Il ladro di baci – L. J. Shen

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E rieccoci con un nuovo appuntamento tutto a tema romance! Oggi parliamo de “Il ladro di baci” di L. J. Shen, edito da Always Publishing.. Vi consiglio caldamente i loro romance, a me fino ad ora non mi ha deluso nulla! Uscito il 14 Gennaio, è svettato dritto nelle vette dei miei romance preferiti, ma andiamo con ordine passando prima dalla trama.

Un bacio rubato a una principessa. Due re in cerca di vendetta. Tre vite intrecciate. Figlia di uno degli uomini più influenti di Chicago, a diciannove anni, Francesca ha sempre vissuto dentro una gabbia dorata con un futuro ben delineato davanti a sé: ciò che la aspetta non è il college, bensì un matrimonio organizzato. E lei è già certa dell’uomo che sceglierà tra i suoi pretendenti, il suo amore di infanzia. La sera della sua presentazione in società, Francesca è pronta a donare il suo primo bacio ad Angelo ma invece, complice il buio della notte nera di Chicago, la giovane si ritroverà con l’inganno tra le labbra del perfido senatore Wolfe Keaton. Il giovane senatore Wolfe ha ordito un piano di vendetta nei confronti del padre di Francesca: il suo primo passo sarà ricattarlo per avere la mano di sua figlia. Francesca si ritrova così costretta a sposare Wolfe, e il suo intero mondo crolla. Il senatore incarna tutto ciò che la giovane donna disprezza in un uomo: arrogante, spietato, ambizioso e donnaiolo, una persona senza scrupoli. Eppure la ragazza scoprirà ben presto che sotto la corazza di cinismo e antipatia che Wolfe Keaton si è costruito c’è molto, molto di più. L’unico desiderio di Francesca è tornare tra le braccia di Angelo, l’unico obiettivo di Wolfe è la vendetta. Ma forse entrambi hanno sottovalutato il potere dei sentimenti che provano l’uno per l’altra. Sullo sfondo di una Chicago fiabesca in mano a famiglie illustri e potenti, si dipana una storia dal gusto antico e sognante, narrata da personaggi moderni. Il ladro di baci è un romanzo autoconclusivo e non è collegato a nessuna serie.

Secondo me qui ci troviamo di fronte ad una nuova storia che ha qualche sfumatura che ricorda, appunto, la saga de “50 sfumature di grigio”. Non so perché, ma il protagonista Wolfe mi ricordava moltissimo un sicuramente più sobrio Christian Grey, non in tutto, però c’era qualche ispirazione che l’autrice sicuramente ha preso dalla famosissima saga.
Il romance è scritto molto bene, in pieno stile romance da divorare, quindi dialoghi un po’ surreali, situazioni e scene portati un po’ all’inverosimile, ma con capitoli che si susseguono così velocemente che in men che non si dica ti ritrovi alla fine con ore passate sul libro, senza sapere come questo possa essere successo, è una lettura molto veloce e coinvolgente per chi apprezza il genere, senza ombra di dubbio. Se inizierete a leggerlo e vi ritroverete con i primi capitoli un po’ più lenti o che magari vi travolgono poco, vi posso dire di aspettare e dargli una chance, anche per me è stato così! Lo ammetto, all’inizio mi aveva presa molto poco, pensavo di aver preso un buco nell’acqua, ma dopo la prima introduzione e i primi capitoli, la storia prende un ritmo costante e travolgente, una alternarsi fra colpi di scena e scene che fanno sognare ad occhi aperti, la noia sicuramente viene scacciata via dalle emozioni. Vi consiglio caldamente questo romance, il senatore Wolfe Keaton aspetta solo che voi.

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Il giardino degli incontri segreti – Lucinda Riley

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Rieccoci dopo un po’ di tempo tornare sui libri della Riley. A questo giro recensisco “Il giardino degli incontri segreti”, edito da Giunti Editore e uscito nell’ormai lontano 2010. Insomma, come ben sapete, dopo aver letto “La lettera d’amore” e “Il segreto della bambina sulla scogliera“, mi sono innamorata di questa autrice, del suo modo di scrivere e delle sue storie, da amante anche del romance un po’ drammatico. Andiamo con ordine e veniamo prima alla trama.

Da bambina Julia Forrester ha trascorso molte ore felici nell’incantevole tenuta di Wharton Park, dove suo nonno coltivava con passione le specie più rare ed esotiche di fiori. Quando un terribile incidente sconvolge la sua vita, Julia, ormai bella e affermata pianista, torna istintivamente nei luoghi della sua infanzia, nella speranza che la aiutino a capire che direzione prendere, come è avvenuto in passato. Da poco, la tenuta di Wharton Park è stata rilevata dall’affascinante e ribelle Kit Crawford, che durante i lavori di ristrutturazione ha trovato un diario datato 1940, forse appartenuto al nonno di Julia. E mentre con l’avanzare dell’inverno la tensione tra Julia e Kit cresce di ora in ora, Julia si rivolge alla nonna Elsie per scoprire quale verità si nasconda dietro quelle pagine annotate. Ed è così che un terribile segreto sepolto per anni viene alla luce, un segreto potente, che ha quasi distrutto Wharton Park e che è destinato a cambiare per sempre anche la vita di Julia.

Come al solito, la scrittura della Riley mi coinvolge e mi tiene incollata al libro, c’è poco da fare. Io amo il romance, ma non quello semplice, ma quello con un po’ di dramma, un po’ travagliato, che fa un po’ soffire.. Lo so, sarò un po’ masochista, ma è così, poco posso farci davvero. La Riley quindi mi offre esattamente ciò che mi piace, con una scrittura fluida e coinvolgente, sebbene abbia comunque trovato dei difetti in questo libro, rispetto agli altri che invece ho trovato simili alla perfezione per quanto concerne i miei gusti.
Vi dirò un po’ questi difetti, pur ricordando che a me la scrittura ha coinvolto ugualmente, ma ad un lettore un po’ meno appassionato, sinceramente capisco che possa invece non piacere o non concordare con certe scelte. Il primo difetto riscontrato è senza dubbio la lunghezza. Non tanto perché è lungo, ma quanto perché verso la fine si ha un po’ la sensazione che siano stati aggiunti eventi e colpi di scena messi ad HOC per allungare il brodo, che non è mai cosa piacevole da riscontrare in una lettura. Il secondo difetto è sempre legato a questo: per allungare la storia di un centinaio di pagine almeno, è stato aggiunto un colpo di scena.. si può dire assurdo? Non dico che sia totalmente improbabile, per carità, ma l’ho trovato decisamente forzato e un po’ inutile. Inoltre succede proprio verso la fine, io l’ho trovato fuori contesto e troppo forzato per apprezzarlo, il carattere e alcune cose di alcuni personaggi erano portati veramente allo stremo, in una situazione poco plausibile.
Il finale non posso dire che sia a sorpresa perché era abbastanza scontato da metà libro in poi, ammetto che forse anche questo è un po’ esagerato e forzato, ma ehi, io l’ho amato soprattutto per questo. Essendo un dramma un po’ tormentato e surreale per tanti aspetti, avere un finale diverso sarebbe stato.. strano.
Ultima cosa, ma meno importante delle altre, è senz’altro il titolo. La traduzione italiana non ha alcun senso ed è assolutamente fuorviante. Vi giuro che arrivata alla fine del libro non ho ancora capito quali fossero questi incontri segreti nel giardino. Poco chiaro e fa intendere davvero tutt’altro, per come è impostata la trama, beh, non c’entra proprio nulla. Non che sia qualcosa di vincolante, per carità, però non è mai carino avere queste diversità.
Insomma, se avete letto le altre mie recensioni dell’autrice, capirete che questo libro rispetto a quelli è un po’ più sottotono, ma risale anche a 10 anni fa, dopo l’autrice magari era anche meno esperta, e anche se non fosse, un libro un po’ più giù degli altri, in una fitta carriera ci può sempre stare, non pensate? Nonostante tutto quello che vi ho detto, a me è piaciuto molto e mi ha coinvolta fino alla fine, l’ho divorato, in tutta la sua lunghezza nelle pagine, e, a modo mio, sono riuscita comunque ad apprezzare i personaggi, sebbene non sia entrata perfettamente in empatia con tutti. Ho letto anche recensioni di chi diceva che una dei protagonisti della storia era cattiva e vendicativa, per me è una di quelle con cui sono rimasta più in empatia, quindi direi che è tutto davvero molto soggettivo e soprattutto, essendo ambientato in un periodo storico come la Seconda Guerra Mondiale, devo dire che giudicare diventa troppo anche per il lettore più ardito. Insomma, a voi l’ardua sentenza dopo questo sproloquio, che ne pensate?

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Amici nerd, ho trovato quello che fa al caso nostro!

L’articolo di cui parlo, lo trovate qua su Amazon!

Buongiorno miei cari amici nerd. No, oggi non vi sto recensendo nessun libro, film o telefilm, ma sono qui per darvi un consiglio. Dopo aver traslocato, nella camera da letto mi sono ritrovata una parete, momentaneamente, totalmente bianca. No televisione, perché in casa ne abbiamo già due. Quindi che fare per guardare una serie TV o un film comodamente sotto le coperte? Specialmente in questo bel periodo freddo? Beh, la mia testa ha pensato ad un bellissimo PROIETTORE!
Ho passato tuuuutto il sabato sera a cercare informazioni per avere un buon rapporto qualità/prezzo, perché volevo spendere non molto, ma avere una qualità ottima, almeno di video, che è la base. Sull’audio ci si può lavorare attaccandoci altro, ma se il video fa pena.. Non si possono fare miracoli!

Immagine dimostrativa presa da Amazon

Sono di conseguenza approdata su di lui, il VANKYO Leisure 470 Proiettore WiFi, e ve lo mostro perché sono davvero molto contenta e gasata di questo acquisto, trovato nelle offerte di natale, per giunta, me lo sono portata a casa ad un prezzo veramente stracciato e secondo me meritava di essere consigliato per tutti gli amanti di film e telefilm, che vogliono portare un po’ la magia del cinema a casa propria.
Non è perfetto, ha qualche difetto, ma secondo me per quello che costa e considerando il prodotto, è davvero molto vantaggioso.

Immagine illustrativa presa da Amazon

Ci si può attaccare qualsiasi cosa, molti cavi come quello HDMI o quelli audio, sono inclusi già nella valigetta con cui arriva. Quindi si può utilizzare con un portatile, un PC fisso, uno smartphone classico, una Chromecast o una Fire Stick.. Davvero la qualsiasi ci si può collegare agilmente. E’ molto intuibile, si capisce l’utilizzo anche senza leggere le istruzioni, grazie anche al telecomando incluso (venduto senza batterie) che è come quelli normalissimi delle televisioni classiche, da cui si può abbassare e alzare il volume, mettere pausa, cambiare canale, ecc.

“Inside out” è stato un ottima cavia, completo di cane dormiente in basso e vestiti in disordine davanti

La sua pecca, perché chiaramente qualcosa dovrà pur avere, sennò non sarebbe nella fascia economica dei proiettori, è che ha l’audio un po’ imbarazzante. Mentre si ascolta ci si passa sopra alla fine, ma a primo impatto per me è stato un po’ destabilizzante, devo essere sincera. Tuttavia rimane godibile e a prezzi accessibili, subito o con il tempo, ci si potrà pur sempre attaccare una soundbar o un qualsiasi dispositivo audio con una qualità più elevata. Come vi dicevo prima, tuttavia, sull’audio, si può sempre intervenire, quindi la cosa principale è che abbia una qualità video buona perché su quella non si potrebbe fare niente altrimenti. Nell’immagine qui accanto vi allego una foto di come si vede sul muro su cui lo proietto, con tanto di cane dormiente in basso, per farvi capire la qualità, in una stanza buia. Anche in penombra i colori rimangono più che vividi, ma anche in piena luce comunque non è malaccio, rimane discretamente godibile. Ovviamente se la piena luca è quella naturale, con lampade accese o qualsiasi altro dispositivo di illuminazione artificiale, rovina l’effetto, ma questo è logico anche per proiettori di fascia medio/alta.

Niente, vi volevo consigliare questo gioiellino quindi perché secondo me merita davvero moltissimo e ci voleva un post per farlo conoscere a più persone possibili, perché ad un prezzo ragionevole (da listino costa 180, ma è spesso in offerta su Amazon, io ad esempio l’ho pagato 110!) possiamo avere tutti a casa un simil cinema discretamente soddisfacente, che di questi periodi, male non fa insomma. Cosa ne pensate? Vi ho messo un po’ di voglia ora?

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Il quaderno dell’amore perduto – Valérie Perrin

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Eccoci tornati a parlare d’amore, perché non ce n’è mai abbastanza. Torniamo a parlare d’amore con “Il quaderno dell’amore perduto” di Valérie Perrin, uscito questa estate 2020, edito dalla casa Editrice Nord. Cosa ha attirato il mio sguardo verso questo romanzo in libreria? La copertina, il titolo. Il titolo forse più di tutto, mi ha rubato il cuore prima ancora di leggerlo e, moltissime persone, su Instagram mi hanno detto che valeva veramente la pena leggerlo. Insomma, chi sono io per tirarmi indietro? Assolutamente nessuno. Così l’ho letto e non potevo fare cosa migliore. Andiamo tuttavia per ordine.

La vita di Justine è un libro le cui pagine sono l’una uguale all’altra. Segnata dalla morte dei genitori, ha scelto di vivere a Milly – un paesino di cinquecento anime nel cuore della Francia – e di rifugiarsi in un lavoro sicuro come assistente in una casa di riposo. Ed è proprio lì, alle Ortensie, che Justine conosce Hélène. Arrivata al capitolo conclusivo di un’esistenza affrontata con passione e coraggio, Hélène racconta a Justine la storia del suo grande amore, un amore spezzato dalla furia della guerra e nutrito dalla forza della speranza. Per Justine, salvare quei ricordi – quell’amore – dalle nebbie del tempo diventa quasi una missione. Così compra un quaderno azzurro in cui riporta ogni parola di Hélène e, mentre le pagine si riempiono del passato, Justine inizia a guardare al presente con occhi diversi. Forse il tempo di ascoltare i racconti degli altri è finito, ed è ora di sperimentare l’amore sulla propria pelle. Ma troverà il coraggio d’impugnare la penna per scrivere il proprio destino?

Come vi dicevo prima, in tanti mi hanno detto quanto valesse questo libro, così ho deciso di leggerlo quanto prima. Devo essere sincera però, all’inizio non sono riuscita ad appassionarmi. L’autrice ha un modo di narrare e raccontare la storia che non mi faceva impazzire, non riuscivo a trovare un ritmo e un significato a questo modo strano di raccontare, a volte mi sono un po’ confusa. Questo è accaduto per i primi capitoli circa. Dopo, quando ho preso il ritmo dell’autrice e mi sono adattata, devo dire che non sono più riuscita a staccarmi e mi sono appassionata veramente moltissimo alla storia che mi ha lasciata senza fiato, proprio come copertina, titolo e trama mi avevano promesso.
Alla conclusione, tuttavia, sono rimasta un po’ interdetta, non sono sicura di aver compreso il finale e di averlo interiorizzato, mi sono sentita un po’ incompleta, come se fosse stato tagliata via qualche pagina. Insomma, un rapporto di amore-odio quello che ho avuto con questo libro, ma alla fine i rapporti migliori non sono anche quelli un po’ litigiosi? Ecco, questo è il mio pensiero su questo romanzo. L’ho amato, tantissimo, ma infondo anche un po’ odiato, ma senza ombra di dubbio, è uno di quelli che, proprio per questo, hanno lasciato il segno e non è mica questo l’obbiettivo di un libro? Io credo proprio di sì.

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La magia del ritorno – Nicholas Sparks

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Eccoci qui con un nuovo libro di Nicholas Sparks di cui parlare. Quest’oggi vi parlo del nuovo libro uscito questo anno “La magia del ritorno“, uscito il 30 Giugno 2020, edito come sempre da Sperling&Kupfer per un totale di 400 pagine. Aspettavo questo momento come un bambino aspetta il Natale perché quando sta per uscire un nuovo libro di Sparks sono sempre su di giri e non vedo l’ora di averlo fra le mani e leggerlo, sebbene alla fine aspetto sempre il momento giusto prima di finirlo. Andiamo con ordine e vediamo la trama.

Per Trevor Benson, i più bei ricordi d’infanzia sono legati alle estati trascorse a New Bern, nel North Carolina, dove il nonno gli ha insegnato a pescare, a prendersi cura delle api, e ha provato a spiegargli cosa vuol dire innamorarsi. È a lui che il nonno, recentemente scomparso, ha lasciato in eredità la vecchia casa di legno accanto al fiume, ed è proprio lì che Trevor decide di trasferirsi temporaneamente prima di iniziare una nuova vita. Rimasto gravemente ferito in Afghanistan, ha infatti dovuto abbandonare la professione di chirurgo e trovare una nuova strada. Se i segni sul corpo sono quasi spariti grazie a una lunga serie di interventi, nulla può cancellare però le ferite dell’anima. In quell’estate sospesa tra un capitolo e l’altro della sua esistenza, due incontri inattesi giungono a sorprenderlo: quello con Callie, una ragazzina inquieta e sfuggente che sa qualcosa sulle circostanze misteriose della morte di suo nonno, ma è restia a dirgli la verità; e quello con Natalie, una giovane ed enigmatica poliziotta per la quale Trevor sente nascere un sentimento profondo, ma che sembra avere paura d’amare. Avvolto da una rete di segreti che non riesce a districare, Trevor decide di fidarsi dell’istinto, come gli consigliava sempre il nonno, e intraprende così una ricerca che lo porterà a cogliere il significato più profondo dell’amore e del perdono e lo ricondurrà al centro esatto del suo cuore. Perché a volte, per andare avanti, è necessario ritornare al punto in cui tutto è cominciato.

Ed eccoci arrivati alla nota dolente, uno di quei momenti che pensavo non sarebbe mai arrivato: quando il tuo autore preferito ti delude (trovate il podcast inerente alla situazione esattamente qui). Sì, perché è questo che mi è successo leggendo questo libro. So che magari vado contro corrente perché in realtà ho letto molte recensioni positive, ma a me questo libro, proprio non mi ha convinta. Non sono riuscita a trovarci un feeling, l’ho trovato scarno di pathos, di emozione. I due protagonisti mi sapevano già di visto, come se Sparks avesse convogliato in questi due poveri disgraziati le caratteristiche di tutti i protagonisti delle sue storie migliori.
La storia a tratta mi è risultata noiosa, banale e scontata, non sono proprio riuscita ad apprezzarlo, ne all’inizio, ne tanto meno alla fine che ho trovato la conclusione forse peggiore della storia stessa tanto fosse prevedibile e buttata un po’ lì così. Non avrei mai pensato di recensire così un libro del mio autore preferito, ma d’altronde, diamo a Cesare quello che è di Cesare, mentirei a me stessa se vi dicessi cose differenti, davvero.
Sono convinta tuttavia che qualche opera sottotono gliela posso anche perdonare, volendo perché ha scritto tanti libri, tutti molto belli, che toglievano il fiato, quindi posso perdonarlo per ora, ma spero vivamente che ritrovi se stesso ed il suo talento perché non voglio pensare sia ormai al fine della sua carriera e che stia continuando a scrivere solo per inerzia, penso che noi fan che lo supportiamo da così tanti anni non ce lo meritiamo per niente.
Detto ciò, se voi l’avete letto e vi è piaciuto, sono veramente contenta per voi perché non è bello ritrovarsi così delusi dal proprio autore preferito, dietro al quale riponiamo sempre così tante speranze. Cosa ne pensate? Vi è mai successo di essere così delusi?
Vi comunico tuttavia che resterò fiduciosa per il prossimo, sono pronta a passarci sopra, per Sparks questo e altro.

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Noi in un istante – Jewel E. Ann

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Benritrovati carissimi lettori, oggi recensiamo un bellissimo romance, quindi.. amanti delle storie d’amore, venite a me, ho qualcosa per voi!!
Ebbene sì, oggi recensiamo un romance, dopo un po’ di tempo, mi sembrava giusto. Quello di cui vi parlo è “Noi in un istante” di Jewel E. Ann, edito Always Publishing, uscito esattamente OGGI 19 Novembre 2020. Ho avuto la fortuna di leggerlo in anteprima e letteralmente adorarlo. Andiamo per gradi, vi dico prima la trama!

Tutto sembra passeggero quando hai vissuto una tragedia sconvolgente, ed è così per Henna Lane fino al momento in cui incontra Bodhi Malone durante un festival musicale.  Giovani e impulsivi, si innamorano a prima vista e si lasciano trasportare dall’esaltante esperienza che condividono, con la consapevolezza che il loro istante è destinato a concludersi. Quando lui è costretto a partire senza dirle addio, Henna è convinta che non riuscirà mai a dimenticarlo. Ma poi torna al liceo e incontra il nuovo consulente per l’orientamento: il signor Bodhi Malone. Sconsiderati, riuniti dal destino, Henna e Bodhi non riescono a fare a meno di cercarsi, toccarsi e amarsi. Ma adesso il loro è un rapporto assolutamente proibito e quando i segreti non potranno più essere celati, Bodhi si troverà di fronte a una scelta: seguire l’amore o continuare a occuparsi delle proprie responsabilità. Ferita da un amore tanto profondo quanto crudele, Henna decide di seguire il suo sogno e di vivere una vita il più intensa e piena possibile, anche se lontano da Bodhi. Eppure, col passare del tempo, imparerà che l’esistenza non è un viaggio o una meta, e che alcune esperienze sono destinate a durare più di un solo effimero istante. Ma se Henna decide di tornare per lui, Bodhi sarà finalmente disposto a volerla accanto a sé?

Il destino li fa incontrare, la vita li divide perché tutto è temporaneo… tranne l’amore vero.

Dopo un periodo di astinenza da lettura, sono tornata con questo spumeggiante e drammatico romance. Sì, lo definirei a tratti drammatico perché è una storia un po’ tormentata, ma.. Insomma, a chi non piacciono le storielle un po’ tormentate e romantiche? Io le amo, l’ho letto tutto d’un fiato questo ultimo weekend in lockdown e non ho avuto pace finché non l’ho concluso. L’ho vissuto a pieno, in ogni tormento della protagonista, che ho davvero adorato e apprezzato dall’inizio alla fine. Sì perché Henna è un personaggio femminile forte, risoluto e pieno di sì, a tratti forse un po’ arrogante, ma eternamente sincera, impaziente e senza peli sulla lunga, mi ci sono rispecchiata davvero moltissimo in lei, l’ho compresa e capita quasi sempre (eccetto per alcune cosucce, ma piccolezze). In un periodo simile, mi piace leggere di personaggi femminili così forti ed indipendenti, non scordando, nonostante tutto, il suo bisogno di essere amata.
Che dire di Bodhi? Un bel personaggio, un completamento perfetto oserei dire per quello di Henna, insieme li ho trovati veramente perfetti, ho avuto le farfalle nello stomaco durante tutta la lettura, è uno di quei libri che ti fa credere un po’ ancora nel principe azzurro e ti fa sentire le farfalle allo stomaco.
La lettura è fluida, semplice e molto veloce, cadenzata da un rimbalzo fra la narrazione dei due protagonisti che aiuta a rendere il tutto dinamico e poco pesante. Ogni capitolo, inoltre, ha un piccolo pulmino (quelli stile hippie) con il nome del narratore del momento. E’ una cosa che ho apprezzato tantissimo, è molto carino, in pieno stile romance e perfettamente inerente alla storia. Il libro ha poco più di 300 pagine, lo potete davvero leggere tutto d’un fiato, in men che non si dica, vi ritroverete felici e contenti alla fine, con un bel sorriso stampato in faccia, garantito.
Se ti piace il romance, questo deve assolutamente essere il tuo prossimo!

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Dormire in un mare di stelle VOL. 1 e VOL. 2 – Christopher Paolini

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Eccoci tornati finalmente con una bellissima recensione. Insomma, torno proprio con il botto, dopo questo periodo di assenza dovuto un terribile trasloco da dover effettuare. Così, ancora fra uno scatolone e l’altro, mi sono ritrovata a tornare a leggere, innamorandomi follemente di questa storia. Come avrete già intuito dal titolo, mi riferisco ai due capitoli di “Dormire in un mare di stelle” di Christopher Paolini (l’autore di Eragon, giusto un libretto insomma), uscito da pochissimo, Ottobre 2020, edito da Rizzoli.
Come vi ho detto tante volte, di norma non amo il genere fantascientifico, ma molto dipende dalla “penna” dell’autore e come decide di impostarne la storia. In questo caso mi è piaciuto molto proprio perché è ambientato, ovviamente, in uno scenario di questo genere, ma la cosa non mi ha disturbata perché non è fatto in modo eccessivamente scientifico, ad esempio, come mi è capitato nei libri di Andy Weir, l’autore che ha scritto “L’uomo di Marte”, da cui è stato tratto un bellissimo film con Matt Damon. I suoi libri non sono mai riuscita a concluderli per questo. Se siete come me, potrete leggere tranquillamente questi due volumi di cui vi vado a parlare!

Trama Vol. 1 (Da Amazon)

È l’ultima missione nello spazio per la scienziata Kira Navárez. Semplici rilievi di routine su un pianeta non ancora colonizzato. Il sogno di un futuro d’amore con Alan sta per realizzarsi. Ma il giorno della partenza accade qualcosa di inatteso. Qualcosa di terribile. Spinta dalla curiosità, Kira si imbatte in un reperto alieno. Il terrore la invade quando il pulviscolo intorno a lei comincia a muoversi. Una guerra universale è alle porte, e Kira è trascinata nelle profondità della galassia in un’odissea di scoperte e trasformazioni. Lei ha dalla sua compagni formidabili e un coraggio immenso. Ma soltanto fidandosi davvero di se stessa potrà affrontare il destino a cui è chiamata e combattere per i propri simili. Sarà il secondo volume di questa visionaria impresa di Christopher Paolini a svelare fino a dove si spinge il viaggio di Kira, quali conflitti dovrà superare il genere umano per sopravvivere, nel vasto mare di stelle. 

Trama Vol. 2 (Da Amazon)

È l’ultima missione nello spazio per la scienziata Kira Navárez. Semplici rilievi di routine su un pianeta non ancora colonizzato. Ma il giorno della partenza accade qualcosa di inatteso. Qualcosa di terribile. Spinta dalla curiosità, Kira si imbatte in un reperto alieno. Il terrore la invade quando il pulviscolo intorno a lei comincia a muoversi. Una guerra tra le stelle è alle porte, e Kira è trascinata nelle profondità della galassia in un’odissea di scoperte e trasformazioni. Lei ha dalla sua compagni formidabili e un coraggio immenso. Ma soltanto fidandosi davvero di se stessa potrà combattere per i propri simili e affrontare il suo prodigioso destino.

Ovviamente, se leggete il primo capitolo, non dovete perdervi il secondo. Per me è stato un dolce compagno per il periodo in cui mi ha accompagnata, non poco visto che entrambi hanno qualche pagina, sono due bei volumi, ve lo assicuro: 691 pagina il primo e 490 pagine secondo, vi terrà un’ottima compagnia. Dato che ci aspetta inevitabilmente tanto tempo a casa, vi posso già dire che vi potete fare questo bel regalo.
Il libro si presenta molto scorrevole e dettagliato, narrato in terza persona. Fin da subito è possibile instaurare una forte empatia con la protagonista Kira, che è una donna davvero determinata ed indipendente, personalmente mi è davvero piaciuto moltissimo il suo personaggio e come l’autore l’ha plasmata anche nel corso della storia di entrambi i due volumi.
La trama, di per sé, è abbastanza impegnativa, anche per la mole di pagine e di storia, ma scorre via in modo piacevole e non pesante, l’autore riesce a non perdersi dei frammenti nella narrazione, questo lo ha reso un libro molto adatto anche a chi, come me, non ama moltissimo il genere.
Se siete invece già degli appassionati di fantascienza, sono più che certa che riuscirete ad amarlo ancora più di me.
Nel corso della narrazione, inoltre, l’autore fa porre al lettore anche delle riflessioni in generale sulla natura umana delle cose e sul mondo, quindi oltre ad essere un ottimo intrattenitore, avremo anche piacevoli spunti a riguardo, cosa che personalmente amo molto. Sono convinta che, senza risultare pesanti, è giusto porre sempre una riflessione in una storia, che sia una cosa appena accennata, in modo da lasciare la scelta al lettore, o più profonda, in modo che il romanzo ci possa lasciare il segno, anche indirettamente.
In conclusione mi sento di consigliare questi due volumi, anche se vi approcciate per le prime volte a generi come questo. Qual ora non dovesse piacervi.. il genere non fa proprio per voi, ma intanto provate a buttarvi anche voi in un mare di stelle.

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50 mila pagine diventa un PODCAST!!

Ebbene sì, come vedete dal titolo, 50 mila pagine ora è diventato anche un podcast! Ci trovate su tutti i principali siti di distribuzione podcast, come Spotify ( QUI il link), per citarne uno fra i più utilizzati!

Di cosa parla il Podcast??
Di nerdate. No, sul serio. Nerdiamo di brutto in ogni episodio, parliamo di libri, film, telefilm, in modo ironico, ma anche serio, ma senza prenderci troppo pesantemente.

Quando esce?
All’incirca ogni venerdì pomeriggio esce un nuovo episodio, pronto pronto per gustarselo nel weekend!

Da dove nasce questa idea?
Beh, l’idea principalmente nasce dalla voglia di chiacchierare e di parlare di queste tematiche. Le storie di Instagram iniziavano a starmi un po’ strette, così ho deciso di parlare a ruota libera di tutto quello che mi passava per la testa.

Ci trovate QUI SU SPOTIFY! Non perdetevi i prossimi episodi!!

Cosa ne penso dell’ultima serie Netflix “Emily in Paris”?

Dopo aver tanto sentito parlare di questo telefilm in ogni blog e in ogni social, mi sono convinta anche io a dare una possibilità a “Emily in Paris“. Netflix mi ha letteralmente tampinato finché non ho premuto play, me lo consigliava alla fine di ogni telefilm, film, in gigante nella home, insomma, me lo sono ritrovata davvero dovunque. Con un’azione di marketing tale, avrei mai potuto resistere? Ovviamente no, ve lo dico io. Così mi sono data alla visione.

La trama da dituttounpop.it

Emily lavora a Chicago come responsabile del marketing di una società. Quando la sua compagnia acquisisce un’azienda a Parigi, Emily viene mandata per rinnovarne l’immagine social. La nuova vita di Emily nella ville lumière è ricca di avventure ad alto tasso alcolico e sfide sorprendenti che la vedranno impegnata a conquistare i colleghi di lavoro, farsi nuovi amici e destreggiarsi tra nuove storie d’amore.

Che cosa penso di questo nuovo telefilm marcato Netflix? Sinceramente mi è piaciuto abbastanza, ho trovato la trama molto simpatica e bella, seppur non molto originale e piena di cliché. Sì, perché è pieno di cliché non solo sulla Francia, ma sull’Europa in generale. Penso che gli autori avrebbero dovuto informarsi un po’ di più prima di fare questa serie, non tanto perché io mi senta offesa dalla cosa, ma ci sta che abbia creato malumore in molti e che sia stata molto discussa. Una delle cose che mi è rimasta più impressa a riguardo? Il bidet. Sì, perché nel telefilm suppongono che in Francia avere il bidet sia una cosa comune e normalissima, quando in realtà anche loro non sanno neanche cosa sia a momenti. A me ha fatto un po’ sorridere la cosa, ma a tanti, questo miscuglio falso di cliché non è piaciuto e, onestamente, posso anche capirlo.

Questo piccolo dettaglio a parte, il telefilm è piacevole, Netflix lo inserisce nel genere drammatico, ma a me sembra più una commedia rosa, seppur con qualche dramma, ma è abbastanza ironico e divertente sotto molti punti di vista.
Dopo aver visto Lily Collins in “Fino all’osso“, mi ha fatto piacere vederla in panni più leggeri e genuini, non mi dispiace come attrice, anche se non ho apprezzato moltissimo la sua doppiatrice italiana, ma ci passo sopra tranquillamente, era in ogni caso molto simpatica e piacevole. In più farei una menzione ai vestiti e ai look creati su di lei perché spiccavano veramente tantissimo nel background parigino e, secondo me, hanno aiutato a rendere davvero molto particolare il tono di questa serie, oltre al fatto che lei era bellissima con ogni vestito addosso. Non sono solita notare queste cose, ma in questo telefilm era così di spicco che era impossibile non pensarlo!

In conclusione mi sento di consigliarvela se vi piace il genere perché non ve ne pentirete, ma non guardatelo per prendervela su tutti i cliché che gli americani hanno nei confronti di noi europei, godetevi la visione così come viene e lasciamogli certe assurde convinzioni per loro, senza toglierci il piacere di una serie TV per niente male.

Due gocce d’acqua – Nicola Rocca

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Qualche settimana fa, girovagando per i libri consigliati nel mio abbonamento di Prime Reading, quella piattaforma che comprende l’abbonamento a Prime di Amazon, che include libri, ma anche Prime video, con tante serie originali e non, ho trovato questo thriller psicologico che mi ha incuriosita molto dalla trama. E’ di un autore italiano, Nicola Rocca, con cui ho anche avuto il piacere di chiacchierare, ed ho letto il suo “Due gocce d’acqua“, uscito nel 2016. Vi riporto qui la trama che mi ha catturata nel marasma di libri consigliati!

Chantal ha sempre avuto tutto dalla vita. Affetti, amore, serenità e gioia. Poi, nell’ultimo anno, la vita ha smesso di sorriderle, togliendole tutto ciò che prima le aveva donato. Un giorno, però, la fortuna torna a bussare alla sua porta. In chat conosce Alfredo, titolare di un Bed & Breakfast in Toscana. I due chattano per qualche giorno, parlando del più e del meno. Infine, lui le propone un lavoro al B&B. È una grande occasione, ma significherebbe trasferirsi a cinquecento chilometri da casa. Non è una scelta semplice. Chantal mette sul piatto della bilancia i pro e i contro, e accetta la proposta di Alfredo. Due giorni dopo si trova al Bed & Breakfast. L’approccio non è dei migliori: quel posto è lugubre, isolato e sembra dimenticato da Dio. L’intenzione di Chantal sarebbe quella di tornarsene da dove è venuta. Ma una soleggiata giornata di febbraio le fa cambiare idea. E poi c’è lui, Alfredo: una persona a modo, cortese, gentile. E molto, molto carino. Così Chantal decide di restare.Tutto sembra filare liscio, fino a che un giorno non è costretta a recarsi al paese. Lì sente le voci che girano. Quel B&B è maledetto. C’è qualcuno che si aggira lì attorno. Che rapisce, stupra e uccide le ragazze che lavorano al B&B. Chantal si sente mancare. Sarebbe più semplice fare i bagagli e sparire. Ma qualcosa le dice che non potrà farlo, fino a che non avrà confermato o smentito quelle terribili voci.

Ho trovato questo thriller spigliato e inquietante. Penso che in alcuni punti ci sia del margine di miglioramento, per il modo in cui vengono presentati i vari personaggi, ma per me è stata davvero una piccolezza perché la storia mi ha angosciata fino alla fine, non riuscivo a capire di chi potessi fidarmi. Questa sensazione è durata praticamente fino alla fine quando, inaspettatamente, è arrivato un pazzesco colpo di scena. Davvero, non avrei saputo fare di meglio, il finale è stato quello che ha posato la ciliegina sulla torta di questo thriller psicologico. Quando ho finito il libro ero sconvolta, ve lo posso giurare sui miei thriller preferiti (vi può bastare come giuramento? Io credo di sì!).
Sottofondo perfetto di questo libro è stata assolutamente la Toscana, essendo ambientato in un B&B sperduto in questa regione, rende il tutto così reale e veritieri da inquietare!
Reputo che sia un libro adatto anche a chi, di norma, non ama i thriller, perché è davvero molto leggero e piacevole per tanti. I capitoli sono brevi e concisi, si legge molto velocemente come libro, potete non fare i timidi e tuffarvi totalmente in questa lettura, c’è anche un tocco di romance, che sinceramente non fa mai male e tiene alta l’attenzione sulla trama.
Sicuramente leggerò altro di questo autore perché reputo che meriti davvero moltissimo, ha le carte in regola per scrivere grandi thriller.