La scelta (2016) – Libri vs Film

Dopo aver fatto la recensione sul libro “La scelta” di Nicholas Sparks, mi sembrava doveroso parlare del film che ne hanno tratto. E’ un film del 2016, diretto da Ross Katz e scritto da Bryan Sipe. Tratto, appunto, dall’omonimo libro, del quale trovate la recensione completa cliccando qui.

Travis Parker è un giovane veterinario del South Carolina e la vita gli sorride: ha un lavoro appassionante, una villetta affacciata sull’oceano, un cane affettuoso e instancabile, dei cari vecchi amici… e fascino da vendere, ma ha anche la convinzione di non essere destinato alle relazioni a lungo termine. Qualcosa cambia nel suo cuore quando Gabby Holland, assistente medico in una clinica pediatrica, e Molly, la sua dolce collie, si trasferiscono nella casa accanto. Il primo incontro è burrascoso: Molly aspetta i cuccioli e la sua padrona incolpa il boxer del vicino. Eppure l’attrazione è forte e lentamente Travis riesce a conquistare la diffidente e fidanzatissima Gabby, pian piano i due si avvicinano, fino a rendersi conto di non poter fare a meno l’uno dell’altra. Un giorno, però, accade l’irreparabile e la vita di Travis subisce una drammatica svolta. Straziato dal dolore e dal rimorso, e dilaniato dai dubbi, per settimane continua a domandarsi: fino a che punto si deve arrivare per amore?

Insomma, preparatevi, perché non sarà una recensione facile. Partiamo sicuramente dal presupposto che fra film e libri cambia sempre moltissimo, non sono mai quello che ci si aspetta, ecc, ma in ogni caso questa volta hanno proprio esagerato.
Posso accettare che venga cambiato qualche dettaglio irrilevante, che si romanzi un po’ la storia per adattarla ad un film, ma per quale motivo cambiare cose importanti? Se leggete il libro, vi renderete conto che anche solo i caratteri dei due protagonisti, sono totalmente opposti rispetto a quello che viene messo in scena nel film, mi son quasi sentita in imbarazzo a guardarlo perché davvero, mi sembrava di guardare un film per teenager invece che uno tratto da un romanzo romantico/drammatico di Nicholas Sparks. Nulla togliendo a questo genere di film, che di norma guardo anche, ma questo film non ne dovrebbe far parte, tutto qui.
I due protagonisti erano diversissimi sia fisicamente che caratterialmente, più superficiali, inconsistenti, lontani anni luce dalla profondità trasmessa nel romanzo, non capisco per quale motivo. Nel corso del film hanno creato situazioni imbarazzanti che i due sembravano degli adolescenti invece che delle persone adulte di trent’anni, con delle carriere ben avviate e di responsabilità. Vi giuro, è stato imbarazzante guardare questo film, avendo appena letto il libro soprattutto, non l’ho proprio sopportato.
Inoltre, come vi avevo detto nella recensione del libro, il finale non è molto nel genere di Sparks, in quanto si conclude in un modo un po’ poco reale e il fatto che il film sia così poco sostanzioso, lo rende ancora peggio di quello che realmente è, sembra di guardare una commediola come ce ne sono tante, nessun valore aggiunto donato di norma dalle sue storie.
Questo è uno di quei casi in cui potete tranquillamente guardare il film prima di leggere il libro, state certi che lo apprezzerete ancora di più, garantito!

Dov’è la tua casa (2020)

Come già vi ho detto più volte, gli spagnoli non smettono di stupirci fra film e telefilm. Oggi è il turno di un esilarante thriller psicologico uscito da poco sulla piattaforma Netflix: “Dov’è la tua casa?“. Dal 25 Marzo è disponibile alla visione, è un film diretto e scritto da David Pastor e Àlex Pastor.

Protagonista del film è un famoso dirigente rimasto disoccupato che per sopravvivere e avere un po’ di fondi liquidi è costretto a vendere il suo appartamento. Passati alcuni mesi scopre di avere ancora le chiavi della sua vecchia casa. Ma decide di non darle ai nuovi inquilini (che per qualche oscura ragione non hanno cambiato la serratura). Con ancora le chiavi in mano si lascia travolgere dai cattivi pensieri e diventa ossessionato dalla famiglia che adesso vive in quella casa. Quasi spinto da pensieri che mai avrebbe immaginato, cerca in tutti i modi di tornare alla vita che aveva prima e a quell’appartamento senza però pensare a tutti i disagi e i problemi che naturalmente crea ai nuovi inquilini…Parte così un thriller psicologico che fa leva sulle paure più profonde di ciascuno di noi, quel terrore di avere qualcuno in casa senza nemmeno saperlo, di aver qualcuno così ossessionato da non lasciarci andare.

Come amo i thriller psicologici nei libri, li amo anche nei film. Quando ne esce uno nuovo sono come una bambina davanti ad una gelateria. Devo scoprire subito tutto.
Non vi mentirò, questo film mi è piaciuto da impazzire, dall’inizio alla fine è un crescere di tensione e inquetudine, andiamo a scavare nella parte più remota e oscura di una persona, le sue radici, quello che avviene nella testa quando ci ritroviamo sradicati da quella che è la nostra vita e le nostre abitudini.
Una menzione d’onore, per me, la merita inoltre il finale, che per ovvi motivi non vi dirò, perché è davvero esilarante. Per niente banale, un colpo di scena vero e proprio. Siamo abituati a ben altro in film di questo tipo e il fatto che si sia differenziato, me lo ha fatto piacere molto di più.
Ho letto di recensioni abbastanza avverse rispetto a questa nuova uscita, ma io davvero non ci ho trovato molti difetti, se non forse la narrazione un po’ lenta rispetto a quella a cui siamo abituati, ma in un thriller penso che ci stia davvero molto bene e sia molto azzeccato.
Insomma, come avete capito, mi è piaciuto molto, se vi piacciono i thriller psicologici, secondo me non potrete fare, quanto meno, di apprezzarlo in tutte le sue bellissime sfaccettature!

Il silenzio della città bianca (2020)

Il silenzio della città bianca” è un film del 2020, uscito sulla piattaforma Netflix, diretto da Daniel Calparsoro e tratto dal libro omonimo di Eva García Sáenz de Urturi. E’ un thriller dal sapore ipnotico e accattivante, con un trama avvolta totalmente nel mistero.

Tasio Ortiz de Zárate sta per lasciare la prigione per il suo primo permesso. E Tasio non è uno qualunque: brillante archeologo, protagonista della scena culturale e pop con le sue trasmissioni televisive che hanno conquistato il pubblico vent’anni fa, il professore è finito in galera per omicidio. Tasio Ortiz de Zárate è stato condannato come serial killer. È accusato di aver ucciso seguendo una logica macabra, lungo un percorso ideale nella tranquilla città di Vitoria. Una città che ora si ritrova immersa nel terrore di tanto tempo fa. Perché alla libertà di Tasio corrisponde una nuova ondata di crimini. La prima coppia viene ritrovata nella Cattedrale Vecchia, due ragazzi di vent’anni nudi in una posa di sconvolgente tenerezza. Mentre le indagini sono solo all’inizio, i corpi di due venticinquenni compaiono nella Casa del Cordone, in pieno centro e durante la festa di San Giacomo. E il giovane ispettore Unai López de Ayala inizia la caccia. Per lui non si tratta soltanto di fermare la scia di morte, ma di vincere la sfida contro la mente criminale che lo ha coinvolto personalmente. E di dimostrare al suo capo, l’affascinante Alba, che seguire le regole non è sempre la migliore strategia.

Il libro da cui è tratto l’omonimo film

Non so come iniziare questa recensione perché infondo mi spiace per quello che dovrò dire. A me questo film non è piaciuto. La trama la trovavo misteriosa, intrigante. Pieno di curiosità decido quindi di vederlo, per poi rimanerne brutalmente delusa, peccato, la trovo un’occasione mancata.
Ora vi spiego meglio, perché non mi piace bocciare a prescindere senza una buona motivazione. Il film di base è ben fatto, le ambientazioni, la trama di base. E’ tutto molto accattivante, ha quel velo di mistero dovuto alla misticità dei fatti accaduti, un serial killer che, potenzialmente, sembra avere un profilo molto particolare. Il problema di questa pellicola sta nel suo sviluppo. Durante tutta la durata del film si aprono costantemente sottotrame che portano a dei buchi di trama allucinanti perché le cose non vengono spiegate a dovere. Quello che succede, quindi, durante la visione, è che, a un certo punto, non tieni più il filo del discorso e perdi l’attenzione per quello che stai guardando. Come vi dicevo prima, è davvero un peccato perché i presupposti per fare un bel film c’erano tutti davvero, ma temo si siano persi in un bicchier d’acqua. La cosa, inoltre, mi stupisce dal momento in cui è tratto da un libro. Il thriller in questione non l’ho letto, non so dire quindi se il problema derivi proprio da lì o se si è perso qualcosa (direi anche più di qualcosa) nella trasposizione. Vi aggiornerò se, prima o poi, sarò clemente e deciderò di darmi una risposta a questo terribile quesito.
In conclusione non me la sento di consigliarvelo, anche se magari con questa recensione vi ho messo più curiosità che altro. A me è sembrato di perdere tempo, mi sono proprio annoiata in alcuni momenti. Che dire? Non si può brillare sempre.

Ricchi d’amore (2020)

Eccoci con un nuovo film marcato Netflix. Questa a volte a sorprenderci non è un film spagnolo, che stanno spopolando sulla piattaforma negli ultimi tempi, ma bensì un film.. Brasiliano! Inutile dire che, anche loro, potrebbero fare strada!
Mi riferisco, chiaramente, a “Ricchi d’amore“, uscito a fine aprile 2020, regia di Bruno Garotti. Ora veniamo alla trama!

I protagonisti di questa rom-com sono Teto e Paula. Lui è un giovane spensierato, figlio di un ricco imprenditore di pomodori, che ha una sorta di sindrome di Peter Pan e vuole solo continuare a divertirsi con i soldi di suo padre. Lei è una ragazza di estrazione umile che, al contrario, vuole essere indipendente e studia Medicina per realizzare i propri sogni.
La tranquillità di Teto viene sconvolta improvvisamente quando suo padre gli annuncia che dovrà cominciare anche lui a lavorare. 
Il ragazzo si gode l’occasione del Festival del Pomodoro, in paese, come ultimo momento di fiesta. Proprio qui conosce Paula e, per fare colpo su di lei, le mente dicendole di essere povero. Aiutato dall’amico Igor, figlio dei braccianti di suo padre, finirà a Rio de Janeiro trascinato in una girandola di equivoci e situazioni esilaranti, nel tentativo di fare breccia nel cuore di Paula. A complicare ulteriormente la situazione ci si metteranno anche le amiche di lei: Alana, Raíssa e Kátia.
(Fonte: nospoiler.it)

Cosa si può dire intanto di questo film? Beh, senza ombra di dubbio che è una bellissima commedia. Sebbene la storia non sai fra le più originali, perché insomma, un ricco che si finge povero che fare breccia nel cuore di una donna a cui non interessano i soldi, è una trama abbastanza scontata, ma nonostante ciò si distingue come pellicola.
Mi è piaciuta particolarmente l’ambientazione che è stata data, l’azienda di pomodori innovativa.. non so, ha fatto breccia nel mio cuore!
Detto ciò, è un film romantico, leggero, che ha come sfondo una Rio De Janeiro spettacolare e mozzafiato, tutto sommato una buona interpretazione dei personaggi. Insomma, le carte in regola per essere un film gradevole ci sono tutte. Ovvio, se vi aspettate qualcosa di particolarmente innovativo, non fiondatevi su questa nuova uscita, ma se le vostre intenzioni sono quelle di divertirvi, guardare un film leggero, romantico, “da occhia a cuoricino”.. Beh, è proprio quello che stavate cercando!!

La verità di Grace (2020)

La verità di Grace“, diretto da Tyler Perry, esce nel 2020 sulla piattaforma Netflix. Un nuoto thriller marcato tutto Netflix ed è inutile dire quanto risultasse interessante anche solo dal trailer. Colmo di tensione e sorprese! Ma vediamo prima la trama!

Grace è una donna che, dopo aver divorziato, viene sopraffatta dalle sue fragilità e dalla malinconia di poter ritrovarsi sola per sempre. Proprio quando sembra aver perso ogni speranza di potersi innamorare ancora, conosce un affascinante e misterioso uomo. Quest’ultimo è giovane e carismatico e conquista subito il suo cuore, con piccoli e semplici gesti. I due si sposano, tuttavia la ritrovata serenità di Grace è destinata a finire ben presto. L’uomo si rivela meschino, capace di approfittare della sua vita intera, lavoro, casa, tutto. Grace, distrutta, aggredisce il marito e ne confessa l’omicidio, ma il corpo non viene mai ritrovato. Jasmine Bryant, che ricopre il ruolo di avvocato difensore in questo primo incarico, non è pienamente convinta della sua colpevolezza. La donna seguirà qualsiasi pista pur di scoprire la verità su questo caso.

Da brava appassionata di thriller, non solo quando si tratta di libri quindi, non potevo farmi sfuggire questa chicca. Visto appena uscito, fresco fresco di caricamento, non poteva piacermi di più. Il film ha un bel ritmo, è incalzante, è un continuo crescere di tensione, tiene ben saldo l’interesse per tutta la sua intera durata. Da un thriller non ci si dovrebbe aspettare niente di meno, ma sappiamo che non è scontato d’altronde. Insomma, non delude per niente le aspettative.
Inoltre, se per tutta la durata si può avere il pensiero che possa essere una storia scontata e già vista, il finale ha un sapore del tutto sorprendente e, oserei dire, sconvolgente! Io non ho pensato neanche per un attimo che fosse scontato, ma il mio fidanzato sì, per quello ve lo dico, ogni percezione può essere diversa. In ogni caso, qualsiasi congettura, qualsiasi possibile risoluzione vi venga in mente, il film vi stupirà totalmente, lasciandovi letteralmente esterrefatti!
L’unica cosa che non mi ha fatto impazzire, ma si tratta pur sempre di una piccolezza, ho trovato un po’ scontato il personaggio dell’avvocato protagonista che si impegna nella risoluzione del caso. Essendo centrale alla storia, ho pensato fosse inconsistente e poco d’impatto. Come vi ho detto, rimane comunque una piccolezza essendo incentrato sulla storia di Grace, non è un elemento disturbante, ecco.
Quindi, vi consiglio di guardarlo quanto prima, fidatevi, non ve ne pentirete!

Cosa mi lasci di te (2020)

Cosa mi lasci di te” (“I still believe” in lingua originale) è un film di genere drammatico/romantico uscito nel 2020, diretto da Andrew Erwin, Jon Erwin, con K.J. Apa e Britt Robertson, distribuito da Notorious Pictures. Lo trovate direttamente sulla piattaforma Prime Video di Amazon (incluso nell’abbonamento prime delle spedizioni!!).

Jeremy Camp, star della musica cristiana contemporanea. Un viaggio nell’amore, quello forte provato dal cantante per la fidanzata Melissa, che, a causa di una malattia, avrebbe avuto vita breve. Poco più che ventenne Jeremy decide di compiere il grande passo e sposare la sua Melissa, il grande amore della sua vita, così da poterle stare accanto nel bene e nel male e coronare il loro giovane sogno d’amore. Da questa scelta di condividere un momento così triste e rendere la vita della ragazza fatta di istanti felici, Jeremy tira fuori un nuovo brano, “I Still Believe”, una delle sue hit più celebri della sua carriera e colonna sonora del film.
Il film racconta la malattia di una persona cara e la speranza, quel bagliore nell’oscurità che è sempre l’ultimo a morire.
Fonte: comingsoon.it

Senza ombra di dubbio è un film che spacca il cuore, il sapere che è tratto da una storia vera da un colpo di grazia finale ai nostri sentimenti, questo è più che certo.
Detto ciò, in più punti sono rimasta un po’ perplessa e basita per alcune scelte effettuate. Non voglio fare spoiler, quindi non posso assolutamente dirvi espressamente cosa intendo, ma ho notato che in vari punti ci sono determinate cose che accadono, senza averne molto un senso compiuto o per lo meno spiegato nella narrazione. E’ una cosa che nel film è così e basta, ma che fondamentalmente non ha alcun senso, buttato lì in quel modo.
Il film inizia a prendere un buon ritmo dopo che si scopre la malattia di Melissa, l’inizio della loro storia d’amore è un po’ un’accozzaglia di informazioni e scene più o meno romantiche e scontate messe in successione, ma dovrebbe essere, in realtà, la parte in cui ci innamoriamo dei protagonisti e della loro relazione.
Insomma, come avrete ben capito, si poteva fare di meglio. Per gli amanti del genere drammatico/sentimentale è sicuramente un film gradevole da vedere, ma, essendo tratto da una storia reale, si poteva attingere a qualcosina di più, dal mio punto di vista. Ci sono troppi buchi di trama che non tornano, che non fanno apprezzare la storia per quello che è, è un vero peccato.
In conclusione, non ho amato neanche particolarmente l’interpretazione di K.J. Apa, non lo trovo un attore adatto ad una parte del genere, che io immagino un po’ più matura e profonda. Sarà che sono abituata a vederlo in “Riverdale“, un teen drama, che non riesco ad apprezzarlo come dovrebbe, ma davvero non mi ha convinta.
Nel complesso è un film gradevole e carino, ma data la storia narrata si poteva fare molto meglio.

Lost Girls (2020)

Lost girls” è il nuovo film originale Netflix, uscito a fine Gennaio 2020. Il film è tratto da una storia vera, di uno dei serial killer più oscuri degli Stati Uniti. Dopo aver visto il film, mi sono informata sulla storia reale perché mi aveva incuriosita moltissimo. Il film porta alla luce svariate oscurità su questo caso e molte falle burocratiche e operative riguardante la polizia e le autorità in generale. Andiamo per gradi passando alla trama!

Mari Gilbert è madre di tre figlie, ma un giorno la loro vita viene irrimediabilmente sconvolta. La più grande delle sorelle scompare senza lasciare traccia e nessuno sa dire cosa sia successo alla ragazza.
Da qui ha inizio il vivo di questa storia. Mari e le sue figlie partono alla disperata ricerca della ragazza, sicure di poterla trovare viva. In realtà, la mancanza della giovane crea sgomento e incertezza in tutti i protagonisti. La madre, però, continua le sue ricerche e non ha intenzione di fermarsi nemmeno davanti agli ostacoli imposti dalla polizia stessa.
Le sue ricerche si fanno sempre più complicate quando portano la protagonista a scontrarsi con un altro grande mistero. Le indagini sulla scomparsa della figlia di Mari vengono ricollegate a una serie di strani crimini. I protagonisti trovano i corpi di quattro ragazze. L’attenzione si sposta su omicidi irrisolti di giovani lavoratrici del sesso a Long Island, tutti avvenuti per mano dello stesso serial killer. A questo punto, tutti si chiedono se la scomparsa della ragazza abbia a che fare con questi omicidi e chi sia il vero assassino.

Come vi dicevo prima, il film porta alla luce svariate cose, fra cui il fatto che si concentra su un personaggio, quello del dottore, che nella realtà non è mai stato realmente un sospettato sebbene i moventi fossero tutti presenti.
Quando ho iniziato a guardarlo non conoscevo la reale storia, non sapevo neanche che fosse tratto da una storia vera e mi stava quindi un po’ annoiando, essendoci poca azione. Essendo tratto da una storia realmente accaduta, invece, è normale che sia così e suscita molto più interesse ed attenzione.
Il film, da quello che ho letto, non rispecchia totalmente la realtà dei fatti, almeno non in tutti, ci sono degli adattamenti cinematografici, come il fatto che nel film la protagonista ha 3 figlie invece di 4, come è in verità. Tuttavia nulla di rilevante, è comunque molto interessante anche vedere alla fine i sottotitoli che dicono come stanno le cose attualmente. Ovvero che il caso è tutt’ora irrisolto e allo stato iniziale, con tante oscurità e cose celate. Oltre a comunicare la triste fine della protagonista che è morta per mano di sua figlia, con gravi problemi come la schizofrenia.
Insomma, sicuramente non un film leggero, come d’altronde molti film tratti dalla realtà, ma è senza dubbio molto interessante perché vengono alla luce molte cose. Ad esempio, leggendo della storia, ho letto che ad indagare a questo caso è stato un poliziotto che aveva dei precedenti come favoreggiamento a dei criminali e a vari stupri, ma nonostante tutto non è mai stato condannato o allontanato dal proprio lavoro. Che dire a riguardo? E’ sempre interessante sapere queste cose, non so voi, ma ci si tiene ben legati alla realtà. Ad oggi, nel 2020, il caso è ancora irrisolto e, di conseguenza, il serial killer ancora in totale libertà.

Storia di un matrimonio (2019)

Reduce da svariate candidature agli oscar 2020, di cui uno aggiudicato, oggi parliamo di “Storia di un matrimonio“, scritto e diretto da Noah Baumbach, con l’interpretazione di Scarlett Johansson. Il film è disponibile sulla piattaforma Netflix. Nei mesi passati ho visto un sacco di gente che ne parlava, mi sono incuriosita, l’ho messo nella lista e così, finalmente, sono riuscita a recuperarlo. Lo ammetto, dovevo essere pronta, perché, già dal trailer, sapevo che non era un film “semplice” da guardare.

Storia di un matrimonio” segue la storia di Charlie, regista teatrale, e Nicole, sua moglie e attrice, sposati con un bambino. Lei è una madre affettuosa e complice, lui un padre attento e presente. Ognuno apprezza l’altro, sia nei suoi pregi che nei difetti. La madre di Nicole adora Charlie a tal punto da considerarlo più un amico che un genero. Sembra il ritratto di una piccola famiglia perfetta, ma c’è qualcosa che non va. Un tassello si inclina, portando la coppia a quella che sembra l’unica soluzione alla loro infelicità: il divorzio.

Come vi dicevo, ho tentennato un po’ per vedere questo film, non perché non mi incuriosisse, anzi, ma dovevo esserne pronta. Mettermi lì, comoda comoda e godermelo. Dai vari spezzoni visti dai trailer di Netflix e da ciò che leggevo, avevo intuito che non fosse il solito film d’amore. Parla pur sempre d’amore, ma nella maniera più veritiera possibile.
“Storia di un matrimonio” è un film forte, d’impatto. E’ difficile rimanere impassibili di fronte a questa storia, reputo l’interpretazione dei due protagonisti davvero fantastica, sentita fino alla fine. Hanno interpretato una vera e propria coppia in crisi alla perfezione, i litigi, le urlate, la rabbia, la tristezza, le difficoltà. Non si sono privati di niente. Vi posso giurare che nei momenti critici mi veniva la pelle d’oca talmente sembrava così reale. Questa è stata la sensazione percepita durante tutta la durata del film: realtà. La nuda e cruda realtà.
Alla conclusione ti rimane un po’ l’amaro in bocca, perché spiace che sia davvero così reale da farti quasi star male. Io, inoltre, ho un debole per la Johansson, mi piace molto come attrice e ha mostrato più volte di essere assai versatile. Questa per me è stata l’ennesima conferma, davvero, è una garanzia.
Ve lo consiglio caldamente, se non avete paura delle storie vere, di vita vissuta e meno sognata, non ve ne pentirete.

Le migliori STEELBOOK da acquistare (per veri nerd!)

Lo so, ormai con Netflix, Prime Video, Infinity, ecc, non si usa più di tanto comprare i Blue-ray, ancora meno i DVD classici. Con il tempo i DVD normali stanno facendo la fine delle vecchie amiche VHS.
Tuttavia, esiste ancora una piccola nicchia di collezionisti e amatori in generale, che compra ancora queste cose. Un po’ perché sulle piattaforme possono essere rimossi nel tempo e, di conseguenza, introvabili e un po’ perché, di fianco alla mia libreria, fanno la loro bellissima figura.
Oggi, in particolare, vi voglio parlare delle mie STEELBOOK preferite. Le Steelbook sono versioni particolari e da collezionisti dei normalissimi Blue-Ray. Si concedono design e custodie più accattivanti e particolari.
Iniziamo subito!!

  • Questa di AQUAMAN secondo me è bellissima, a partire dai suoi interni, con il dettaglio dei pesci sott’acqua. Lo trovo davvero particolare e superlativo.
    Nei negozi l’ho trovata anche con un libriccino, con molti disegni molto belli e interessanti da sfogliare!
    Il dettaglio degli interni e del retro, li trovato cliccando qui, insieme a tutti gli altri dati e informazioni.
  • Vogliamo davvero fare a meno della versione SuperDotata della Steelbook di Deadpool 2? Sinceramente è una versione da non perdere! Io adoro Deadpool e trovo geniale la versione che hanno creato in pieno stile del supereroe. Anche in questo caso, dovete assolutamente guardarne gli interni e il retro e li trovate cliccando subito qui!
  • Per gli amanti dell’antagonista di Spider-Man, questa steelbook è tutta per voi. Ci offrono questa visione di Venom davvero bellissima, con una copertina curata nei minimi dettagli, con la scritta incisa nella bocca del mostro. Davvero adorabile, insieme al film, è improponibile non averla! Per gli interni e le info, clicca subito qui!
  • Amanti dei Queen e Freddie Mercury, non toglietevi la possibilità di questo bellissimo pezzo da collezione. La steelbook dedicata al film dedicato proprio a tutti loro, Bohemian Rhapsody, vi aspetta direttamente su Amazon, ad un prezzo decisamente imbattibile, e, come contenuto speciale, la versione integrale del live aid! Insomma, unite l’utile al dilettevole! Per vederne gli interni e le info, clicca immediatamente qui, non te ne pentirai!
  • Ultimo, ma non per importanza, Avenger: End game! Trovo davvero formidabile questa steelbook, decisamente appropriata a quello che deve rappresentare: la fine di un’era. Possiamo non avere versioni particolari di tutti gli altri, ma di Endgame dobbiamo concedercelo, è davvero un pezzo di storia singolare e molto importante. Le info le trovate cliccando qui, insieme agli interni del DVD!

Insomma, chiaramente queste versioni particolari e dettagliate sono per gli amatori del genere e per i veri nerd, non vergogniamoci di esserlo. Quando ne compro una mi ritrovo esaltatissima dell’acquisto come se avessi vinto al Superenalotto, quindi, se vi piacciono, vi consiglio di non farvele scappare, spesso le trovate anche in offerta, non perdetele, sono pezzi da collezione imperdibili!
Qual è la vostra preferita? Per me è una dura scelta, ma credo che quella di Animali fantastici sia davvero quella più appariscente e particolare!!

Ecco perché non perdersi “Joker” al cinema!

Questo film mi incuriosiva a tal punto che sarei andata a vederlo la sera stessa in cui è uscito. Tuttavia, non ne ho avuto occasione e non amo particolarmente andare il giorno dell’uscita in quanto c’è troppa gente che potrebbe parlare e disturbare durante il film. I film mi piace gustarmeli in tranquillità e silenzio, non posso farci nulla! Non ho resistito comunque molto, sono andata dopo solo una settimana e niente, l’attesa è valsa tutto quanto!
Mi riferisco al film uscito il due Ottobre di quest’anno e che si trova attualmente ancora al cinema: “Joker“. Diretto da Todd Phillips, con protagonista un fantastico Jaquin Phoenix, “Joker” è il film basato sull’omonimo personaggio, famoso antagonista storico di Batman.
Da non dimenticare che il film, al Festival di Venezia, ha vinto il Leone D’oro come miglior film!

Trama da comingsoon.it:
L’esplorazione di Phillips su Arthur Fleck, interpretato in modo indimenticabile da Joaquin Phoenix, è quella di un uomo che lotta per trovare la sua strada in una società fratturata come Gotham.
Durante il giorno lavora come pagliaccio, di notte si sforza di essere un comico di cabaret… ma scopre che lo zimbello sembra essere proprio lui.
Intrappolato in un’esistenza ciclica sempre in bilico tra apatia e crudeltà, Arthur prenderà una decisione sbagliata che provocherà una reazione a catena di eventi, utili alla cruda analisi di questo personaggio.
L’esplorazione da parte del regista Todd Phillips su Arthur Fleck, un uomo ignorato dalla società, non vuole soltanto uno studio crudo del personaggio ma una storia più ampia che si prefigge di lasciare un insegnamento, un monito.

Inutile dirvi quanto mi sia piaciuto, penso che l’abbiate già intuito dall’entusiasmo iniziale dell’articolo. Trovo questo nuovo approccio al personaggio di Joker molto particolare e innovativo. Non c’è mai stato fin’ora un film di questo tipo, che si prendesse la briga di spiegarne le origini e dare una visione a 360° della sua vita e della sua nascita, tanto meno in un tono così drammatico.
Il film lo definisco drammatico. Drammatico perché, come vi dicevo, l’approccio è totalmente diverso dal solito. Qui entriamo nella vita di Joker, nei suoi disagi, nei suoi problemi, in un modo così profondo e articolato da sentire quelle emozioni tue. La storia è pesante, piena di messaggi importanti, anche molto attuali. Non uscirai mai dalla sala senza aver provato emozioni. Le scene di azione e di “battaglia” sono fin leggere e ti fanno respirare, rispetto al resto della storia. Ma vi posso assicurare che è proprio quello il bello!
Qui entra poi in gioco la bravura nell’interpretazione del protagonista, Joaquin Phoenix. Io mi auguro davvero che vinca un Oscar perché, per quanto mi riguarda, è stato davvero magistrale nell’interpretare una malattia di questo genere in un personaggio così articolato.
“Joker” è uno di quei film che suscitano emozioni e sensazioni diverse in base allo spettatore. In base al carattere, ai pensieri di una persona, quello che suscita può essere diverso ed è per questo che è un film speciale e particolare. Si può adattare tranquillamente alla vita di tutti noi. E’ estremamente personalizzabile e, quando un film raggiunge questo scopo, c’è poco altro da aggiungere.