Godzilla – King of the monster

Uscito in tutte le sale italiane il 30 Maggio 2019, “Godzilla – King of the monster” è il secondo capitolo dedicato a Godzilla, film collegato a “Godzilla” e “Kong: Skull Island“, diretto da Michael Dougherty. E’ stato reso molto celebre per avere, fra i suoi protagonisti, la bravissima Milly Bobby Brown, la ragazza che interpreta Undici nell’ormai famosissima serie Tv originale Netflix “Stranger things”.

Emma Russell lavora per l’organizzazione cripto-zoologica Monarch per rintracciare e studiare i Titani, giganteschi mostri simili a divinità che un tempo dominavano la Terra. Lei e sua figlia Madison assistono alla nascita di una larva gigante soprannominata Mothra. Emma calma la creatura con il dispositivo ORCA che è in grado di emettere frequenze che solo i Titani possono ascoltare. Mothra diventa docile, finché un’organizzazione di eco-terroristi, guidata da Alan Jonah, attacca il sito e rapisce sia Emma che Madison. Mothra riesce a fuggire e a formare un bozzolo sotto una cascata.
Quando Monarch scopre che il prossimo obiettivo di Jonah è in Messico, vengono contattati da Emma, che rivela il suo coinvolgimento con Jonah e afferma che risvegliare i Titani è necessario a salvare il mondo, convinzione alimentata dopo aver perso il figlio Andrew durante l’attacco del 2014 a San Francisco. Tuttavia, nulla va proprio secondo i piani.

Prima di dire qualsiasi cosa, devo specificare che ormai inizio ad odiare sempre di più i trailer. In questo caso, quello rilasciato in tutte le sale a precedere il film vero e proprio, erano presenti delle scene che nel film non c’erano neanche. Queste scene facevano sembrare il film un’altra cosa. L’altro trailer rilasciato, invece, conteneva tutti i colpi di scena e tutte le cose più belle del film. Che modi sono questi, dai.
Fatta questa piccola e dovuta precisazione, il film mi è piaciuto molto. E’ pieno di azione, di scontri fra titani, di colpi di scena. Con gli effetti speciali si sono davvero superati, ci sono davvero tantissime scene che sono bellissime. I combattimenti veri e propri fra i mostri sono molto caotici, ma d’altronde ci sta, si stanno scontrando due… cosi enormi grandi quanto grattacieli, come potrebbe essere tutto limpido e chiaro? Mi è piaciuto anche che abbiano fatto riferimenti espliciti a vari problemi attuali nel mondo. Lo so, ormai li mettono in tutti i film, ma d’altronde la cinematografia è un altro metodo di comunicazione, è giusto che si cerchi di passare messaggi anche in film di puro intrattenimento come questo.
La cosa negativa, per me, è stato che hanno tagliato tutti i ponti che collegavano questo film al primo, del 2014. Insomma, che bisogno c’era tutto sommato? Considerando che l’hanno prossimo uscirà un altro (e forse ultimo?) capitolo dedicati ai mostri “Godzilla vs Kong”, era bello avere collegamenti con i film precedenti.
Detto ciò, se vi piacciono i film dei mostri e di puro intrattenimento e di azione, non potete perdervi questo nuovo capitolo dedicato a Godzilla. Ogni combattimento vi terrà con lo sguardo incollato allo schermo, essendo davvero ben fatti.

Aladdin (2019)

Dopo “La bella e la bestia” e “Dumbo“, è arrivato il turno di “Aladdin”. Lo ammetto, “Dumbo” l’ho saltato perché sinceramente a vederlo al cinema avrei pianto per un’ora e mezza. Mi prende proprio nel profondo come cartone e temevo di viverla troppo male. Lo guarderò con calma sulla TV. Diversa è stata la sorte di “Aladdin” che, al contrario, non vedevo l’ora di vedere. Esce il 22 Maggio 2019, co-scritto e diretto da Guy Ritchie ed è la versione live-action del celebre cartone animato del 1992. Interpreti di questa storia abbiamo nomi del calibro di Will Smith ed una notevole Naomi Scott.

La trama faccio a meno di scriverla, non credo esista persona al mondo che non conosce questa storia.

Un film notevole, mi è piaciuto discretamente. Dico discretamente perché non amo particolarmente quando vengono cambiate le parole di canzoni così famose che le conoscono anche i sassi. Ti ritrovi al cinema a cantarle come uno scemo quando… “Ah no, è diversa“, ma te ne freghi e continui a cantare l’originale! Inoltre, per quanto riguarda le canzoni, ho trovato che ci fossero davvero un po’ troppe canzoni e troppi balletti. Per carità, il cast è bravissimo, sono stati notevoli, ma i primi venti minuti di film sono composti da tre canzoni con tre balletti. E lo dico da persona che ama i musical e le canzoni nei film, quindi sono anche contenta, ma in questo caso riconosco che fosse un po’ troppo.
La celebre scena de “Il mondo è mio” è un qualcosa di strepitoso e molto emozionante, ho avuto la pelle d’oca tutto il tempo, la bambina che è in me è uscita prepotentemente ed era sul tappetto insieme ai protagonisti a sorvolare il mondo. Altra scena emozionante è stata di una canzone che è stata aggiunta (perché rispetto al cartone ci sono state varie aggiunte di questo tipo) che s’intitola “La mia voce“. Mi ha emozionata ancora di più e, inoltre, è anche molto attuale. E’ il risultato di una Jasmine meno principessa della favole e più donna moderna. Sì, perché il suo personaggio ha subito questo tipo di cambiamento. Se nel cartone abbiamo una Jasmine perfettamente in linea con tutte le altre principesse, in questo live-action abbiamo la versione 2019 della stessa: una donna che combatte, che non sta zitta, che fa sentire, appunto, la sua voce e non la fa spegnere da nessuno, come dice la canzone stessa. Un risvolto molto femminista che molti hanno considerato fuori luogo, ma a me invece è piaciuto. Un film per bambini con una donna diversa da “voglio solo il mio principe” non è sicuramente una cosa che salverà il mondo, ma pone un altro tassello alla causa.
Sempre per quanto riguarda il personaggio di Jasmine, non ho apprezzato totalmente la scelta di Naomi Rivieccio per il canto italiano, non perché lei non sia brava, anzi, ha una voce pazzesca, ma l’ho trovata molto poco da Jasmine, come voce. Non ci stava proprio bene, essendo Naomi Scott una donna minutina, elegante, nei panni di una principessa come questa, la voce di Naomi Rivieccio stonava un po’, era molto forte rispetto alla vista. Però sicuramente si tratta di una sottigliezza, quando si ascoltano le canzoni, la sua voce rimane pazzesca!
Ho apprezzato abbastanza anche Will Smith nei panni del genio. Lo ammetto, ero un po’ scettica, ma ha dato un tono divertente al genio della lampada, rendendo piacevole il film proprio a tutti, grandi e bambini.
Inoltre, gli scenari erano bellissimi, molto suggestivi, hanno ricreato Agrabah in modo molto fedele e pazzesco, gli effetti speciali rendevano il tutto ancora più pazzesco. Dopo la prima parte del film, più musicale che altro, mi sono entusiasmata di più nel secondo tempo, siamo entrati nel vivo dell’azione, con un Jafar molto molto simile a quello originale.
Insomma, sembra davvero che sia tutto al suo posto, eppure non sono uscita dal cinema urlando “Wow, che figata pazzesca”, anche se veri e propri difetti e cose da criticare non ce ne sono più di tante. Gli sarà mancato quel qualcosa in più, ma rimane comunque un film da vedere, per risvegliare il bambino che è in noi.

Hellboy (2019)

Nuovo film di Hellboy, che non ha nulla a che vedere con i due precedenti. Tabula rasa, guardiamo questo film per quello che è.
Questo è lo spirito con cui sono andata a vedere “Hellboy“, uscito al cinema l’11 Aprile 2019, presente ancora al cinema oggi. Chiaramente è tratto da un fumetto, diretto da Neil Marshall, con protagonista David Harbour! Per chi non sapesse chi è: è l’attore che interpreta Hopper in Stranger Things, la serie TV originale Netflix!!

Nel Medioevo, la malefica Regina di Sangue Nimue scatena una piaga mortale in Inghilterra fino a che Mago Merlino e Re Artù non la fermano decapitandola con Excalibur per poi smembrarla e spargere i suoi resti in tutto il paese.
Oggi, Hellboy, detective del BPRD (Bureau for Paranormal Research and Defense) che protegge la Terra dalle creature sovrannaturali che la minacciano, è chiamato in Inghilterra per combattere tre giganti infuriati. Qui scoprirà le sue origini e dovrà vedersela con Nimue, la Regina di Sangue, un’antica strega resuscitata dal passato e assetata di vendetta contro l’umanità. Hellboy dovrà cercare di fermare Nimue con ogni mezzo, in un epico scontro per scongiurare la fine del mondo.

Difficile durante la visione del film non fare paragoni con i film precedentemente realizzati di Guillermo Del Toro, ma avendoli visti comunque tempo fa, penso di non essermi fatta condizionare troppo, tutto sommato.
Nel complesso il film mi è piaciuto abbastanza, sebbene qualche difettuccio lo abbia. Il primo e colossale difetto è che è troppo crudo. Caspita, io non mi impressiono troppo facilmente durante i film, ma alcune scene sono davvero spietate e sconvolgenti, non lasciano davvero niente all’immaginazione essendo totalmente prive di censura! Credo dovesse essere vietato ai minori di 14 anni o cose così, perché dubito fortemente che un bambino possa guardare determinate scene e non rimanerne toccato. Io da piccola me le sarei sognata di notte, non sto scherzando! Alcune parti vengono sdrammatizzate dalla verve umoristica di Hellboy e, distraendo un po’ da quello che avviene, risultano piacevoli e più sopportabili, alcune fanno davvero ridere molto.
David Harbour nelle vesti di Hellboy? Adoro. Mi è piaciuto moltissimo, divertente, ironico… molto particolare! Anche per quanto riguarda il trucco, è davvero notevole. L’hanno fatto davvero molto brutto, seriamente! Forse, e dico forse, lo preferisco un po’ a quello delle versioni precedenti che non mi avevano impressionato troppo, difatti le ricordo proprio pochino.
Durante tutta la durata del film non si risparmiano battute e scene divertenti, quindi nel complesso risulta un film piacevole, scene crude a parte. Sicuramente ci sarà un seguito, è annunciato praticamente alla fine della pellicola.
Una menzione particolare la vorrei fare per alcune scene molto suggestive e davvero pazzesche. Nella mente ho ancora impressa la scena di Hellboy con la spada infuocata e le corna… davvero fantastico e ben fatto!
Se volete vedere un film divertente e piacevole, e non siete troppo impressionabili a sangue e cose di questo tipo, dovete assolutamente guardarlo!

Avengers – End game

Il 24 Aprile 2019 siamo stati testimoni dell’evento dell’anno. O degli ultimi 11 anni, quando circa tutto iniziò? Uno di quegli eventi in cui potremo dire e vantarci dicendo “IO C’ERO“. Sì, ma sarà stato tutto così bello per davvero? Parliamone.
Oggi parlo di “Avengers – End game“, l’ultimo film dedicato agli Avengers, l’ultimo dove abbiamo avuto la fortuna di vedere tutti i super eroi che abbiamo imparato ad amare nel corso degli ultimi anni. Diretto da Anthony e Joe Russo, il seguito di “Avengers: Infinity War” prometteva di essere un film epocale già da molto prima che uscisse. Dopo neanche due giorni dalla sua uscita, infatti, aveva già sbancato guadagnando più di 5 milioni solo in Italia. E’ stato ed è tutt’ora un evento mondiale, che ha coinvolto tutti, anche chi fino ad ora non si era mai interessato alla serie di film Marvel. Grosse campagne di marketing dunque sono state fatte per questo evento dell’anno.

Questa, secondo me, è fra le immagini più belle!

In breve, dopo che Thanos, nel capitolo precedente, aveva annientato il 50% della popolazione, gli Avengers superstiti cercheranno di porre rimedio a questa catastrofe che ha colpito tutto il mondo.

Dividerò questa recensione in due parti, una neutrale, per chi non ha ancora visto il film, ed una con qualche spoiler che vi segnalerò debitamente. Grandi campagne #nospoiler infatti sono state fatte per questo film e, per quanto mi riguarda, non voglio essere da meno.
Sono andata a vedere il film il 24 Aprile alle 21:00, il giorno dell’uscita vera e propria, avevo prenotato i biglietti con settimane di anticipo, appena sono stati messi disponibili e la sala era piena, zero posti disponibili per nessuno dei sette spettacoli organizzati dal cinema durante la giornata. Così anche per i giorni successivi, per farvi capire quanto è stato grande questo evento!
Veniamo al dunque, senza tanti giri di parole. Chi segue il nostro profilo Instagram saprà già che cosa penso riguardo a questo film e non è un mistero, ma chi ci legge qui e basta lo saprà solo ora. A me il film non è piaciuto. Capiamoci però, non fa schifo. Il film è ben fatto, gli effetti speciali sono sempre qualcosa di superlativo che lasciano senza fiato. La storia a tratti è accattivante, anche se si alterna con momenti un po’ piatti che allungano di moltissimo il film. Non condivido le scelte che sono state fatte per questo finale che, lo ammetto, tutt’ora non riesco a farmi passare il senso di amaro.
Il film dura tre ore, ma era facilmente fattibile in due. Le prime due ore mi sono risultate un po’ piatte, a tratti noiose. Il pensiero di molti, anche in sala, era “sì, ok, ma quando arriviamo al dunque?“, per farvi capire che, almeno, non è stato solo un mio pensiero o di chi era con me! Mi sento quasi colpevole nel dire che non l’ho apprezzato, ma purtroppo non posso farne a meno. Reputo il capitolo precedente, “Infinity War“, nettamente superiore a questo, quando doveva essere il contrario. Mi aspettavo grandi cose da “End game“, essendo l’ultimo e dovendo dare una degna fine ai film che ci hanno accompagnati negli ultimi undici anni.
Ok, se non hai ancora visto il film, puoi fermarti qui. Il resto delle mie valutazioni sono spoilerose, vado nello specifico nel dire cosa non mi è piaciuto, quindi intanto ti auguro buon film, spero che ti piaccia e, se ne avrai voglia, torna su questo articolo a visione avvenuta per completarne la lettura. Buon “END GAME” a tutti!


ALERT SPOILER!



Se sei sceso fin qui, smettila subito, non leggere, torna su, vai a vedere il film e poi riapri questa sezione. Non ingannare, non si guardano gli spoiler di una cosa così epocale, va goduta con la propria testa, senza saperne nulla.






Quello che meno ho amato di questo film è stata la scelta di far morire Iron Man. Iron Man era il mio preferito e, senza ombra di dubbio, non solo il mio sicuramente. Era il super eroe più amato da tutti, la scelta di chiudere questa epoca con la sua morte mi ha un po’ rovinato tutti i film precedenti. Che bisogno c’era di ucciderlo? Ok, potrete anche dire “tutto è iniziato con lui, tutto finisce con lui” e potrei anche darvi ragione, ma non riesco ad accettarlo in ogni caso. Credo che sarebbe stato molto più coerente vedere Captain America sacrificarsi per la causa, piuttosto che Tony. Per carità, la scena in cui schiocca le dita dicendo “Io sono Iron Man” è una delle scene più belle degli ultimi tempi, un emozione indescrivibile, ma me ne sarei dovuta andare dalla sala in quel preciso istante. Ditemi quello che volete, sarò una voce fuori dal coro, ma non mi andrà mai giù e ci vorrà del tempo prima che riesca a riguardare i vecchi film, sapendo questo.
Non mi è piaciuta molto la scelta di ricercare le gemme per due terzi del film. Le scene epocali erano quelle con TUTTI i supereroi insieme, che si riducono a 20/30 minuti di tutto il film! Dopo undici anni ci meritavamo di meglio, la battaglia finale è meravigliosa davvero, i due eserciti che si scontrano visti dall’alto, è tutto bellissimo, ma non hai neanche il tempo di godertelo che è già finito. Neanche il tempo di goderseli tutti insieme, che erano le scene che più attendevo..
Ultima cosa non gradita e poi concludo sennò diventa davvero troppo lungo questo articolo, è stato come hanno reso inutili i personaggi di Hulk e Thor. Ma seriamente facciamo? Thor, il dio del tuono, che fine ha fatto? Dov’è finito quell’eroe indistruttibile conosciuto e amato nei primi film dedicati a lui? All’inizio del film incazzato e duro, lo riconoscevo, ma anche quello è durato molto poco. Da “Thor: the Ragnarok” mi pare proprio abbia fatto una discesa terribile il suo personaggio, quando in realtà è un personaggio più che cazzuto, passatemi il termine. L’hanno reso stupido, cosa che non è, e pure panzone, senza alcun cenno di ripresa, neanche alla fine. Su Hulk stesso discorso, anche in “Infinity War” è stato un personaggio quasi inutile.
Per quanto riguarda il sacrificio della Vedova Nera credo sia stato l’unico un po’ sensato alla fine, in tutto il film. Si è ritrovata lì con Occhio di Falco per recuperare la gemma dell’anima… Cosa doveva fare, poverina?
Voi cosa ne pensate? So che in molti la considerano una degna fine di tutta la saga, ma io non riesco proprio a farmelo andare giù, anche a costo di andare contro corrente. Tutto sommato sono invidiosa di chi la pensa in modo diverso da me perché di sicuro è rimasto più soddisfatto e contento di questa conclusione, a me ha deluso solo moltissimo le aspettative.

After – Il film

L’11 Aprile 2019 esce al cinema il film “After”, tratto dall’omonimo romanzo di Anna Todd. Prodotto dalla stessa Anna e diretto da Jenny Gage e distribuito da 01 Distribution.
Premetto di non aver letto il libro, ma per curiosità sono andata a vedere il film al cinema, essendo tratto da un libro molto famoso e noto.

Tessa Young è una giovane studentessa di diciotto anni pronta per il suo primo anno di college. La vita di Tessa però verrà stravolta non appena conoscerà Hardin Scott, un bel giovane studente universitario dal carattere ribelle, rude e freddo, opposto a quello di Tessa. Tra i due giovani ci saranno continui contrasti e tumulti, tanto che finiranno per odiarsi, ma ben presto capiranno che tra loro ci saranno più cose in comune di quanto entrambi potessero immaginare.

Sarò molto breve per questa recensione, lo prometto. Non ho molto da dire tutto sommato perché è una commedia semplice, con nulla di particolare. Ho raccontato le mie prime impressioni nelle storie sul profilo Instagram, appena finito di vederlo e in molti, tramite messaggio privato, mi hanno spiegato un po’ le differenze fra il film ed il libro, ma a quello arriviamo dopo.
Il film, come dicevo, è molto semplice, una storia comunque già vista molte volte, è una commedia/dramma piacevole e gradevole. Una visione prevalentemente dedicata ad un pubblico giovane, ma non disdegnato da nessuno a cui piace qualcosa di un po’ frivolo e spensierato. Sinceramente non so quanto valga la pena vederlo al cinema, vederlo comodamente da casa secondo me è l’ideale per risparmiare soldi. La storia a tratti è prevedibile, battute scontate, neanche il tempo di dirle che già le avevo in testa, però insomma, come io da ragazzina impazzivo per High School Musical, è giusto che adesso si impazzisca per film del genere, diciamocelo!
Per quanto riguarda le differenze fra film e libro, so che sono molto marcate, che hanno stravolto molto i personaggi e la trama stessa, per cui di fedele c’è molto poco tutto sommato, l’hanno reso più commerciale e più vendibile.
Insomma, se vi piacciono questi film un po’ semplici, brevi e con storie d’amore romantiche e travagliate al punto giusto e non avete altro da vedere al cinema, ci può stare. Altrimenti vi conviene vedere dell’altro ed aspettare di vederlo comodamente da casa vostra!

Shazam

Dopo “Aquaman“, eccoci qui a parlare di un altro supereroe targato DC Comics! “Shazam” esce il 3 Aprile 2019, prodotto da Warner Bros, DC Entertainment e New Line Cinema, distribuita da Warner. Zachary Levi è l’interprete del supereroe in questione, ma fatemi nominare la breve ed incisiva partecipazione di Adam Brody, che ha reso molto felice la quindicenne che è rimasta in me che ha amato la serie televisiva “The O.C“!

Nel 1974, Thaddeus Sivana è in macchina con suo padre e suo fratello mentre discutono animatamente sulla sua immaturità. All’improvviso viene trasportato magicamente alla Rocca dell’Eternità, un tempio magico ubicato in un’altra dimensione. Qui incontra il mago Shazam, l’ultimo del consiglio dei Sette Maghi che, ormai anziano e con poche forze per tenere a bada i Sette Peccati Capitali imprigionati in sette statue che li raffigura è alla ricerca di un puro di cuore che possa prendere il suo posto, ma dopo che Thad cede alle tentazioni delle statue, lo rimanda al suo posto perché non è degno di tutto quel potere.
Al giorno d’oggi, Billy Batson è orfano da molti anni, ha passato varie famiglie affidatarie, da dove è sempre scappato per andare alla ricerca di sua madre che lo abbandonò quando era molto piccolo. Adesso è costretto a stare con la famiglia Vasquez che ha dato una casa a tanti ragazzi bisognosi come lui. Una sera, tornando a casa, Billy viene trasportato nella dimensione della Rocca dell’Eternità, dove mago Shazam vede in lui un cuore puro e decide così di passargli i suoi poteri prima di morire. Ora Billy si ritrova ad avere molte responsabilità, ma non sa se ne è all’altezza.

Inutile dire che sono andata al cinema con poche aspettative. Ho letto pareri molto discordanti, ma io già dall’anno scorso, che avevo letto di questa uscita, ero poco fiduciosa. Ci ho preso in pieno, vi starete chiedendo (o forse no, ma ve lo dirò comunque? Ni. Sì e no. Ho trovato il film molto bello e gradevole almeno fino a metà. Ci sono alcuni scambi di battute che funzionavano molto bene e facevano ridere seriamente ed altri che erano banali e visibilmente forzati. Avete presente l’effetto “Thor: the Ragnarok”? Ecco, la stupidità di alcune scene era molto simile. Tutto ciò, comunque, sommato ad una grafica eccezionale e a degli effetti molto ben fatti, l’hanno reso godibile per la maggior parte del tempo. L’ho visto in una sala Atmos, quindi anche l’audio amplificato con i bassi al punto giusto hanno reso la visione nettamente migliore. Cos’è successo dopo metà film? Mah, che non cambiava mai niente. Di norma da questo genere di film mi aspetto azione, almeno nella battaglia finale con il solito cattivo, ma alla fine in questo caso non è mai arrivato nulla di tutto ciò. La versione giovane di Shazam e la versione adulta erano qualcosa di non sensato. Billy, ragazzino di 15 anni, era molto più maturo di Shazam, la sua versione adulta, che era un completo imbecille. Ok, per un ragazzino basso e magrolino, un po’ insicuro, che si ritrova nel corpo di un uomo bello, muscoloso e con i superpoteri, ci sta, ma non per tutta la durata del film. La storia non è mai evoluta, è rimasta piatta, tant’è che nell’ultima parte mi sono assolutamente annoiata!
Detto ciò, mi auguro fortemente sia stato solo l’inizio e che nel prossimo faranno molto meglio di così e che rendano giustizia anche a questo supereroe.
Nota positiva comunque è stato il rapporto fra Billy e Freddy, il suo fratellino disabile della casa famiglia, davvero degno di nota.
In conclusione sì, film gradevole, con buone possibilità di miglioramento, magari anche grazie alla vicinanza di colossi come Batman, Superman, WonderWoman, ecc.

Captain Marvel

A distanza di una settimana dalla sua uscita, sono andata a vedere al cinema “Captain Marvel“. Come già ormai è stata ben più che pubblicizzata alla fine di “Avengers: Infinity War“, è fondamentale vedere questo film prima del capitolo conclusivo di questi ultimi. Quindi prenotate subito al cinema e andate a vederlo, se il film non vi farà impazzire, sarete comunque andati per una buona ragione! Avete bisogno di altre ragioni? Brie Larson è davvero di una bellezza indicibile e, con il vestito di Captain Marvel è una figa pazzesca!

Vers non ricorda nulla del suo passato, ma come le ricorda costantemente la Suprema Intelligenza, leader dei Kree, loro l’hanno dotato di poteri incredibili e per questo deve servire il suo popolo a tutti i costi. Durante una missione vengono attaccati dagli Skrull, alieni mutaforma in guerra da molto tempo con i Kree. Nell’imboscata gli Skrull riescono a rapirla e la sottopongono ad un interrogatorio mentale per ottenere le informazioni che gli servono, anche se lei stessa non sa cosa stiano cercando con certezza.
La situazione degenera, Vers riesce a liberarsi e a scappare e durante il suo inseguimento finiscono sul pianeta C53: la Terra. Qui Vers incontra Fury, che abbiamo già visto giusto in qualche film. Sulla Terra gli Skrull cercano una cosa ben definita e Vers spera di arrivarci prima di loro o le conseguenze potrebbero essere molto gravi.

Nel complesso mi è piaciuto, ma ha dei difetti, senza ombra di dubbio. Ho trovato, innanzitutto, un po’ sotto tono gli effetti grafici, rispetto a tanti altri film Marvel. In alcuni momenti si vedeva che era puro computer quello che si c’era e, da un film così pubblicizzato e così importante per “Avengers: End Game“, mi aspettavo molto di più sotto questo punto di vista.
Una delle cose che ho apprezzato è che si è differenziato un po’ da tutti gli altri. Dopo più di dieci anni a vedere i film iniziali di un supereroe un po’ standard e puramente introduttivi alla sua nascita, acquisizione dei poteri e via discorrendo, ci stava dare una bella svolta e cambiare approccio. In questo caso abbiamo sempre modo di vedere la sua nascita, il modo in cui diventa Captain Marvel, ma a piccole dosi. Il film parte nel pieno dell’azione e nel corso della storia, l’introduzione della protagonista avviene come un puzzle, un pezzo per volta che piano piano va a incastrarsi per formare l’immagine finale e, in questo caso, la storia completa. Un approccio che, a mio parere, tiene la tensione alta, non crea momenti di “vuoto” o scene troppo statiche di pura narrazione, come capita in altri film introduttivi di un super eroe.
Il film scorre piacevolmente fino quasi alla fine. L’ho apprezzato moltissimo e mi stava davvero stupendo perché, onestamente, non mi aspettavo tanto, non avendomi mai realmente appassionato la storia di Captain Marvel. Questo stupore è durato per un po’ finché non sono arrivata a venti minuti dalla fine, circa, che hanno rovinato un po’ tutto, per me. Hanno un po’ troppo strafatto e, per quanto l’idea di donna così forte e bella mi piace e vorrei essere anch’io così, risulta un po’ troppo eccessiva, sotto ogni aspetto. Di forza, di aspetto, di tutto.
In conclusione, il film comunque è piacevole e l’attrice nei panni di Carol è stata molto brava, dando un tono molto particolare e la giusta estetica a questa super eroina coi fiocchi. Secondo me, al fine di vedere ed apprezzare realmente “Avengers: End Game“, è necessario vedere questo film perché avrà sicuramente una parte più che fondamentale.

The titan – Netflix

Abbiamo già appurato che Netflix ormai sta andando verso la direzione fine del mondo e similari. Credo che l’80% dei film che sforna negli ultimi tempi, siano dedicati a fine del mondo, scenari apocalittici e via dicendo. Oggi parliamo di “The titan” che non è assolutamente da meno!
The titan” esce nel 2018, diretto da Lennart Ruff con protagonisti Sam Worthington e Taylor Schilling.

Siamo nel 2048. La Terra è seriamente in difficoltà e non riesce più ad ospitare la vita come un tempo. L’Uomo l’ha messa troppo sotto sforzo ed ora ne sta presentando il conto che è piuttosto amaro. Rick Janssen è il pilota dell’aeronautica militare americana e viene scelto per partecipare ad un esperimento di evoluzione forzata che promette di trasformarlo in un superumano in grado di sopravvivere su Titano che è un pianeta diverso dalla Terra e molto più ostile. Questo esperimento, nonostante vada a buon fine, metterà in serio pericolo la vita della famiglia Janssen.

La prima cosa che mi viene in mente ripensando a questo film è senza ombra di dubbio la scenografia. Alcuni scenari sono davvero suggestivi, i cambiamenti sull’aspetto fisico delle persone sul quale avviene l’esperimento fatti realmente benissimo e, per questo, molto impressionanti!
Per me questo è il film più bello che ho visto da Netflix negli ultimi tempi. Mi è davvero piaciuto moltissimo e ho adorato ritrovare Taylor Schilling che, per chi non lo sapesse, l’abbiamo già vista nella serie TV originale Netflix “Orange is the new black” nelle vesti di Piper, una delle protagoniste. Non pensavo potesse essere così versatile, quando ho visto che era lei non credevo fosse in grado di fare anche un film d’azione, avendola conosciuta prima in “Ho cercato il tuo nome”, il film romantico/drammatico tratto dal romanzo di Nicholas Sparks, e poi nella serie TV sopracitata. Invece mi ha sorpresa, è stata davvero brava e degna di nota.
Il film chiaramente è pieno di tensione e di angoscia. Il cambiamento che subiscono le persone soggette all’esperimento non è per nulla scontato, se siete impressionabili, non è un film che potete guardare senza tapparvi gli occhi in alcune scene, fidatevi! Fatta questa premessa, ve lo consiglio caldamente se amate scenari apocalittici unito ad un po’ di fantascienza perché anche la fase dell’esperimento è molto ben fatta e molto interessante.
In ultimo, ma non per importanza, il finale merita una considerazione. Insomma, dalla trama che vi ho detto e se vi dico che il film è pieno di azione e quant’altro, che cosa vi aspettate che possa succedere in conclusione? Quando ho iniziato a vederlo avevo pensato a varie opzioni. Beh, vi posso dire che qualsiasi cosa mi e vi sia venuta in mente… No, non è così. Il finale, per me, è stato un colpo di scena. Un bellissimo colpo di scena, non me lo sarei mai aspettato e non ci avrei neanche mai creduto. Ed è bello quando è così perché ormai, stupire con un finale non è una cosa semplice e, soprattutto, da Netflix non me l’aspettavo dato che ormai sembrano abbastanza fissati con quei finali che alla fine ti fanno esclamare solamente “ma che cazz…”
Detto ciò, lasciatevi stupire da “The titan“. Non ve ne pentirete.

Fino all’osso – Netflix

“Fino all’osso” è stato nella mia lista dei film da vedere da quando è uscito praticamente e finalmente mi sono decisa a vederlo. Ero un po’ restia data la tematica molto particolare al quale sono molto sensibile, dovevo avere l’umore giusto insomma.
Fino all’osso” esce nel 2017, è un prodotto originale Netflix, diretto da Marti Noxon ed è il suo debutto in questa carriera. Nei panni di Ellen, la protagonista, abbiamo Lily Collins, nota, fra i vari titoli, per aver interpretare Biancaneve, in “Biancaneve” con Julia Roberts, nel 2012.

Ellen ha vent’anni e viene da una situazione famigliare molto complessa. Il padre è sempre molto assente nella sua vita, lavora costantemente per mantenere la sua nuova famiglia e la sua madre biologica.
La vita di Ellen è stata molto provata dal divorzio dei suoi genitori e nel tempo ha sviluppato una grave forma di anoressia. L’obbiettivo per Ellen è quello di contenere fra pollice e indice il suo braccio e nel corso della sua malattia diventa una vera e propria ossessione.
La sua matrigna, non sapendo più come gestire questa situazione ed essendo già state inutili le ultime terapie effettuate, decide di fargliene tentare un’ultima, da un noto dottore che tratta queste malattie, prima di rispedirla a casa della sua madre biologica, a Phoenix. Questa terapia prevede che Ellen venga ospitata presso un centro di riabilitazione. Ellen, seppur titubante accetta e i metodi del dottor Beckham si rivelano molto inusuali e la accompagneranno in un viaggio per la conoscenza di sé stessa.

Emozionante, straziante. Sono i primi due aggettivi che mi vengono in mente ripensando a “Fino all’osso“. Il film è un continuo di alti e bassi. Anzi, a dire il vero più bassi che alti perché quello che succede ad Ellen è andare sempre più in basso, sempre di più nel baratro, sempre di più verso il fondo. La vediamo raschiare il fondo e sprofondare metri sotto terra prima che riesca a trovarsi.
Come viene specificato all’inizio, al film hanno lavorato persone che queste vicende le hanno vissute, pertanto non veniamo preservati da niente. Il film è totalmente nudo e crudo, tutte le problematiche, tutte le cose brutte che possono capitare e succedere a chi soffre di questa terribile malattia sono cose del quale lo spettatore non viene privato. Se siete troppo sensibili, non vi consiglio assolutamente la visione perché quello che vedrete può turbare seriamente la vostra sensibilità purtroppo. Se invece volete farvi accompagnare alla scoperta e alla consapevolezza di chi ne soffre, non potrete far altro che farvi emozionare e farvi spogliare totalmente dalle vostre inibizioni. Spesso su queste tematiche si tende a nascondere la testa sotto la sabbia, se il problema non lo vedo non c’è. Invece sono sempre di più le persone, uomini e donne, ragazzi e ragazze, che soffrono di questa malattia tanto da dover essere intubati per poter nutrirsi.
Lily Collins è stata molto brava a rappresentare questa cosa, secondo me fra le sue migliori performance, sebbene non abbia visto chiaramente tutto il suo operato. Ha reso perfettamente il concetto, le difficoltà della malattia, la drammaticità della situazione. Davvero notevole.

Io, sola sulla Terra – Netflix

Dopo aver visto “The titan” su Netflix, impossibile non vedere anche questo. Come già detto, il cinema in generale attualmente sta andando verso una direzione “il mondo sta morendo, dobbiamo andarcene”. E così abbiamo dato il via ad una serie infinita di pellicole di mondi distrutti per le più svariate ragioni. Non fa eccezione “Io, sola sulla Terra” o solo “Io”, che è un film del 2019 originale Netflix, diretto da Jonathan Helpert, con Margaret Qualley, Anthony Mackie, Danny Huston.

Sam è una ragazza in piena adolescenza ed è una delle pochissime persone rimasta ormai sulla Terra. Un cataclisma ha colpito duramente la Terra e la maggior parte della gente si è trasferita su un altro pianeta. Sam invece è rimasta a casa sua, studiando la Terra, la sua evoluzione, cercando modi di sopravvivere su di essa. L’ultimo shuttle per la nuova vita partirà di lì a poco e Sam dovrà decidere se andare, insieme all’uomo con il quale ha scoperto una bell’affinità, che vuole fortemente andarsene, oppure rimanere nell’unico posto che lei riesce a chiamare casa.

Ho letto su internet varie recensioni ed il film, in generale, non ha ricevuto molti consensi. Mi sono chiesta perché, cercando di analizzare per bene il film e, onestamente, non ho trovato molta differenza con il film “The martian”. L’unica differenza è che, in quel caso, il protagonista non era sulla Terra, ma su Marte e doveva cercare di sopravvivere lì, con le ostilità del pianeta. In “Io, sola sulla Terra” invece Sam è appunto sul nostro pianeta contaminato di aria tossica e deve cercare di sopravvivere lì, con queste ostilità. Eppure “The martian” è piaciuto molto. Non capisco davvero questa differenza di opinione per due prodotti molto simili.
Io ho trovato il film ben fatto, sebbene non mi abbia fatta totalmente impazzire. Parte molto lento e il ritmo rimane lento per tutta la prima parte del film praticamente perché fondamentalmente è lei, sola sulla Terra, quindi per tutta questa fase vediamo solo la protagonista fare cose, analizzare i posti intorno a lei e via dicendo. A parte questo, l’ho trovato un film molto d’impatto, con un finale veramente sconvolgente. Sul serio, il finale mi ha davvero sconvolta, non avrei mai pensato potesse esserci un epilogo simile a questa storia, è davvero un colpo di scena, ma in tutto il suo significato lo trovo meraviglioso. Non posso dire espressamente che cosa mi ha colpito di questo finale perché farei lo spoiler del secolo spifferandovi tutto il significato del film, ma ci tengo a precisare che è davvero qualcosa di inimmaginabile e molto molto profondo. Si potrebbe fare una similitudine con il mondo del giorno d’oggi, insieme a tutti i suoi difetti e tutto quello che ne comporta con l’ultima decisione della protagonista.
In conclusione non lasciatevi scoraggiare dalle recensioni in giro, se vi è piaciuto lo stile di “The martian”, apprezzerete anche questo e vedrete come si evolve fino al suo bellissimo epilogo!