The titan – Netflix

Abbiamo già appurato che Netflix ormai sta andando verso la direzione fine del mondo e similari. Credo che l’80% dei film che sforna negli ultimi tempi, siano dedicati a fine del mondo, scenari apocalittici e via dicendo. Oggi parliamo di “The titan” che non è assolutamente da meno!
The titan” esce nel 2018, diretto da Lennart Ruff con protagonisti Sam Worthington e Taylor Schilling.

Siamo nel 2048. La Terra è seriamente in difficoltà e non riesce più ad ospitare la vita come un tempo. L’Uomo l’ha messa troppo sotto sforzo ed ora ne sta presentando il conto che è piuttosto amaro. Rick Janssen è il pilota dell’aeronautica militare americana e viene scelto per partecipare ad un esperimento di evoluzione forzata che promette di trasformarlo in un superumano in grado di sopravvivere su Titano che è un pianeta diverso dalla Terra e molto più ostile. Questo esperimento, nonostante vada a buon fine, metterà in serio pericolo la vita della famiglia Janssen.

La prima cosa che mi viene in mente ripensando a questo film è senza ombra di dubbio la scenografia. Alcuni scenari sono davvero suggestivi, i cambiamenti sull’aspetto fisico delle persone sul quale avviene l’esperimento fatti realmente benissimo e, per questo, molto impressionanti!
Per me questo è il film più bello che ho visto da Netflix negli ultimi tempi. Mi è davvero piaciuto moltissimo e ho adorato ritrovare Taylor Schilling che, per chi non lo sapesse, l’abbiamo già vista nella serie TV originale Netflix “Orange is the new black” nelle vesti di Piper, una delle protagoniste. Non pensavo potesse essere così versatile, quando ho visto che era lei non credevo fosse in grado di fare anche un film d’azione, avendola conosciuta prima in “Ho cercato il tuo nome”, il film romantico/drammatico tratto dal romanzo di Nicholas Sparks, e poi nella serie TV sopracitata. Invece mi ha sorpresa, è stata davvero brava e degna di nota.
Il film chiaramente è pieno di tensione e di angoscia. Il cambiamento che subiscono le persone soggette all’esperimento non è per nulla scontato, se siete impressionabili, non è un film che potete guardare senza tapparvi gli occhi in alcune scene, fidatevi! Fatta questa premessa, ve lo consiglio caldamente se amate scenari apocalittici unito ad un po’ di fantascienza perché anche la fase dell’esperimento è molto ben fatta e molto interessante.
In ultimo, ma non per importanza, il finale merita una considerazione. Insomma, dalla trama che vi ho detto e se vi dico che il film è pieno di azione e quant’altro, che cosa vi aspettate che possa succedere in conclusione? Quando ho iniziato a vederlo avevo pensato a varie opzioni. Beh, vi posso dire che qualsiasi cosa mi e vi sia venuta in mente… No, non è così. Il finale, per me, è stato un colpo di scena. Un bellissimo colpo di scena, non me lo sarei mai aspettato e non ci avrei neanche mai creduto. Ed è bello quando è così perché ormai, stupire con un finale non è una cosa semplice e, soprattutto, da Netflix non me l’aspettavo dato che ormai sembrano abbastanza fissati con quei finali che alla fine ti fanno esclamare solamente “ma che cazz…”
Detto ciò, lasciatevi stupire da “The titan“. Non ve ne pentirete.

Io, sola sulla Terra – Netflix

Dopo aver visto “The titan” su Netflix, impossibile non vedere anche questo. Come già detto, il cinema in generale attualmente sta andando verso una direzione “il mondo sta morendo, dobbiamo andarcene”. E così abbiamo dato il via ad una serie infinita di pellicole di mondi distrutti per le più svariate ragioni. Non fa eccezione “Io, sola sulla Terra” o solo “Io”, che è un film del 2019 originale Netflix, diretto da Jonathan Helpert, con Margaret Qualley, Anthony Mackie, Danny Huston.

Sam è una ragazza in piena adolescenza ed è una delle pochissime persone rimasta ormai sulla Terra. Un cataclisma ha colpito duramente la Terra e la maggior parte della gente si è trasferita su un altro pianeta. Sam invece è rimasta a casa sua, studiando la Terra, la sua evoluzione, cercando modi di sopravvivere su di essa. L’ultimo shuttle per la nuova vita partirà di lì a poco e Sam dovrà decidere se andare, insieme all’uomo con il quale ha scoperto una bell’affinità, che vuole fortemente andarsene, oppure rimanere nell’unico posto che lei riesce a chiamare casa.

Ho letto su internet varie recensioni ed il film, in generale, non ha ricevuto molti consensi. Mi sono chiesta perché, cercando di analizzare per bene il film e, onestamente, non ho trovato molta differenza con il film “The martian”. L’unica differenza è che, in quel caso, il protagonista non era sulla Terra, ma su Marte e doveva cercare di sopravvivere lì, con le ostilità del pianeta. In “Io, sola sulla Terra” invece Sam è appunto sul nostro pianeta contaminato di aria tossica e deve cercare di sopravvivere lì, con queste ostilità. Eppure “The martian” è piaciuto molto. Non capisco davvero questa differenza di opinione per due prodotti molto simili.
Io ho trovato il film ben fatto, sebbene non mi abbia fatta totalmente impazzire. Parte molto lento e il ritmo rimane lento per tutta la prima parte del film praticamente perché fondamentalmente è lei, sola sulla Terra, quindi per tutta questa fase vediamo solo la protagonista fare cose, analizzare i posti intorno a lei e via dicendo. A parte questo, l’ho trovato un film molto d’impatto, con un finale veramente sconvolgente. Sul serio, il finale mi ha davvero sconvolta, non avrei mai pensato potesse esserci un epilogo simile a questa storia, è davvero un colpo di scena, ma in tutto il suo significato lo trovo meraviglioso. Non posso dire espressamente che cosa mi ha colpito di questo finale perché farei lo spoiler del secolo spifferandovi tutto il significato del film, ma ci tengo a precisare che è davvero qualcosa di inimmaginabile e molto molto profondo. Si potrebbe fare una similitudine con il mondo del giorno d’oggi, insieme a tutti i suoi difetti e tutto quello che ne comporta con l’ultima decisione della protagonista.
In conclusione non lasciatevi scoraggiare dalle recensioni in giro, se vi è piaciuto lo stile di “The martian”, apprezzerete anche questo e vedrete come si evolve fino al suo bellissimo epilogo!

Hunger Games – Libri vs film

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Mi sono resa davvero conto di non aver ancora parlato di “Hunger Games” nella sezione film! Quale sciagura, amando così tanto la saga ed avendo già parlato dei libri (clicca qui per la recensione). Così ho deciso di rimediare prontamente e quale miglior modo se non con una collaborazione? Difatti in questo articolo troverete la parte puramente dedicata al confronto con i libri, invece sul profilo di Lorenzo, un blogger recensore di film, troverete la parte dedicata al libro in sé, quindi cliccate qui per la review completa!
Bene, ora veniamo al dunque. Senza dubbio non parliamo di un film recente, difatti il primo è uscito nel 2012, diretto da Gary Ross, che è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo best-seller, ambientato in un futuro distopico ed apocalittico.

In un’America post apocalittica dove Katniss, che è la protagonista, vive nella nazione di Panem, che è a sua volta suddivisa in 13 distretti ed è governata da un sistema totalitario. Katniss viene dal dodicesimo distretto, attualmente il più povero, dopo che il tredicesimo è stato annientato in una tentata rivoluzione. Infatti, in passato i cittadini dei distretti hanno tentato più volte una rivolta contro Capitol City, sede del regime autoritario, che per ricordare il fallimento delle loro ribellioni, ogni anno sceglie da tutti i distretti un ragazzo ed una ragazza per gli “Hunger Games“, un combattimento mortale trasmesso come un reality nelle televisioni di tutti, anche dei più poveri, che vede come vincitore l’unico che riesce a sopravvivere.

I libri sono tre, è una trilogia. Nel caso dei film invece, sono stati divisi in quattro. I primi due hanno il loro omonimo, invece l’ultimo, “Il canto della rivolta”, è stato diviso in due parti. E’ stata una divisione molto azzeccata ed interessante. L’ultimo è pieno di informazioni e di azione, quindi dividere per non appesantire e non tralasciare troppe cose salienti è stata la decisione migliore.
Questo è stato uno dei pochi casi in cui ho guardato prima i film iniziali, poi ho letto la trilogia ed infine ho concluso con gli ultimi due. Ciò non mi ha impedito di amare entrambi, perché davvero i film sono notevoli e trovo che siano stati trasposti molto bene dai romanzi. Dalle ambientazioni molto suggestive e particolarmente azzeccate alla caratterizzazione dei personaggi.
Il personaggio di Katniss, in particolare, è il mio preferito. Lo è stato nel libro come nel film, è una ragazza forte e coraggiosa, davvero invidiabile! Trovo che sia stata molto azzeccata Jennifer Lawrence nei suoi panni perché l’ha interpretata egregiamente. Non potevano prendere una Katniss migliore, sia negli atteggiamenti, nelle espressioni, davvero in tutto. Secondo me è il personaggio meglio riuscito, che è stato interpretato meglio in assoluto!
L’unica nota dolente, per me, forse è stato come hanno eclissato un pochino il personaggio di Haymitch che era tra i miei personaggi preferiti della serie e che, specialmente, nell’ultimo è stato accantonato un po’. Nel libro infatti viene raccontata la sua storia, come ha vinto i suoi Hunger Games e cose di questo tipo, invece nel film non ne viene fatta proprio parola. Peccato, perché era davvero interessante ed era perfetto per un personaggio così elaborato e particolare come lui.
La cosa più bella del film invece è che è riuscito benissimo a trasmettere lo stesso messaggio della saga. La stessa riflessione fatta per il libro quindi, non sto a ripetervela rischiando di annoiarvi, ma è impossibile non menzionare la forza del popolo più povero, che ha avuto il coraggio di ribellarsi ad una situazione non umana ed umiliante, da una parte così tanta ricchezza, dall’altra estrema povertà. Il tutto solo tramite un simbolo. Tanti anni di povertà e stenti quando un simbolo, una persona che si è esposta ha ribaltato la situazione totalmente. Fa davvero riflettere. Insomma, ha molti lati positivi e profondi la storia, credo non basterebbero mille articoli per poterne parlare in modo più profondo e scovare tutti i messaggi e le riflessioni che ci può porre!

Che dite? Cosa ne pensate voi?
Vi ricordo di cliccate qui per la recensione completa!

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Animali fantastici – I crimini di Grindelwald

Tornando un po’ ai film, ma senza distaccarci molto anche in questo caso dai libri, parliamo di “Animali fantastici – I crimini di Grindelwald“. Sono andata a vederlo Venerdì sera, curiosissima dato che il primo mi era piaciuto davvero molto e soprattutto anche di vedere Jhonny Depp all’opera in un personaggio come Grindelwald!
“Animali fantastici – I crimini di Grindelwald” è un film uscito il 15 Novembre 2018 al cinema, diretto da David Yates, distribuito da Warner Bros e tratto dal romanzo di J. K. Rowling.

Un anno dopo gli avvenimenti di “Animali fantastici e dove trovarli”, Grinderlwald è prigioniero al MACUSA dove, per impedire che usasse le sue doti persuasive sui carcerieri, gli è stata tagliata la lingua. In vista di un trasferimento in Inghilterra, Grindelwald, con l’aiuto di una talpa, riesce a scappare ed andare via con la carrozza ch doveva condurlo a Londra.
Tre mesi dopo, Newt Scamander si rivolge al Ministero della Magia per chiedere la restituzione del diritto a viaggi internazionali, revocato dopo la sua distruttiva visita a New York, che gli viene ancora negato a meno che non accetti di collaborare con loro alla ricerca di Credence Barebone che è ricomparso a Parigi ed è ritenuto l’ultimo sopravvissuto di una lunga stirpe di maghi purosangue. Dopo aver appunto rifiutato questa offerta, Newt viene contattato da Albus Silente, che al tempo insegnava Difesa contro le Arti Oscure presso la scuola di Hogwarts, e gli chiederà di recarsi a Parigi in cerca di Credence ed aiutarlo a combattere Grindelwald dal momento in cui lui, per qualche motivo, è impossibilitato a farlo personalmente.
Dopo la chiacchierata con Silente, Newt torna a casa e trova i suoi vecchi amici, Queenie e Jacob, che hanno seguito Tina, la sorella di Queenie in Europa. Dopo un litigio fra i due, Queenie li lascia per andare a cercare sua sorella. Da lì inizierà il viaggio di Newt e Jacob che li condurrà fuori dai confini britannici, alla ricerca di Tina, Queenie e, soprattutto, di Credence.

Inutile dire che la Rowling, in fatto di cattivi, sa davvero il suo perché. Il personaggio di Grindelwald è davvero qualcosa di sublime, sicuramente il fatto che ad interpretarlo ci sia Jhonny Depp fa la sua figura ed aiuta moltissimo. A tratti però, l’interpretazione di Jhonny Depp, mi ha ricordato molto quando ha recitato nei panni di Barnabass Collins in Dark Shadows, il film di Tim Burton, ma tutto sommato sono tenebrosi e misteriosi entrambi, quindi un po’ ci sta e glielo perdoniamo, anche perché ad uno come Depp d’altronde cosa non gli vuoi perdonare?
In tema di attori bravi, devo menzionare per forza anche Eddie Redmayne, nei panni di Newt, che trovo, come nel primo, sempre adorabile e perfettamente incline al personaggio con le sue espressioni buffe ed atteggiamenti goffi, che è tanto bravo a curare e parlare con gli animali fantastici tanto quanto è goffo nei rapporti umani! Anche l’attore che rappresenta lui da ragazzino è stato davvero fantastico, sembrava davvero Newt in miniatura, stessa espressione, stesso modo di parlare, davvero sensazionale!
Altra menzione obbligata è per Jude Law che ha dato ad Albus Silente un tono misterioso ed anche un po’ sexy, decisamente diverso da quello che siamo stati abituati a vedere nella sua versione più anziana degli Harry Potter, davvero notevole!
In generale il film mi è piaciuto, ma mi aspettavo molto di più. Insomma, il film s’intitola, anche in lingua originale “Animali fantastici – I crimini di Grindelwald“, ma Grindelwald si vede davvero davvero poco, anche se il quel poco c’è davvero tanto, tutto sommato. Mi aspettavo un film pieno d’azione e pieno di accadimenti, invece l’ho trovato un po’ lento, specialmente all’inizio, dove la fase introduttiva era un po’ lentina. Diciamo che, a questa mancanza, hanno sopperito un po’ i vari riferimenti alla saga di Harry Potter, impossibili da non cogliere per i veri amatori. In particolare mi riferisco alla presenza di Nicholas Flamel, lo scopritore della pietra filosofale e tante altre cosine carine che è giusto non vi spoileri.
Verso la fine tuttavia il film si è rialzato molto, pieno di tensione ed azione, si è entrati nel vivo della storia, si è visto per un po’ vero antagonista Grindelwald e la sua maestria. Ho letto in internet che ci saranno almeno tre film di questa saga, quindi è chiaro che i primi siano per lo più introduttivi, come è successo anche con Harry Potter, dove la vera e propria battaglia e l’azione derivante, si sprigionavano circa nelle ultime quattro pellicole. Quindi riguardo alla saga rimango molto fiduciosa, anche se non mi ha convinta troppo.
Non ho letto sinceramente i romanzi della saga, mea culpa, lo ammetto, è una cosa bruttissima da fare, prometto che rimedierò presto, ma parlo da semplice spettatrice del film, non posso fare paragoni con i romanzi, almeno per ora.
Insomma, rimaniamo in attesa dei prossimi, sperando siano davvero sensazionali e che ci sappiano stupire come gli Harry Potter.