in uno stile lieve ed emozionale è stato di sicuro il mio obiettivo principale; fare uno scritto pulito senza eccessi né volgarità, nel rispetto anche di un target ampio e del lettore minore che potrebbe leggere il libro. Il “distacco” è stata di sicuro la parte più difficile da scrivere per il grande il trasporto emozionale che ha creato la scrittura.

Martina vive nel sogno di fare moda, in una dimensione reale in parte ma anche onirica.Abiti da lei preparati indossati da immaginarie modelle sfilavano sulla passerella, in una leggiadria di tessuti e movenze, tutto inconsistente come in un sogno.” scrivo nel testo.

Il sogno di fare moda non è solo quindi l’obiettivo finale di Martina, ma è anche la dimensione in cui lei vive giornalmente.
La moda come valenza estetica ed artistica ma anche come rifugio per l’adolescente Martina che nella vita di tutti i giorni fa fatica a relazionarsi. Quindi più che un mondo di moda, è un mondo di sogno in cui la moda, come potrebbe essere la pittura, o la scultura, sono elementi decorativi. Un mondo etereo, impalpabile, a tratti non reale.

Io sono autrice di racconti di tema sociale e socio –culturale che a seguito di contest o concorsi letterari sono stati pubblicati. Lo scritto nasce circa due anni fa, come ampliamento di due racconti che avevo scritto essendo io autrice di racconti. Il romanzo costituisce uno “spazio” considerevole rispetto al racconto, da riempire ma la scelta di cosa inserire risulta spesso difficile. Stendo prima l’idea germinale anche con poche battute e poi la sviluppo.

Avevo molte idee ma alla fine ho dovuto fare delle scelte narrative. Forse la cosa più impegnativa nella redazione è stata quella di eligere cosa dire, in un’ottica di una narrazione che doveva anche far riflettere.

Due miei racconti sono stati selezionati a seguito di concorsi letterari e saranno presenti negli Stand delle case editrici.

  • L’insegna dell’osteria che verrà pubblicata in Antologia Racconti a tavola 2024, dall’Historica edizioni;
  • Ada e l’eterna giovinezza che verrà pubblicata nell’antologia “Donne connubio tra forza e fragilità” dalla Atile edizioni;

Ringraziamo l’autrice Anna Tarantello per essere stata qui con noi e averci concesso questa bellissima intervista.


0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *