Questa affermazione fa abbastanza paura. Il pensiero di non potersi, o addirittura di non doversi mai fidare di nessuno è deprimente. Se lo si circoscrive a un gruppo di migliori amiche che dovrebbero, per concessione del concetto stesso, volersi bene e poter contare l’una sull’altra in qualsiasi occasione, è persino peggio.

Liz, Amy, Mo e Samy sono inseparabili sin dall’infanzia. Quel tipo di amiche che creano un muro contro il resto del mondo, in caso di necessità. Quel tipo di amiche che ti proteggerebbero in ogni caso, anche mettendo a repentaglio la propria incolumità. Fisica e psichica.

Ma è davvero così? Lo farebbero a ogni costo, anche se ciò le danneggerebbe?

Ecco, questa domanda è il filo conduttore dell’intero romanzo. Questa, e un segreto inconfessabile che aleggia sulle loro vite dal momento in cui hanno spezzato ogni legame e interrotto i contatti.

Cosa potrebbe mai spingere un amore così profondo a evaporarsi nel giro di una notte, lasciandosi dietro solo polvere e dolore? Qualcosa per cui è decisamente meglio soffrire che continuare ad amare.

Ognuna di loro, su basi più o meno solide, si è costruita una nuova vita. Nuove conoscenze, un nuovo status sociale, mura di protezione più spesse dietro le quali trincerarsi.

Ma da se stessi non si può fuggire. Quando i sensi di colpa sfondano quella barriera difensiva che hai elaborato con tanta cura e il passato imperversa su un presente fin troppo precario, lanciandovi ombre spaventose e altre addirittura pericolose, non c’è nulla che tu possa fare per impedire la catastrofe.

La festa delle brave ragazze è un romanzo che ti pone continuamente, e intendo dalla prima all’ultima pagina, di fronte a quesiti senza risposte. Ma non solo, è in grado di far emergere in superficie la parte più oscura di te e indurti a riconoscerne le potenziali forme di pazzia. Sì, voglio chiamarla così, quella parte di noi che agisce in preda al panico o alla disperazione.

A ogni capitolo ero certa di aver capito, che la soluzione fosse fin troppo scontata, ma puntualmente accadeva qualcos’altro in quelle poche pagine che mi riportava punto e a capo, confondendomi le idee e costringendomi a rifare un recap generale della storia per non perdere di vista gli elementi a disposizione.

Un thriller avvincente, vibrante e imprevedibile, che vi terrà incollati dall’inizio alla fine.

Trecento pagine di pura suspense mozzafiato.

Un tornado di mezze verità e omissioni, nel quale verrete catapultati a velocità esponenziale.

E una volta finiti nell’occhio del ciclone, niente e nessuno vi salverà.

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