Aladdin (2019)

Dopo “La bella e la bestia” e “Dumbo“, è arrivato il turno di “Aladdin”. Lo ammetto, “Dumbo” l’ho saltato perché sinceramente a vederlo al cinema avrei pianto per un’ora e mezza. Mi prende proprio nel profondo come cartone e temevo di viverla troppo male. Lo guarderò con calma sulla TV. Diversa è stata la sorte di “Aladdin” che, al contrario, non vedevo l’ora di vedere. Esce il 22 Maggio 2019, co-scritto e diretto da Guy Ritchie ed è la versione live-action del celebre cartone animato del 1992. Interpreti di questa storia abbiamo nomi del calibro di Will Smith ed una notevole Naomi Scott.

La trama faccio a meno di scriverla, non credo esista persona al mondo che non conosce questa storia.

Un film notevole, mi è piaciuto discretamente. Dico discretamente perché non amo particolarmente quando vengono cambiate le parole di canzoni così famose che le conoscono anche i sassi. Ti ritrovi al cinema a cantarle come uno scemo quando… “Ah no, è diversa“, ma te ne freghi e continui a cantare l’originale! Inoltre, per quanto riguarda le canzoni, ho trovato che ci fossero davvero un po’ troppe canzoni e troppi balletti. Per carità, il cast è bravissimo, sono stati notevoli, ma i primi venti minuti di film sono composti da tre canzoni con tre balletti. E lo dico da persona che ama i musical e le canzoni nei film, quindi sono anche contenta, ma in questo caso riconosco che fosse un po’ troppo.
La celebre scena de “Il mondo è mio” è un qualcosa di strepitoso e molto emozionante, ho avuto la pelle d’oca tutto il tempo, la bambina che è in me è uscita prepotentemente ed era sul tappetto insieme ai protagonisti a sorvolare il mondo. Altra scena emozionante è stata di una canzone che è stata aggiunta (perché rispetto al cartone ci sono state varie aggiunte di questo tipo) che s’intitola “La mia voce“. Mi ha emozionata ancora di più e, inoltre, è anche molto attuale. E’ il risultato di una Jasmine meno principessa della favole e più donna moderna. Sì, perché il suo personaggio ha subito questo tipo di cambiamento. Se nel cartone abbiamo una Jasmine perfettamente in linea con tutte le altre principesse, in questo live-action abbiamo la versione 2019 della stessa: una donna che combatte, che non sta zitta, che fa sentire, appunto, la sua voce e non la fa spegnere da nessuno, come dice la canzone stessa. Un risvolto molto femminista che molti hanno considerato fuori luogo, ma a me invece è piaciuto. Un film per bambini con una donna diversa da “voglio solo il mio principe” non è sicuramente una cosa che salverà il mondo, ma pone un altro tassello alla causa.
Sempre per quanto riguarda il personaggio di Jasmine, non ho apprezzato totalmente la scelta di Naomi Rivieccio per il canto italiano, non perché lei non sia brava, anzi, ha una voce pazzesca, ma l’ho trovata molto poco da Jasmine, come voce. Non ci stava proprio bene, essendo Naomi Scott una donna minutina, elegante, nei panni di una principessa come questa, la voce di Naomi Rivieccio stonava un po’, era molto forte rispetto alla vista. Però sicuramente si tratta di una sottigliezza, quando si ascoltano le canzoni, la sua voce rimane pazzesca!
Ho apprezzato abbastanza anche Will Smith nei panni del genio. Lo ammetto, ero un po’ scettica, ma ha dato un tono divertente al genio della lampada, rendendo piacevole il film proprio a tutti, grandi e bambini.
Inoltre, gli scenari erano bellissimi, molto suggestivi, hanno ricreato Agrabah in modo molto fedele e pazzesco, gli effetti speciali rendevano il tutto ancora più pazzesco. Dopo la prima parte del film, più musicale che altro, mi sono entusiasmata di più nel secondo tempo, siamo entrati nel vivo dell’azione, con un Jafar molto molto simile a quello originale.
Insomma, sembra davvero che sia tutto al suo posto, eppure non sono uscita dal cinema urlando “Wow, che figata pazzesca”, anche se veri e propri difetti e cose da criticare non ce ne sono più di tante. Gli sarà mancato quel qualcosa in più, ma rimane comunque un film da vedere, per risvegliare il bambino che è in noi.