Io prima di te – Libro vs film

Quello di oggi è uno dei rari casi in cui il film è bello quanto (o anche di più) del libro. Mi capita raramente, ma ogni tanto succede. Parlo di “Io prima di te“, il film tratto dal romanzo di Jojo Moyes, uscito nel 2016 dove abbiamo una bellissima e stravagante Emilia Clarke nei panni di Louisa Clark ed un meraviglioso e affascinante Sam Claflin nei panni di Will Traynor (che abbiamo visto nel film “Resta con me“).

Louisa Clark, chiamata Lou, è una persona molto diversa da Will Traynor: si può tranquillamente dire che siano totalmente opposti. Lou è una ragazza di ventisei anni molto semplice e alla mano: è sempre entusiasta della vita, delle piccole cose. Fa la cameriera in un locale della sua piccola cittadina turistica ed è felice di ciò, ha i suoi clienti affezionati, conosce ormai il suo titolare e le va bene così, non ha grosse pretese. Ha un ragazzo da ormai sette anni, anche se in cuor suo sa di non averlo mai amato veramente, ma tutto sommato è felice della sua organizzata e tranquilla vita. La cosa più pazza che abbia mai fatto nella sua vita è senz’altro quella di vestirsi in modi bizzarri ed apparentemente strani e inusuali.
Will Traynor, invece, ha trentacinque anni ed era un ragazzo al quale la vita apparentemente ha dato ogni cosa: viene da una famiglia benestante, è un uomo di successo, ha una bella fidanzata, un bell’appartamento. Ha girato il mondo, fatto tante di escursioni, belle esperienze in molti posti diversi, belle vacanze. Insomma, pare sia stato baciato dalla fortuna fin quando rimane vittima di un terribile incidente che lo costringe su una sedia a rotelle, senza possibilità di muovere gambe e braccia. Will sa che questo incidente gli ha tolto totalmente la voglia di vivere: sa che la sua vita non sarà mai più quella di prima e sa anche come poter far finire tutta questa agonia.
Quello che non era previsto era che presto Lou sarebbe rimasta inaspettatamente senza lavoro e che sarebbe successivamente entrata prepotentemente nella vita di Will, portando con sé i suoi abiti stravaganti, la sua ingenuità e il suo modo di vivere la vita.

In questo caso ho anche fatto una cosa che faccio davvero molto raramente: ho visto il film prima di leggere il libro. E’ successo quasi per caso, non sapevamo che cosa guardare, mi incuriosiva “Io prima di te”, ne avevo sentito parlare molto bene ed è così che una domenica sera ci siamo messi a vedere questa trasposizione cinematografica. Senza ombra di dubbio ci ha reso molto più triste la domenica sera, che già di per sé non è uno dei momenti più entusiasmanti del weekend!
Non so se è stato perché avevo visto prima il film, ma non sono riuscita ad apprezzare totalmente il libro. Ho trovato il film leggermente più romantico e dolce rispetto al romanzo. Se nel primo abbiamo una Lou che si lascia andare discretamente in fretta e si vive a pieno l’infatuazione e l’innamoramento per Will, nel secondo abbiamo una Lou più frenata, più restia a lasciarsi andare e che, appunto, si concede totalmente all’amore solo quando ormai siamo vicini alla fine. Ovviamente anche il libro è meraviglioso, ma il mio lato romantico è pienamente soddisfatto in maggior modo dal film, dove si vede proprio dall’inizio alla fine questo amore crescere piano piano e sbocciare, lo si assapora e lo si vive di più in tutte le sue forme.
Questo succede anche nel romanzo, ma in modo minore. Non perché non sia innamorata o presa da Will, ma perché è reticente per il fatto che sia il suo datore di lavoro, per le sue condizioni e quant’altro, quindi non l’ho vista totalmente libera, non fin da subito per lo meno.
Questo è stato l’unico aspetto che ho trovato realmente diverso fra i due, perché per il resto, strano ma vero, sono stati molto fedeli al libro, tutte le vicende sono rimaste identiche. L’unica cosa che si disperde, perché qualcosa nella trasposizione cinematografica va comunque sacrificato, sennò avremmo film che durano ore e ore, è il rapporto che Louisa ha con i suoi famigliari, genitori e sorella che è molto complicato tutto sommato, ma non rilevante ai fini della storia.
Successivamente ho letto anche il seguito, “Dopo di te“, ma spero vivamente non abbiano intenzione di trasformare anch’esso in film perché, come per il libro, sarebbe la rovina di una storia romantica e meravigliosa come quella di Will e Lou.
Non vi resta che armarvi di fazzolettini di carta e di un buon plaid per questa visione romantica e drammatica allo stesso tempo. Se vi piace il genere e non vi spiace ogni tanto far cadere qualche lacrimuccia, questo è senz’altro il prossimo film che dovete vedere.

Lo spazio che ci unisce

Non so voi, ma quando devo parlare di un film originale Netflix, ho sempre un po’ l’amaro in bocca. Secondo me ha ancora molto margine di crescita. Per quanto riguarda le serie TV lo trovo imbattibile, ma sui film qualche metro di strada c’è ancora da fare. Lo “stile Netflix” è inconfondibile, si distingue molto dagli altri, per azione e tensione, anche in quelli più romantici ed è questo a renderlo speciale.
Come detto prima, le serie TV le amo, tutte quelle che ho visto mi sono sempre piaciute, ma sui film ho sempre qualche riserbo perché, sebbene le trame siano belle, intriganti e in linea coi tempi, lo sviluppo della storia non è sempre quello che mi aspetto. Ma veniamo ad oggi, che parliamo di “Lo spazio che ci unisce“. Esce nel 2017, regia di Peter Chelsom e prodotto, appunto, da Netflix e lo possiamo collocare nel genere drammatico/sentimentale. Tra i principali protagonisti abbiamo attori come Asa Butterfield, Gary Oldman e Britt Robertson.

La missione è ben chiara: poter vivere su Marte. E’ con questo obbiettivo che partono gli astronauti, per poter studiare e vedere se è possibile per gli esseri umani poter vivere su Marte e diventare a tutti gli effetti cittadini di Marte. La squadra così, dopo una breve presentazione, parte per la missione, a capo di Sarah Elliot. Tutto procede bene nel viaggio verso il pianeta quando Sarah si rende conto di essere incinta. Decidono così di tenere il segreto, di non dirlo a nessuno e di farla partorire su Marte, sebbene sia un terreno totalmente inesplorato e non si sappia realmente il feto come reagisce all’atmosfera differente e alle condizioni climatiche ben diverse da quelle terrestri. Sarah partorisce, assistita dai suoi colleghi, ma dopo aver dato alla luce Gardner ha un arresto cardiaco e muore.
Dopo sedici anni da questo episodio, Gardner è ancora segreto al mondo, nessuno sa della sua esistenza e lui è il primo abitante effettivo di Marte della storia. Costantemente controllato dal team nella sua crescita, Gardner viene cresciuto dagli scienziati, è molto intelligente e sveglio e negli anni ha sporadici contatti con una ragazza sua coetanea che abita sulla Terra, il pianeta dal quale viene che per lui è solo un miraggio lontano. E’ così che deciderà di voler intraprendere questo viaggio interplanetario alla scoperta di questo pianeta per lui inesplorato e alla ricerca della sua unica amica terrestre.

“Per tutta la vita non ho potuto provare niente: la sensazione dell’acqua, del calore di un fuoco, lo sferzare del vento sulla faccia e ora posso farlo!  Ma è nulla rispetto a quello che provo per te. Io ero così impaurito di non riuscire ad essere come voi, ma tu mi hai reso umano Tulsa.”

Trama particolare e non scontata quella di “Lo spazio che ci unisce“. Ho inserito questo film nella lista di quelli da vedere molto tempo fa, ma mi son decisa a vederlo solo qualche giorno fa. Forse anche perché le trame di Netflix non sono poi così in grado di attirare la curiosità: sono due righe quasi insignificanti, che non dicono nulla. Invece mi sono ritrovata davanti un film che mi è piaciuto moltissimo. Non è stato promosso molto dalla critica, difatti in rete sono facilmente reperibili i pareri, che gli danno appena 5/10, nei migliori casi. Tuttavia, dal pubblico è stato molto amato.
Il film si presenta con degli effetti speciali discreti, per essere nel 2018 potevano fare molto meglio, renderli più realistici, molte scene sembrano veramente fintissime e senza ombra di dubbio, in una pellicola del genere è una grossa pecca, trattando di viaggi interplanetari, astronauti, Marte e via discorrendo. Fortunatamente acquisisce punti con la trama, che viene sviluppata molto bene ed è molto chiara. Gardner cresce con gli scienziati del team di Sarah, quindi è molto intelligente, sa come usare a suo piacimento molte loro tecnologie, che è poi il modo in cui riuscirà a svignarsela dalla NASA. Ci troviamo quindi davanti un ragazzo cresciuto con la gravità di Marte che quindi ha ossa e cuore molto deboli per poter vivere sulla Terra. Tuttavia è desideroso di trovare suo padre, di sapere di più su sua madre, di sentirla vicina, essendo convinto di essere stato lui ad ucciderla.
La storia ti tiene incollato allo schermo, crea molta suspance e la storia d’amore con Tulsa, la ragazza con cui ha contatti, soddisfa e scalda anche l’animo più freddo e cinico.
Come dicevo all’inizio, le pecche che trovo costanti in ogni film Netflix è proprio la conclusione. Sebbene lascino intendere molte cose, non danno mai reali risposte e l’idea finale è sempre “e adesso? Cosa succede?” e direi che è l’ultima cosa che un assiduo amatore di film vorrebbe. Trame eccezionali con questi finali un po’ amari. Rispetto ad altri questo sicuramente lo è molto meno, quindi sicuramente qualche passo avanti, rispetto a qualche anno fa, è stato fatto. Un finale del genere lo accetto solo nel caso in cui lasci uno spunto di riflessione, ma qualcosa di chiaro, quindi tutto sommato questo lo accetto discretamente, anche perché il film in sé mi è piaciuto molto.
Abbiamo una storia d’amore svolta su due pianeti diversi, è senza ombra di dubbio ciò che di meglio un animo romantico può desiderare e sperare!!