La scelta (2016) – Libri vs Film

Dopo aver fatto la recensione sul libro “La scelta” di Nicholas Sparks, mi sembrava doveroso parlare del film che ne hanno tratto. E’ un film del 2016, diretto da Ross Katz e scritto da Bryan Sipe. Tratto, appunto, dall’omonimo libro, del quale trovate la recensione completa cliccando qui.

Travis Parker è un giovane veterinario del South Carolina e la vita gli sorride: ha un lavoro appassionante, una villetta affacciata sull’oceano, un cane affettuoso e instancabile, dei cari vecchi amici… e fascino da vendere, ma ha anche la convinzione di non essere destinato alle relazioni a lungo termine. Qualcosa cambia nel suo cuore quando Gabby Holland, assistente medico in una clinica pediatrica, e Molly, la sua dolce collie, si trasferiscono nella casa accanto. Il primo incontro è burrascoso: Molly aspetta i cuccioli e la sua padrona incolpa il boxer del vicino. Eppure l’attrazione è forte e lentamente Travis riesce a conquistare la diffidente e fidanzatissima Gabby, pian piano i due si avvicinano, fino a rendersi conto di non poter fare a meno l’uno dell’altra. Un giorno, però, accade l’irreparabile e la vita di Travis subisce una drammatica svolta. Straziato dal dolore e dal rimorso, e dilaniato dai dubbi, per settimane continua a domandarsi: fino a che punto si deve arrivare per amore?

Insomma, preparatevi, perché non sarà una recensione facile. Partiamo sicuramente dal presupposto che fra film e libri cambia sempre moltissimo, non sono mai quello che ci si aspetta, ecc, ma in ogni caso questa volta hanno proprio esagerato.
Posso accettare che venga cambiato qualche dettaglio irrilevante, che si romanzi un po’ la storia per adattarla ad un film, ma per quale motivo cambiare cose importanti? Se leggete il libro, vi renderete conto che anche solo i caratteri dei due protagonisti, sono totalmente opposti rispetto a quello che viene messo in scena nel film, mi son quasi sentita in imbarazzo a guardarlo perché davvero, mi sembrava di guardare un film per teenager invece che uno tratto da un romanzo romantico/drammatico di Nicholas Sparks. Nulla togliendo a questo genere di film, che di norma guardo anche, ma questo film non ne dovrebbe far parte, tutto qui.
I due protagonisti erano diversissimi sia fisicamente che caratterialmente, più superficiali, inconsistenti, lontani anni luce dalla profondità trasmessa nel romanzo, non capisco per quale motivo. Nel corso del film hanno creato situazioni imbarazzanti che i due sembravano degli adolescenti invece che delle persone adulte di trent’anni, con delle carriere ben avviate e di responsabilità. Vi giuro, è stato imbarazzante guardare questo film, avendo appena letto il libro soprattutto, non l’ho proprio sopportato.
Inoltre, come vi avevo detto nella recensione del libro, il finale non è molto nel genere di Sparks, in quanto si conclude in un modo un po’ poco reale e il fatto che il film sia così poco sostanzioso, lo rende ancora peggio di quello che realmente è, sembra di guardare una commediola come ce ne sono tante, nessun valore aggiunto donato di norma dalle sue storie.
Questo è uno di quei casi in cui potete tranquillamente guardare il film prima di leggere il libro, state certi che lo apprezzerete ancora di più, garantito!

Cosa mi lasci di te (2020)

Cosa mi lasci di te” (“I still believe” in lingua originale) è un film di genere drammatico/romantico uscito nel 2020, diretto da Andrew Erwin, Jon Erwin, con K.J. Apa e Britt Robertson, distribuito da Notorious Pictures. Lo trovate direttamente sulla piattaforma Prime Video di Amazon (incluso nell’abbonamento prime delle spedizioni!!).

Jeremy Camp, star della musica cristiana contemporanea. Un viaggio nell’amore, quello forte provato dal cantante per la fidanzata Melissa, che, a causa di una malattia, avrebbe avuto vita breve. Poco più che ventenne Jeremy decide di compiere il grande passo e sposare la sua Melissa, il grande amore della sua vita, così da poterle stare accanto nel bene e nel male e coronare il loro giovane sogno d’amore. Da questa scelta di condividere un momento così triste e rendere la vita della ragazza fatta di istanti felici, Jeremy tira fuori un nuovo brano, “I Still Believe”, una delle sue hit più celebri della sua carriera e colonna sonora del film.
Il film racconta la malattia di una persona cara e la speranza, quel bagliore nell’oscurità che è sempre l’ultimo a morire.
Fonte: comingsoon.it

Senza ombra di dubbio è un film che spacca il cuore, il sapere che è tratto da una storia vera da un colpo di grazia finale ai nostri sentimenti, questo è più che certo.
Detto ciò, in più punti sono rimasta un po’ perplessa e basita per alcune scelte effettuate. Non voglio fare spoiler, quindi non posso assolutamente dirvi espressamente cosa intendo, ma ho notato che in vari punti ci sono determinate cose che accadono, senza averne molto un senso compiuto o per lo meno spiegato nella narrazione. E’ una cosa che nel film è così e basta, ma che fondamentalmente non ha alcun senso, buttato lì in quel modo.
Il film inizia a prendere un buon ritmo dopo che si scopre la malattia di Melissa, l’inizio della loro storia d’amore è un po’ un’accozzaglia di informazioni e scene più o meno romantiche e scontate messe in successione, ma dovrebbe essere, in realtà, la parte in cui ci innamoriamo dei protagonisti e della loro relazione.
Insomma, come avrete ben capito, si poteva fare di meglio. Per gli amanti del genere drammatico/sentimentale è sicuramente un film gradevole da vedere, ma, essendo tratto da una storia reale, si poteva attingere a qualcosina di più, dal mio punto di vista. Ci sono troppi buchi di trama che non tornano, che non fanno apprezzare la storia per quello che è, è un vero peccato.
In conclusione, non ho amato neanche particolarmente l’interpretazione di K.J. Apa, non lo trovo un attore adatto ad una parte del genere, che io immagino un po’ più matura e profonda. Sarà che sono abituata a vederlo in “Riverdale“, un teen drama, che non riesco ad apprezzarlo come dovrebbe, ma davvero non mi ha convinta.
Nel complesso è un film gradevole e carino, ma data la storia narrata si poteva fare molto meglio.

Lost Girls (2020)

Lost girls” è il nuovo film originale Netflix, uscito a fine Gennaio 2020. Il film è tratto da una storia vera, di uno dei serial killer più oscuri degli Stati Uniti. Dopo aver visto il film, mi sono informata sulla storia reale perché mi aveva incuriosita moltissimo. Il film porta alla luce svariate oscurità su questo caso e molte falle burocratiche e operative riguardante la polizia e le autorità in generale. Andiamo per gradi passando alla trama!

Mari Gilbert è madre di tre figlie, ma un giorno la loro vita viene irrimediabilmente sconvolta. La più grande delle sorelle scompare senza lasciare traccia e nessuno sa dire cosa sia successo alla ragazza.
Da qui ha inizio il vivo di questa storia. Mari e le sue figlie partono alla disperata ricerca della ragazza, sicure di poterla trovare viva. In realtà, la mancanza della giovane crea sgomento e incertezza in tutti i protagonisti. La madre, però, continua le sue ricerche e non ha intenzione di fermarsi nemmeno davanti agli ostacoli imposti dalla polizia stessa.
Le sue ricerche si fanno sempre più complicate quando portano la protagonista a scontrarsi con un altro grande mistero. Le indagini sulla scomparsa della figlia di Mari vengono ricollegate a una serie di strani crimini. I protagonisti trovano i corpi di quattro ragazze. L’attenzione si sposta su omicidi irrisolti di giovani lavoratrici del sesso a Long Island, tutti avvenuti per mano dello stesso serial killer. A questo punto, tutti si chiedono se la scomparsa della ragazza abbia a che fare con questi omicidi e chi sia il vero assassino.

Come vi dicevo prima, il film porta alla luce svariate cose, fra cui il fatto che si concentra su un personaggio, quello del dottore, che nella realtà non è mai stato realmente un sospettato sebbene i moventi fossero tutti presenti.
Quando ho iniziato a guardarlo non conoscevo la reale storia, non sapevo neanche che fosse tratto da una storia vera e mi stava quindi un po’ annoiando, essendoci poca azione. Essendo tratto da una storia realmente accaduta, invece, è normale che sia così e suscita molto più interesse ed attenzione.
Il film, da quello che ho letto, non rispecchia totalmente la realtà dei fatti, almeno non in tutti, ci sono degli adattamenti cinematografici, come il fatto che nel film la protagonista ha 3 figlie invece di 4, come è in verità. Tuttavia nulla di rilevante, è comunque molto interessante anche vedere alla fine i sottotitoli che dicono come stanno le cose attualmente. Ovvero che il caso è tutt’ora irrisolto e allo stato iniziale, con tante oscurità e cose celate. Oltre a comunicare la triste fine della protagonista che è morta per mano di sua figlia, con gravi problemi come la schizofrenia.
Insomma, sicuramente non un film leggero, come d’altronde molti film tratti dalla realtà, ma è senza dubbio molto interessante perché vengono alla luce molte cose. Ad esempio, leggendo della storia, ho letto che ad indagare a questo caso è stato un poliziotto che aveva dei precedenti come favoreggiamento a dei criminali e a vari stupri, ma nonostante tutto non è mai stato condannato o allontanato dal proprio lavoro. Che dire a riguardo? E’ sempre interessante sapere queste cose, non so voi, ma ci si tiene ben legati alla realtà. Ad oggi, nel 2020, il caso è ancora irrisolto e, di conseguenza, il serial killer ancora in totale libertà.

Storia di un matrimonio (2019)

Reduce da svariate candidature agli oscar 2020, di cui uno aggiudicato, oggi parliamo di “Storia di un matrimonio“, scritto e diretto da Noah Baumbach, con l’interpretazione di Scarlett Johansson. Il film è disponibile sulla piattaforma Netflix. Nei mesi passati ho visto un sacco di gente che ne parlava, mi sono incuriosita, l’ho messo nella lista e così, finalmente, sono riuscita a recuperarlo. Lo ammetto, dovevo essere pronta, perché, già dal trailer, sapevo che non era un film “semplice” da guardare.

Storia di un matrimonio” segue la storia di Charlie, regista teatrale, e Nicole, sua moglie e attrice, sposati con un bambino. Lei è una madre affettuosa e complice, lui un padre attento e presente. Ognuno apprezza l’altro, sia nei suoi pregi che nei difetti. La madre di Nicole adora Charlie a tal punto da considerarlo più un amico che un genero. Sembra il ritratto di una piccola famiglia perfetta, ma c’è qualcosa che non va. Un tassello si inclina, portando la coppia a quella che sembra l’unica soluzione alla loro infelicità: il divorzio.

Come vi dicevo, ho tentennato un po’ per vedere questo film, non perché non mi incuriosisse, anzi, ma dovevo esserne pronta. Mettermi lì, comoda comoda e godermelo. Dai vari spezzoni visti dai trailer di Netflix e da ciò che leggevo, avevo intuito che non fosse il solito film d’amore. Parla pur sempre d’amore, ma nella maniera più veritiera possibile.
“Storia di un matrimonio” è un film forte, d’impatto. E’ difficile rimanere impassibili di fronte a questa storia, reputo l’interpretazione dei due protagonisti davvero fantastica, sentita fino alla fine. Hanno interpretato una vera e propria coppia in crisi alla perfezione, i litigi, le urlate, la rabbia, la tristezza, le difficoltà. Non si sono privati di niente. Vi posso giurare che nei momenti critici mi veniva la pelle d’oca talmente sembrava così reale. Questa è stata la sensazione percepita durante tutta la durata del film: realtà. La nuda e cruda realtà.
Alla conclusione ti rimane un po’ l’amaro in bocca, perché spiace che sia davvero così reale da farti quasi star male. Io, inoltre, ho un debole per la Johansson, mi piace molto come attrice e ha mostrato più volte di essere assai versatile. Questa per me è stata l’ennesima conferma, davvero, è una garanzia.
Ve lo consiglio caldamente, se non avete paura delle storie vere, di vita vissuta e meno sognata, non ve ne pentirete.

Ecco perché non perdersi “Joker” al cinema!

Questo film mi incuriosiva a tal punto che sarei andata a vederlo la sera stessa in cui è uscito. Tuttavia, non ne ho avuto occasione e non amo particolarmente andare il giorno dell’uscita in quanto c’è troppa gente che potrebbe parlare e disturbare durante il film. I film mi piace gustarmeli in tranquillità e silenzio, non posso farci nulla! Non ho resistito comunque molto, sono andata dopo solo una settimana e niente, l’attesa è valsa tutto quanto!
Mi riferisco al film uscito il due Ottobre di quest’anno e che si trova attualmente ancora al cinema: “Joker“. Diretto da Todd Phillips, con protagonista un fantastico Jaquin Phoenix, “Joker” è il film basato sull’omonimo personaggio, famoso antagonista storico di Batman.
Da non dimenticare che il film, al Festival di Venezia, ha vinto il Leone D’oro come miglior film!

Trama da comingsoon.it:
L’esplorazione di Phillips su Arthur Fleck, interpretato in modo indimenticabile da Joaquin Phoenix, è quella di un uomo che lotta per trovare la sua strada in una società fratturata come Gotham.
Durante il giorno lavora come pagliaccio, di notte si sforza di essere un comico di cabaret… ma scopre che lo zimbello sembra essere proprio lui.
Intrappolato in un’esistenza ciclica sempre in bilico tra apatia e crudeltà, Arthur prenderà una decisione sbagliata che provocherà una reazione a catena di eventi, utili alla cruda analisi di questo personaggio.
L’esplorazione da parte del regista Todd Phillips su Arthur Fleck, un uomo ignorato dalla società, non vuole soltanto uno studio crudo del personaggio ma una storia più ampia che si prefigge di lasciare un insegnamento, un monito.

Inutile dirvi quanto mi sia piaciuto, penso che l’abbiate già intuito dall’entusiasmo iniziale dell’articolo. Trovo questo nuovo approccio al personaggio di Joker molto particolare e innovativo. Non c’è mai stato fin’ora un film di questo tipo, che si prendesse la briga di spiegarne le origini e dare una visione a 360° della sua vita e della sua nascita, tanto meno in un tono così drammatico.
Il film lo definisco drammatico. Drammatico perché, come vi dicevo, l’approccio è totalmente diverso dal solito. Qui entriamo nella vita di Joker, nei suoi disagi, nei suoi problemi, in un modo così profondo e articolato da sentire quelle emozioni tue. La storia è pesante, piena di messaggi importanti, anche molto attuali. Non uscirai mai dalla sala senza aver provato emozioni. Le scene di azione e di “battaglia” sono fin leggere e ti fanno respirare, rispetto al resto della storia. Ma vi posso assicurare che è proprio quello il bello!
Qui entra poi in gioco la bravura nell’interpretazione del protagonista, Joaquin Phoenix. Io mi auguro davvero che vinca un Oscar perché, per quanto mi riguarda, è stato davvero magistrale nell’interpretare una malattia di questo genere in un personaggio così articolato.
“Joker” è uno di quei film che suscitano emozioni e sensazioni diverse in base allo spettatore. In base al carattere, ai pensieri di una persona, quello che suscita può essere diverso ed è per questo che è un film speciale e particolare. Si può adattare tranquillamente alla vita di tutti noi. E’ estremamente personalizzabile e, quando un film raggiunge questo scopo, c’è poco altro da aggiungere.

Serenity – L’isola dell’inganno

Serenity – L’isola dell’inganno” è un film uscito nelle sale italiane nell’estate 2019, distribuito da Lucky Red e diretto da Steven Knight. Il film presenta un cast importante collocando come protagonisti Matthew McConaughey e Anne Hathaway. Il trailer è entusiasmante, inquietante e pieno di tensione, attira veramente l’attenzione.

Baker Dill è il capitano di una barca da pesca ritiratosi su una piccola isola al largo della Florida per sfuggire al suo passato. Solitario e facilmente irritabile, Baker trascorre le sue giornate alle prese con i turisti e con Constance, una donna più grande di lui con cui si frequenta. Ma la sua pacifica esistenza, è destinata a volgere al termine quando la sua sensuale ex moglie, Karen, si presenta da lui con un’agghiacciante richiesta d’aiuto: uccidere il suo nuovo e violento marito prima che possa fare del male a lei e al figlio. In cambio di 10 milioni di dollari, Karen propone a Baker di portare l’uomo sulla sua barca e gettarlo in pasto agli squali una volta per tutte. Diviso tra il presente e un passato mai dimenticato, il capitano Dill si troverà presto a dover fare i conti con segreti, intrighi e ingegnose macchinazioni, che porteranno a galla alcune incredibili verità…

Tutto molto bello. Sì. Il trailer, la trama, gli attori che ne sono protagonisti. Tutto sembra promettere molto bene, lo consideravo uno dei film più attesi per me. Dopo aver visto il trailer al cinema ero rimasta a bocca aperta. “WOW” mi ero detta… E alla fine? Boh. Io non so come definirlo. La delusione in sala era palpabile, quando tutto si è rivelato nella sua realtà è stato molto deludente.
Il film tiene l’attenzione alta all’inizio, non capisci dove sta andando a parare, è tutto molto confusionario per creare suspance, ovviamente. Il che è molto positivo, alza la tensione, tiene incollati alla trama, è tutto al posto giusto. Peccato che, al momento della rivelazione, si riveli tutto deludente. Non trovo altra parola per definirlo. Nutrivo molto verso questo film, sembrava una figata assurda dal trailer e mi aspettavo molto ma molto di più.
Son rimasta stordita tutto il tempo, non capivo dove stesse andando a parare, ogni scena c’era qualche particolare o qualcosa di totalmente assurdo che aggiungeva altri dubbi a quelli già presenti e la rivelazione, la soluzione a tutto non si è rivelata abbastanza forte da farti rimanere contento. Ho letto svariate recensioni a riguardo, anche positive, che ci hanno visto grandi messaggi e grandi parafrasi, ma a me proprio non ha trasmesso nulla. Avere un cast del genere non assicura necessariamente un bel film, a mio parere, ma sono aperta a pareri anche contrastanti al mio per capire un po’ i vari punti di vista!

Edison – L’uomo che illuminò il mondo

Dopo aver visto Benedict Cumberbatch nei panni di Alan Turing in “The imitation game”, è arrivata la volta di vestire quelli di Thomas Edison in “Edison – L’uomo che illuminò il mondo“. Il film, uscito nelle sale italiane nell’estate del 2019, è diretto da Alfonso Gomez-Rejon e distribuito da 01 Distribution.

1880. Thomas Edison, rivoluzionario inventore della lampadina, è sul punto di illuminare Manhattan e di sconvolgere per sempre le abitudini di vita degli americani. L’imprenditore George Westinghouse, a sua volta studioso e inventore, è pronto ad incontrarlo e a proporgli di entrare in società. Ma Edison non ha tempo per nessuno, né per i suoi figli né per Westinghouse né per quell’immigrato serbo, di nome Nikola Tesla, che continua a blaterare che la corrente alternata sarebbe una scelta di gran lunga più efficace ed economica. L’incontro tra il giovane Tesla e l’appassionato Westinghouse riscriverà i piani di Edison e la storia della distribuzione dell’elettricità nel mondo.

Forse sarò un po’ di parte in questa breve recensione, ma io amo Benedict Cumberbatch come attore. Prima ancora di amarlo nei panni del famosissimo Doctor Strange, nella saga Avengers, l’ho adorato nelle vesti di Alan Turing, in “The imitation game”. Trovo che queste parti storiche/drammatiche siano scritte proprio appositamente per lui, le fa molto molto bene.
Questi film storici dal tratto non pesante, sono molto utile anche al fine di una cultura generale. Molte cose, sia di Alan Turing che di Edison, io non le sapevo sinceramente. Come si suol dire, unire l’utile al dilettevole.
Insomma, veniamo al dunque: com’è il film? Bello. A me è piaciuto molto, mi è piaciuta la scelta degli attori, la struttura della trama, le note finali sulla storia vera e propria. E’ davvero tutto al punto giusto.
Mi ha fatta sorridere, inoltre, la presenza di Tom Holland in questo film. Un’accoppiata particolare e funzionante insieme a Cumberbatch, che si ritrovano a condividere la scena di nuovo, in vesti differenti rispetto a quelle degli Avengers.
Menzione particolare la farei anche per Nicholas Hoult che ha interpreato Nikola Tesla, il nemico di Edison.
Che dire, infine? Vi consiglio caldamente questo film e, nel caso ancora non l’abbiate fatto, recuperate anche “The imitation game“: un’incetta di storia e drammaticità.

After – Il film

L’11 Aprile 2019 esce al cinema il film “After”, tratto dall’omonimo romanzo di Anna Todd. Prodotto dalla stessa Anna e diretto da Jenny Gage e distribuito da 01 Distribution.
Premetto di non aver letto il libro, ma per curiosità sono andata a vedere il film al cinema, essendo tratto da un libro molto famoso e noto.

Tessa Young è una giovane studentessa di diciotto anni pronta per il suo primo anno di college. La vita di Tessa però verrà stravolta non appena conoscerà Hardin Scott, un bel giovane studente universitario dal carattere ribelle, rude e freddo, opposto a quello di Tessa. Tra i due giovani ci saranno continui contrasti e tumulti, tanto che finiranno per odiarsi, ma ben presto capiranno che tra loro ci saranno più cose in comune di quanto entrambi potessero immaginare.

Sarò molto breve per questa recensione, lo prometto. Non ho molto da dire tutto sommato perché è una commedia semplice, con nulla di particolare. Ho raccontato le mie prime impressioni nelle storie sul profilo Instagram, appena finito di vederlo e in molti, tramite messaggio privato, mi hanno spiegato un po’ le differenze fra il film ed il libro, ma a quello arriviamo dopo.
Il film, come dicevo, è molto semplice, una storia comunque già vista molte volte, è una commedia/dramma piacevole e gradevole. Una visione prevalentemente dedicata ad un pubblico giovane, ma non disdegnato da nessuno a cui piace qualcosa di un po’ frivolo e spensierato. Sinceramente non so quanto valga la pena vederlo al cinema, vederlo comodamente da casa secondo me è l’ideale per risparmiare soldi. La storia a tratti è prevedibile, battute scontate, neanche il tempo di dirle che già le avevo in testa, però insomma, come io da ragazzina impazzivo per High School Musical, è giusto che adesso si impazzisca per film del genere, diciamocelo!
Per quanto riguarda le differenze fra film e libro, so che sono molto marcate, che hanno stravolto molto i personaggi e la trama stessa, per cui di fedele c’è molto poco tutto sommato, l’hanno reso più commerciale e più vendibile.
Insomma, se vi piacciono questi film un po’ semplici, brevi e con storie d’amore romantiche e travagliate al punto giusto e non avete altro da vedere al cinema, ci può stare. Altrimenti vi conviene vedere dell’altro ed aspettare di vederlo comodamente da casa vostra!

Fino all’osso – Netflix

“Fino all’osso” è stato nella mia lista dei film da vedere da quando è uscito praticamente e finalmente mi sono decisa a vederlo. Ero un po’ restia data la tematica molto particolare al quale sono molto sensibile, dovevo avere l’umore giusto insomma.
Fino all’osso” esce nel 2017, è un prodotto originale Netflix, diretto da Marti Noxon ed è il suo debutto in questa carriera. Nei panni di Ellen, la protagonista, abbiamo Lily Collins, nota, fra i vari titoli, per aver interpretare Biancaneve, in “Biancaneve” con Julia Roberts, nel 2012.

Ellen ha vent’anni e viene da una situazione famigliare molto complessa. Il padre è sempre molto assente nella sua vita, lavora costantemente per mantenere la sua nuova famiglia e la sua madre biologica.
La vita di Ellen è stata molto provata dal divorzio dei suoi genitori e nel tempo ha sviluppato una grave forma di anoressia. L’obbiettivo per Ellen è quello di contenere fra pollice e indice il suo braccio e nel corso della sua malattia diventa una vera e propria ossessione.
La sua matrigna, non sapendo più come gestire questa situazione ed essendo già state inutili le ultime terapie effettuate, decide di fargliene tentare un’ultima, da un noto dottore che tratta queste malattie, prima di rispedirla a casa della sua madre biologica, a Phoenix. Questa terapia prevede che Ellen venga ospitata presso un centro di riabilitazione. Ellen, seppur titubante accetta e i metodi del dottor Beckham si rivelano molto inusuali e la accompagneranno in un viaggio per la conoscenza di sé stessa.

Emozionante, straziante. Sono i primi due aggettivi che mi vengono in mente ripensando a “Fino all’osso“. Il film è un continuo di alti e bassi. Anzi, a dire il vero più bassi che alti perché quello che succede ad Ellen è andare sempre più in basso, sempre di più nel baratro, sempre di più verso il fondo. La vediamo raschiare il fondo e sprofondare metri sotto terra prima che riesca a trovarsi.
Come viene specificato all’inizio, al film hanno lavorato persone che queste vicende le hanno vissute, pertanto non veniamo preservati da niente. Il film è totalmente nudo e crudo, tutte le problematiche, tutte le cose brutte che possono capitare e succedere a chi soffre di questa terribile malattia sono cose del quale lo spettatore non viene privato. Se siete troppo sensibili, non vi consiglio assolutamente la visione perché quello che vedrete può turbare seriamente la vostra sensibilità purtroppo. Se invece volete farvi accompagnare alla scoperta e alla consapevolezza di chi ne soffre, non potrete far altro che farvi emozionare e farvi spogliare totalmente dalle vostre inibizioni. Spesso su queste tematiche si tende a nascondere la testa sotto la sabbia, se il problema non lo vedo non c’è. Invece sono sempre di più le persone, uomini e donne, ragazzi e ragazze, che soffrono di questa malattia tanto da dover essere intubati per poter nutrirsi.
Lily Collins è stata molto brava a rappresentare questa cosa, secondo me fra le sue migliori performance, sebbene non abbia visto chiaramente tutto il suo operato. Ha reso perfettamente il concetto, le difficoltà della malattia, la drammaticità della situazione. Davvero notevole.

Io, sola sulla Terra – Netflix

Dopo aver visto “The titan” su Netflix, impossibile non vedere anche questo. Come già detto, il cinema in generale attualmente sta andando verso una direzione “il mondo sta morendo, dobbiamo andarcene”. E così abbiamo dato il via ad una serie infinita di pellicole di mondi distrutti per le più svariate ragioni. Non fa eccezione “Io, sola sulla Terra” o solo “Io”, che è un film del 2019 originale Netflix, diretto da Jonathan Helpert, con Margaret Qualley, Anthony Mackie, Danny Huston.

Sam è una ragazza in piena adolescenza ed è una delle pochissime persone rimasta ormai sulla Terra. Un cataclisma ha colpito duramente la Terra e la maggior parte della gente si è trasferita su un altro pianeta. Sam invece è rimasta a casa sua, studiando la Terra, la sua evoluzione, cercando modi di sopravvivere su di essa. L’ultimo shuttle per la nuova vita partirà di lì a poco e Sam dovrà decidere se andare, insieme all’uomo con il quale ha scoperto una bell’affinità, che vuole fortemente andarsene, oppure rimanere nell’unico posto che lei riesce a chiamare casa.

Ho letto su internet varie recensioni ed il film, in generale, non ha ricevuto molti consensi. Mi sono chiesta perché, cercando di analizzare per bene il film e, onestamente, non ho trovato molta differenza con il film “The martian”. L’unica differenza è che, in quel caso, il protagonista non era sulla Terra, ma su Marte e doveva cercare di sopravvivere lì, con le ostilità del pianeta. In “Io, sola sulla Terra” invece Sam è appunto sul nostro pianeta contaminato di aria tossica e deve cercare di sopravvivere lì, con queste ostilità. Eppure “The martian” è piaciuto molto. Non capisco davvero questa differenza di opinione per due prodotti molto simili.
Io ho trovato il film ben fatto, sebbene non mi abbia fatta totalmente impazzire. Parte molto lento e il ritmo rimane lento per tutta la prima parte del film praticamente perché fondamentalmente è lei, sola sulla Terra, quindi per tutta questa fase vediamo solo la protagonista fare cose, analizzare i posti intorno a lei e via dicendo. A parte questo, l’ho trovato un film molto d’impatto, con un finale veramente sconvolgente. Sul serio, il finale mi ha davvero sconvolta, non avrei mai pensato potesse esserci un epilogo simile a questa storia, è davvero un colpo di scena, ma in tutto il suo significato lo trovo meraviglioso. Non posso dire espressamente che cosa mi ha colpito di questo finale perché farei lo spoiler del secolo spifferandovi tutto il significato del film, ma ci tengo a precisare che è davvero qualcosa di inimmaginabile e molto molto profondo. Si potrebbe fare una similitudine con il mondo del giorno d’oggi, insieme a tutti i suoi difetti e tutto quello che ne comporta con l’ultima decisione della protagonista.
In conclusione non lasciatevi scoraggiare dalle recensioni in giro, se vi è piaciuto lo stile di “The martian”, apprezzerete anche questo e vedrete come si evolve fino al suo bellissimo epilogo!