Ricchi d’amore (2020)

Eccoci con un nuovo film marcato Netflix. Questa a volte a sorprenderci non è un film spagnolo, che stanno spopolando sulla piattaforma negli ultimi tempi, ma bensì un film.. Brasiliano! Inutile dire che, anche loro, potrebbero fare strada!
Mi riferisco, chiaramente, a “Ricchi d’amore“, uscito a fine aprile 2020, regia di Bruno Garotti. Ora veniamo alla trama!

I protagonisti di questa rom-com sono Teto e Paula. Lui è un giovane spensierato, figlio di un ricco imprenditore di pomodori, che ha una sorta di sindrome di Peter Pan e vuole solo continuare a divertirsi con i soldi di suo padre. Lei è una ragazza di estrazione umile che, al contrario, vuole essere indipendente e studia Medicina per realizzare i propri sogni.
La tranquillità di Teto viene sconvolta improvvisamente quando suo padre gli annuncia che dovrà cominciare anche lui a lavorare. 
Il ragazzo si gode l’occasione del Festival del Pomodoro, in paese, come ultimo momento di fiesta. Proprio qui conosce Paula e, per fare colpo su di lei, le mente dicendole di essere povero. Aiutato dall’amico Igor, figlio dei braccianti di suo padre, finirà a Rio de Janeiro trascinato in una girandola di equivoci e situazioni esilaranti, nel tentativo di fare breccia nel cuore di Paula. A complicare ulteriormente la situazione ci si metteranno anche le amiche di lei: Alana, Raíssa e Kátia.
(Fonte: nospoiler.it)

Cosa si può dire intanto di questo film? Beh, senza ombra di dubbio che è una bellissima commedia. Sebbene la storia non sai fra le più originali, perché insomma, un ricco che si finge povero che fare breccia nel cuore di una donna a cui non interessano i soldi, è una trama abbastanza scontata, ma nonostante ciò si distingue come pellicola.
Mi è piaciuta particolarmente l’ambientazione che è stata data, l’azienda di pomodori innovativa.. non so, ha fatto breccia nel mio cuore!
Detto ciò, è un film romantico, leggero, che ha come sfondo una Rio De Janeiro spettacolare e mozzafiato, tutto sommato una buona interpretazione dei personaggi. Insomma, le carte in regola per essere un film gradevole ci sono tutte. Ovvio, se vi aspettate qualcosa di particolarmente innovativo, non fiondatevi su questa nuova uscita, ma se le vostre intenzioni sono quelle di divertirvi, guardare un film leggero, romantico, “da occhia a cuoricino”.. Beh, è proprio quello che stavate cercando!!

Cosa mi lasci di te (2020)

Cosa mi lasci di te” (“I still believe” in lingua originale) è un film di genere drammatico/romantico uscito nel 2020, diretto da Andrew Erwin, Jon Erwin, con K.J. Apa e Britt Robertson, distribuito da Notorious Pictures. Lo trovate direttamente sulla piattaforma Prime Video di Amazon (incluso nell’abbonamento prime delle spedizioni!!).

Jeremy Camp, star della musica cristiana contemporanea. Un viaggio nell’amore, quello forte provato dal cantante per la fidanzata Melissa, che, a causa di una malattia, avrebbe avuto vita breve. Poco più che ventenne Jeremy decide di compiere il grande passo e sposare la sua Melissa, il grande amore della sua vita, così da poterle stare accanto nel bene e nel male e coronare il loro giovane sogno d’amore. Da questa scelta di condividere un momento così triste e rendere la vita della ragazza fatta di istanti felici, Jeremy tira fuori un nuovo brano, “I Still Believe”, una delle sue hit più celebri della sua carriera e colonna sonora del film.
Il film racconta la malattia di una persona cara e la speranza, quel bagliore nell’oscurità che è sempre l’ultimo a morire.
Fonte: comingsoon.it

Senza ombra di dubbio è un film che spacca il cuore, il sapere che è tratto da una storia vera da un colpo di grazia finale ai nostri sentimenti, questo è più che certo.
Detto ciò, in più punti sono rimasta un po’ perplessa e basita per alcune scelte effettuate. Non voglio fare spoiler, quindi non posso assolutamente dirvi espressamente cosa intendo, ma ho notato che in vari punti ci sono determinate cose che accadono, senza averne molto un senso compiuto o per lo meno spiegato nella narrazione. E’ una cosa che nel film è così e basta, ma che fondamentalmente non ha alcun senso, buttato lì in quel modo.
Il film inizia a prendere un buon ritmo dopo che si scopre la malattia di Melissa, l’inizio della loro storia d’amore è un po’ un’accozzaglia di informazioni e scene più o meno romantiche e scontate messe in successione, ma dovrebbe essere, in realtà, la parte in cui ci innamoriamo dei protagonisti e della loro relazione.
Insomma, come avrete ben capito, si poteva fare di meglio. Per gli amanti del genere drammatico/sentimentale è sicuramente un film gradevole da vedere, ma, essendo tratto da una storia reale, si poteva attingere a qualcosina di più, dal mio punto di vista. Ci sono troppi buchi di trama che non tornano, che non fanno apprezzare la storia per quello che è, è un vero peccato.
In conclusione, non ho amato neanche particolarmente l’interpretazione di K.J. Apa, non lo trovo un attore adatto ad una parte del genere, che io immagino un po’ più matura e profonda. Sarà che sono abituata a vederlo in “Riverdale“, un teen drama, che non riesco ad apprezzarlo come dovrebbe, ma davvero non mi ha convinta.
Nel complesso è un film gradevole e carino, ma data la storia narrata si poteva fare molto meglio.

After – Il film

L’11 Aprile 2019 esce al cinema il film “After”, tratto dall’omonimo romanzo di Anna Todd. Prodotto dalla stessa Anna e diretto da Jenny Gage e distribuito da 01 Distribution.
Premetto di non aver letto il libro, ma per curiosità sono andata a vedere il film al cinema, essendo tratto da un libro molto famoso e noto.

Tessa Young è una giovane studentessa di diciotto anni pronta per il suo primo anno di college. La vita di Tessa però verrà stravolta non appena conoscerà Hardin Scott, un bel giovane studente universitario dal carattere ribelle, rude e freddo, opposto a quello di Tessa. Tra i due giovani ci saranno continui contrasti e tumulti, tanto che finiranno per odiarsi, ma ben presto capiranno che tra loro ci saranno più cose in comune di quanto entrambi potessero immaginare.

Sarò molto breve per questa recensione, lo prometto. Non ho molto da dire tutto sommato perché è una commedia semplice, con nulla di particolare. Ho raccontato le mie prime impressioni nelle storie sul profilo Instagram, appena finito di vederlo e in molti, tramite messaggio privato, mi hanno spiegato un po’ le differenze fra il film ed il libro, ma a quello arriviamo dopo.
Il film, come dicevo, è molto semplice, una storia comunque già vista molte volte, è una commedia/dramma piacevole e gradevole. Una visione prevalentemente dedicata ad un pubblico giovane, ma non disdegnato da nessuno a cui piace qualcosa di un po’ frivolo e spensierato. Sinceramente non so quanto valga la pena vederlo al cinema, vederlo comodamente da casa secondo me è l’ideale per risparmiare soldi. La storia a tratti è prevedibile, battute scontate, neanche il tempo di dirle che già le avevo in testa, però insomma, come io da ragazzina impazzivo per High School Musical, è giusto che adesso si impazzisca per film del genere, diciamocelo!
Per quanto riguarda le differenze fra film e libro, so che sono molto marcate, che hanno stravolto molto i personaggi e la trama stessa, per cui di fedele c’è molto poco tutto sommato, l’hanno reso più commerciale e più vendibile.
Insomma, se vi piacciono questi film un po’ semplici, brevi e con storie d’amore romantiche e travagliate al punto giusto e non avete altro da vedere al cinema, ci può stare. Altrimenti vi conviene vedere dell’altro ed aspettare di vederlo comodamente da casa vostra!

Lo spazio che ci unisce

Non so voi, ma quando devo parlare di un film originale Netflix, ho sempre un po’ l’amaro in bocca. Secondo me ha ancora molto margine di crescita. Per quanto riguarda le serie TV lo trovo imbattibile, ma sui film qualche metro di strada c’è ancora da fare. Lo “stile Netflix” è inconfondibile, si distingue molto dagli altri, per azione e tensione, anche in quelli più romantici ed è questo a renderlo speciale.
Come detto prima, le serie TV le amo, tutte quelle che ho visto mi sono sempre piaciute, ma sui film ho sempre qualche riserbo perché, sebbene le trame siano belle, intriganti e in linea coi tempi, lo sviluppo della storia non è sempre quello che mi aspetto. Ma veniamo ad oggi, che parliamo di “Lo spazio che ci unisce“. Esce nel 2017, regia di Peter Chelsom e prodotto, appunto, da Netflix e lo possiamo collocare nel genere drammatico/sentimentale. Tra i principali protagonisti abbiamo attori come Asa Butterfield, Gary Oldman e Britt Robertson.

La missione è ben chiara: poter vivere su Marte. E’ con questo obbiettivo che partono gli astronauti, per poter studiare e vedere se è possibile per gli esseri umani poter vivere su Marte e diventare a tutti gli effetti cittadini di Marte. La squadra così, dopo una breve presentazione, parte per la missione, a capo di Sarah Elliot. Tutto procede bene nel viaggio verso il pianeta quando Sarah si rende conto di essere incinta. Decidono così di tenere il segreto, di non dirlo a nessuno e di farla partorire su Marte, sebbene sia un terreno totalmente inesplorato e non si sappia realmente il feto come reagisce all’atmosfera differente e alle condizioni climatiche ben diverse da quelle terrestri. Sarah partorisce, assistita dai suoi colleghi, ma dopo aver dato alla luce Gardner ha un arresto cardiaco e muore.
Dopo sedici anni da questo episodio, Gardner è ancora segreto al mondo, nessuno sa della sua esistenza e lui è il primo abitante effettivo di Marte della storia. Costantemente controllato dal team nella sua crescita, Gardner viene cresciuto dagli scienziati, è molto intelligente e sveglio e negli anni ha sporadici contatti con una ragazza sua coetanea che abita sulla Terra, il pianeta dal quale viene che per lui è solo un miraggio lontano. E’ così che deciderà di voler intraprendere questo viaggio interplanetario alla scoperta di questo pianeta per lui inesplorato e alla ricerca della sua unica amica terrestre.

“Per tutta la vita non ho potuto provare niente: la sensazione dell’acqua, del calore di un fuoco, lo sferzare del vento sulla faccia e ora posso farlo!  Ma è nulla rispetto a quello che provo per te. Io ero così impaurito di non riuscire ad essere come voi, ma tu mi hai reso umano Tulsa.”

Trama particolare e non scontata quella di “Lo spazio che ci unisce“. Ho inserito questo film nella lista di quelli da vedere molto tempo fa, ma mi son decisa a vederlo solo qualche giorno fa. Forse anche perché le trame di Netflix non sono poi così in grado di attirare la curiosità: sono due righe quasi insignificanti, che non dicono nulla. Invece mi sono ritrovata davanti un film che mi è piaciuto moltissimo. Non è stato promosso molto dalla critica, difatti in rete sono facilmente reperibili i pareri, che gli danno appena 5/10, nei migliori casi. Tuttavia, dal pubblico è stato molto amato.
Il film si presenta con degli effetti speciali discreti, per essere nel 2018 potevano fare molto meglio, renderli più realistici, molte scene sembrano veramente fintissime e senza ombra di dubbio, in una pellicola del genere è una grossa pecca, trattando di viaggi interplanetari, astronauti, Marte e via discorrendo. Fortunatamente acquisisce punti con la trama, che viene sviluppata molto bene ed è molto chiara. Gardner cresce con gli scienziati del team di Sarah, quindi è molto intelligente, sa come usare a suo piacimento molte loro tecnologie, che è poi il modo in cui riuscirà a svignarsela dalla NASA. Ci troviamo quindi davanti un ragazzo cresciuto con la gravità di Marte che quindi ha ossa e cuore molto deboli per poter vivere sulla Terra. Tuttavia è desideroso di trovare suo padre, di sapere di più su sua madre, di sentirla vicina, essendo convinto di essere stato lui ad ucciderla.
La storia ti tiene incollato allo schermo, crea molta suspance e la storia d’amore con Tulsa, la ragazza con cui ha contatti, soddisfa e scalda anche l’animo più freddo e cinico.
Come dicevo all’inizio, le pecche che trovo costanti in ogni film Netflix è proprio la conclusione. Sebbene lascino intendere molte cose, non danno mai reali risposte e l’idea finale è sempre “e adesso? Cosa succede?” e direi che è l’ultima cosa che un assiduo amatore di film vorrebbe. Trame eccezionali con questi finali un po’ amari. Rispetto ad altri questo sicuramente lo è molto meno, quindi sicuramente qualche passo avanti, rispetto a qualche anno fa, è stato fatto. Un finale del genere lo accetto solo nel caso in cui lasci uno spunto di riflessione, ma qualcosa di chiaro, quindi tutto sommato questo lo accetto discretamente, anche perché il film in sé mi è piaciuto molto.
Abbiamo una storia d’amore svolta su due pianeti diversi, è senza ombra di dubbio ciò che di meglio un animo romantico può desiderare e sperare!!