50 mila pagine AWARDS (2020)

Eccoci arrivati in quel periodo dell’anno, fatto di bilanci, valutazioni e propositi. L’anno scorso l’idea dei miei personalissimi Awards vi era piaciuta, quindi eccoci qua con l’edizione del nuovo decennio. In questa lista vi dirò, per ogni genere, il mio libro preferito letto nel 2019. Iniziamo subito!

  • Per il genere thriller, mi spiace, sarò ripetitiva, ma la Novak, così come l’anno scorso, la fa da padrona. Questo è l’anno dell’uscita del terzo capitolo della saga di Alaska, impossibile non metterla nei miei best 2019. “Alaska: la resa dei conti” è la chicca di questa saga che conclude le vicende dei libri precedenti (fingiamo di non sapere del quarto capitolo, è meglio). Una menzione particolare però la farei anche a “Una ragazza scomparsa” sempre di Brenda Novak. Ho ancora i brividi a ripensare a quella storia!
  • Per il genere fantasy direi che i miei preferiti sono stati assolutamente “L’artificio dell’illuminato” di Sarah Helmuth, che ho avuto il piacere di conoscere e di intervistare faccia a faccia. Il suo libro e la sua saga meritano così tanto che non poteva non meritarsi il mio personalissimo Award del fantasy. Devo citarne due perché, se l’artificio mi ha colpita, “Memorie di sangue” di Eva D’amico ha fatto breccia dritta dritta nel mio cuore. Entrambi i capitoli della duologia li ricordo ancora così bene da pensare ai personaggi tutt’ora, l’ho amato, se non si fosse capito!
  • Per il genere storico, di cui ho letto poco quest’anno, devo premiare assolutamente “Saya” di Salvatore Pireddu e “Spyros il marinaio italiano” di Rita Giammaresi. Entrambi ambientati nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, mi hanno così colpita e mi sono rimasti così impressi che era inevitabile dargli questo premio! Se vi piacciono i libri storici, questi non possono non far parte della vostra libreria!
  • Per il genere romantico non ho alcun dubbio. “Bosco Bianco” di Diego Galdino è stato il bellissimo sottofondo del mio anno. Attesa più che mai questa uscita, non potevo non menzionarlo. Soprattutto dopo aver conosciuto Diego di persona e dopo una bellissima dedica sulla mia copia. Se amate i libri romantici, leggete qualsiasi cosa di suo, non ve ne pentirete.
  • Per il genere narrativa un libro che mi ha colpita molto. Lo so, lo dico praticamente di tutti i libri di questa lista, ma d’altronde se sono qui un motivo ci sarà, giusto? Il libro è “Tra di noi una vita intera” di Melanie Levensohn. Ambientato in parte nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, l’ho letto tutto d’un fiato, entrando in una forte empatia con i personaggi. E’ stato difficile finirlo, non avrei mai voluto arrivasse quel momento.
  • Per il genere giallo vi devo confessare una mia grande scoperta di questo anno. Agatha Christie. Lo so, lo so, non prendetevela con me, pensavo che, essendo libri datati, fossero obsoleti da leggere al giorno d’oggi e mai errore fu più lampante. La Christie ha un modo di scrivere così moderno da essere quasi inquietante, per un donna del suo tempo, era molto avanti. In particolare ho letto “Dieci piccoli indiani“, di cui ho visto i film dedicati. Davvero bellissimo e appassionante, l’ho letto praticamente in una sera, mi aveva totalmente rapita e stupita!
  • Per il genere drammatico menziono il libro che mi ha tenuto compagnia durante il periodo natalizio, lo scorso anno. “Il ponte d’argilla” di Markus Zusak, l’autore di “Storia di una ladra di libri“. Nonostante l’abbia letto giusto giusto un anno fa, mi è rimasto nel cuore. Ricordo ancora distintamente la storia e quanto mi sia piaciuta. Il modo di scrivere di Zusak è davvero molto particolare, sebbene il libro sia un mattoncino di 600 e oltre pagine, lo leggerei ancora e ancora e ancora! Non mi resta che aspettare che sforni un altro libro, sperando non ci metta altri 10 e rotti anni.
  • Per il genere rosa, anche se non ne leggo moltissimi, quest’anno mi è piaciuto molto “Due cuori in affitto” di Felicia Kingsley. Non il mio preferito dell’autrice, ma senz’altro molto bello e simpatico! In occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino ho anche avuto modo di farmelo autografare. Insomma, meglio di così non mi poteva andare questo anno!

Credetemi se vi dico che ci ho messo un sacco a scegliere i libri da inserire nei miei AWARDS. D’altronde ho letto davvero libri molto belli quest’anno, alcuni non avrei neanche mai pensato che mi potessero piacere. Ho imparato ad avere meno pregiudizi di un libro e a buttarmi nella letture senza troppi pensieri. Il mio consiglio? Fatelo anche voi, non ve ne pentirete assolutamente. Ora guardandomi indietro so di aver fatto la cosa migliore che potessi fare. Molti dei libri a cui mi riferisco si trovano in questa lista, a voi i giudizi.

E per voi, quali sono i vostri libri più belli letti quest’anno?

Segnalazioni uscite Gennaio – Febbraio 2020!

E’ ora di rimettersi in pista e quale miglior modo se non parlare di tutte le nuove uscite dei primi due mesi di questo 2020? In particolare, in questo articolo, trovate TUTTE le prossime uscite della CE Harper Collins! Non so voi, ma io prenderei appunti!

NARRATIVA ITALIANA E STRANIERA
Daniel Silva, La ragazza nuova
in libreria il 2 gennaio

Jeffrey Archer, Più della spada (La saga dei Clifton 5)
in libreria il 2 gennaio

Giuseppe Di Piazza, I cinque canti di Palermo
         in libreria il 16 gennaio

Antonio Forcellino, Il fermaglio di perla (Il secolo dei giganti III)
        in libreria il 23 gennaio

Yangsze Choo, The ghost bride
         in libreria il 23 gennaio

Francesco Pinto, L’uomo che salvò la bellezza
         in libreria il 23 gennaio

Jim Thompson, L’assassino che è in me
         in libreria il 30 gennaio

Jim Thompson, Inferno sulla terra
         in libreria il 30 gennaio

Kassandra Montag, Terre sommerse
        in libreria il 6 febbraio

Paolo Longarini, Scrivimi 
        in libreria il 6 febbraio

Paul Howarth, Solo ladri e assassini
        in libreria il 13 febbraio

Jennifer L. Armentrout, Tempesta e furia 
        in libreria il 13 febbraio

NON FICTION
Jeremy Dronfield, Il ragazzo che decise di seguire suo padre ad Auschwitz 
     in libreria il 16 gennaio

Marcia Mitchell e Thomas Mitchell, La spia che cercò di fermare la guerra
        in libreria il 13 febbraio

Flea, Acid for the children
        in libreria il 27 febbraio

PER GRANDI E PICCINI
Eoin McLaughlin e Polly Dunbar, Abbracciami
      in libreria il 6 febbraio

BAMBINI E RAGAZZI
Lia Levi, Una bambina e basta. Ora raccontato ai bambini
      in libreria il 16 gennaio

Faye-Lynn Wu e Joy Ang, Mulan. La leggenda di una donna guerriera
          in libreria il 30 gennaio

Alison McGhee e Joe Bluhm, Cara sorellina
          in libreria il 23 gennaio

Mac Barnett e Isabelle Arsenault, Perché sì!
          in libreria il 20 febbraio

Ross Weldford, Il ragazzo di 1000 anni 
   in libreria il 27 febbraio

Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti e generi. Che dite? Un bel po’ di carne al fuoco direi. Quali libri vi incuriosiscono e vi siete segnati??

Eliza – Sara Caporilli

Per l’acquisto del libro, ebook o cartaceo, clicca qui.

Iniziamo questo 2020 con il botto. Amanti del romanticismo e delle storie belle e travagliate, venite a me. Ho il libro dell’anno per voi. Mi riferisco a “Eliza” di Sara Caporilli, edito da Newton Compton Editori, uscito a Novembre 2019.

C’era una volta un amore da favola
Finché lui era vivo io non potevo andare avanti.
Leonard ruppe il silenzio frenandone i ricordi.
«Una volta mi avete detto che vi ha spezzato».
Lo guardai. Allungò cauto la mano verso la mia. Annuii così da lasciarmi confortare. 
«Lui ha tentato, ci è andato vicino, ma voi vi siete sempre rialzata, non vi ha mai spezzato», affermò sicuro.

La giovane Eliza non ha mai conosciuto la libertà. Vive segregata e alla mercé del suo padrone, il re della contea di Laschcote. Le uniche persone che le è permesso frequentare sono la sua balia e un prete. Ha provato a fuggire, ma il tentativo è miseramente fallito. Più che vivere, Eliza sopravvive, almeno finché non incontra Leonard, un giovane e affascinante comandante, che le permetterà finalmente di scappare. In fuga insieme a lui verso il regno di Tingcote, Eliza scoprirà chi è e quanta forza si nasconde in lei. Ma quello che nessuno dei due sa è che ci sono dei segreti che stanno per venire alla luce, in grado di mettere a rischio le loro vite e persino il forte sentimento che hanno cominciato a nutrire l’uno per l’altra.

Difficile definire quanto mi sia piaciuto questo libro. Di norma amo molto i libri inerenti a mondi fantasia, fra regni, re, regine, principesse, contesse, duchi e questo ancora di più. La vita di Eliza è una storia che mi ha tormentata, mi ha fatta piangere, mi ha fatto gioire. Mi ha fatto provare tutte le sue emozioni direttamente sulla mia pelle. Era diventata un po’ la mia ossessione. Vi è mai capitato di leggere un libro dal quale non riuscite a staccarvi, che vi prende talmente tanto che vi costringe a leggere fino a notte fonda e a riprendere subito in mano il libro appena aperti gli occhi al mattino? Ecco, questa è stata la mia esperienza con Eliza e la sua vita.
I personaggi sono descritti egregiamente, si ha ben chiaro il carattere di ogni persona, quasi da intuirne i pensieri e le azioni. E’ raccontato in prima persona da Eliza stessa, quindi è una full immersion nei suoi pensieri e nelle sue emozioni. Ogni tanto mi son ritrovata ad odiarla, in altri ad amarla, in altri a comprenderla. E’ talmente ben definito da pensarla quasi come un’amica!
Avrei preferito un finale diverso tuttavia, la mia vena romantica l’ha bramato fino alla fine, ma razionalmente capisco le scelte e le condivido. Il libro compensa davvero tutte queste emozioni. E’ uno di quei romanzi da leggere tutto d’un fiato, da cui farsi trasportare in mondi lontani e remoti.
Ve lo consiglio caldamente, è adatto a leggersi dovunque, non ve ne pentirete, garantito!

Per l’acquisto del libro, ebook o cartaceo, clicca qui.

I 5 segreti efficaci per farsi conoscere e notare!!

Oggi nessuna recensione per voi. Questo articolo è prevalentemente dedicato agli autori, emergenti e non, che hanno scritto, vogliono scrivere o scriveranno un libro!
Scrivere un libro è una cosa difficile, non è da tutti, ma altrettante complicato è districarsi nella massa di autori attuale. Come farsi notare quindi? Questo è il tema dell’articolo di oggi. Piccoli tricks su come farsi conoscere, come far conoscere le proprie opere, ecc! Ricorda, tuttavia, che nulla ci viene regalato. Non otterrai grandi risultati se non sarai costante e se non ti impegnerai nel tuo obbiettivo. Non aspettare che siano i lettori a trovare te, ma valli a cercare e fai conoscere i tuoi libri!
Veniamo subito al dunque ora. Ho stilato una lista di 5 cose fondamentali che forse non saprete, ma che vi saranno molto utili per questa causa.

1 – Apriti un profilo social! Può sembrare banale, ma se notate non moltissimi autori hanno i principali social più utilizzati. O per lo meno non hanno pagine pubbliche dedicate alle loro opere. Pensate anche solo a Sophie Kinsella, l’autrice di “I love shopping”, da cui è stato tratto un film. Ha un profilo anonimo su Instagram, con pochissimi followers, eppure vende milioni di copie e dalla sua idea è nato un film bellissimo e super famoso. Questo vuol dire che possiamo fare a meno dei social? Beh, a quei livelli probabilmente sì, ma ci vogliono campagne massive di marketing effettuato da professionisti del settore, i suoi libri non vengono dalla casa editrice sotto casa.

2 – Sii attivo nella community. Su ogni social è presente una community per qualsiasi cosa. Per community si intende un insieme di persone con lo stesso interesse o con molte cose in comune. Va da sé che, ad esempio, se scrivi romance, ti conviene farti notare fra le persone che amano questo genere. ATTENZIONE: non vuol dire entrare in una discussione con commenti del tipo “ciao, mi segui?” o “ciao, ti interessa il mio libro?”. Otterreste l’esatto opposto, credetemi. Per partecipare alla community intendo, banalmente, essere attivo in discussioni e post, rispondere, colloquiare con gli utenti. Piano piano si ricorderanno la tua foto profilo, il tuo nome, verranno a visitare il tuo profilo, ecc.

3 – Partecipa agli eventi dedicati! E’ importante dare anche un volto ad un nome, un logo, a una foto profilo. Non sottovalutate questa cosa, va bene la tecnologia, ma il contatto umano sarà sempre tutt’altro. Fatevi vedere in giro, fatevi notare, partecipare a eventi, congressi, festival, saloni, ecc. Oltre a divertirvi, perché sono davvero delle bellissime esperienze, ci ricaverete qualcosa.. Meglio di così, cosa volete?

4 – Se puoi investire qualcosa nel tuo progetto e nella tua idea, fallo. Che sia poco, che si tanto, non importa. Quello che importa è farlo se si ha la possibilità. Le sponsorizzazioni tramite influencers, i social e blogger, sono un ottimo aiuto per aumentare la propria visibilità. Ti basti pensare che, se una persona è seguita da dieci mila persona, tu hai 10 mila persone potenzialmente interessate al tuo libro e, di conseguenza, all’acquisto. Direi che non è male, che dici?

5 – Non sottovalutate il valore di un sito. La maggior parte degli autori ne ha uno, privato, non appoggiato a piattaforme gratuite, ecc. Questo perché? Perché un sito è la tua vetrina. E’ la vetrina del tuo negozio e dei tuoi bellissimi libri. E’ un link da inserire all’interno del libro, sui tuoi biglietti da visita. Un posto dove la gente possa cercarti e sapere qualcosa in più su di te e su ciò che hai scritto. Questo è importante sia per lettori che per case editrici che collaboratori. Ti posso assicurare che fa davvero la differenza, anche solo come immagine. Ti attribuisce una professionalità del tutto differente!

Ci sarebbe davvero moltissimo da dire, da informatica mi appassiona moltissimo il tema, quindi potrei fare un poema omerico solo questo!
Qual ora voleste saperne di più ho creato per voi un ebook TOTALMENTE GRATUITO che contiene molte più informazioni su questo tema.
Vuoi sapere come ottenere più info? E’ molto semplice, ti basta iscriverti al mio blog (alla fine della pagine c’è la sezione dove inserire la tua mail!) con la mail su cui vuoi ricevere una copia dell’ebook, ma non ti dimenticare di avvisarmi a info@50milapagine.com, scrivendo solo “richiesta ebook”. Nel più breve tempo possibile ti invierò tutto il materiale!

VUOI CREARTI IL TUO SITO WEB E LA TUA VETRINA? IO POSSO AIUTARTI, CONTATTAMI A INFO@50MILAPAGINE.COM E TI SPIEGHERO’ TUTTO!

Vicino a te non ho paura – Nicholas Sparks

Per l’acquisto del libro, ebook o cartaceo, clicca qui.

Chi mi segue sui social già sai. Questo libro è stata la mia salvezza post blocco del lettore. Mi è stato consigliato di ripartire da un porto sicuro, da un autore conosciuto. Insomma, un colpo sicuro che, almeno al 99% mi sarebbe piaciuto. Ed ecco qui che ho pescato dalla mia libreria “Vicino a te non ho paura” di Nicholas Sparks, ovviamente, il mio porto sicuro. Il libro esce nel 2010, in Italia edito da Sperling&Kupfer e tradotto da A. Petrelli. Sarà all’altezza di altri libri dell’autore?

Il giorno che Katie arriva a Southport, nella piccola e annoiata cittadina tutti gli occhi sono per lei. Chi è questa giovane donna, bella e misteriosa, arrivata in città per lavorare come cameriera? Katie non parla con nessuno, non esce la sera, sembra decisa a evitare qualunque legame. Pian piano, però, qualcuno riesce a fare breccia nella sua solitudine: Alex, vedovo con due figli, gestore dell’emporio locale, un uomo dolce e gentile. Katie e Alex si innamorano teneramente, complici i due splendidi bambini di Alex, e Katie sembra trovare infine un posto tutto per sé a Southport. Finché un giorno il suo terribile passato non torna da lei a chiedere il conto. Perché Katie si porta dentro un segreto, che minaccia di mandare in pezzi la sua ritrovata felicità, e dovrà fare appello a tutto il suo coraggio per evitare che il passato distrugga la sua nuova vita. Una vita in cui finalmente Katie ha conosciuto l’amore, l’unico porto sicuro quando tutto intorno è burrasca.

Inizio subito col dire che non è uno dei suoi libri migliori e più belli. A me è piaciuto, ovviamente, perché amo il suo stile, il suo modo di scrivere, le storie d’amore che narra e quant’altro, ma devo comunque ammettere che ha fatto ben di meglio.
Il libro è super scorrevole, si legge d’un fiato e nel corso della trama ha modo di toccare tematiche molto profonde e particolari come la violenza domestica, parlarne non fa mai male, specialmente in libri come i suoi dove si parla di amore con la A maiuscola.
Quello che può lasciare perplesso un lettore è senza dubbio il finale, il modo in cui ha deciso di concludere la storia. A me non è sembrato forzato perché, come vi ho detto parlandone su Instagram, ho visto prima il film e poi letto il libro. Nel film questo dettaglio è messo giù bene, anche visivamente. Viceversa, nel libro risulta essere decisamente troppo forzato e inverosimile, secondo me è più una cosa che si presta a un film che a un romanzo, per forza di cose. Avendo visto prima la pellicola cinematografica, avevo questo ricordo fisso e ho comunque apprezzato molto, ma senza questo dettaglio, anche per me sarebbe venuto meno il finale della storia.
Detto ciò, per me il libro comunque vale la pena di leggerlo per tutti i messaggi che ci possono essere dietro certe situazioni molto difficili e, per una volta, chiuderei tranquillamente un occhio su questo dettaglio.

Per l’acquisto del libro, ebook o cartaceo, clicca qui.

L’ipnotista – Lars Kepler

Per l’acquisto del libro, ebook o cartaceo, clicca qui!

Ebbene sì, mi sono decisa, dopo molto tempo e dopo averne sentito parlare solo che bene. Ora posso ritenermi soddisfatta, ho letto anch’io un libro di Lars Kepler. Per gli amanti del genere è sicuramente un nome già noto, essendo un grande scrittore di thriller, nello specifico psicologici. Finalmente anch’io mi sono messa al passo e ne ho letto uno. Sono partita da “L’ipnotista“, uscito nel 2009, edito da Longanesi Editore e tradotto da A. Bassini. E’ il primo libro dell’autore che leggo, nonostante tutti me ne abbiano sempre parlato super bene. Che dite, mi avrà convinta?

Si chiama Erik Maria Bark ed era l’ipnotista più famoso di Svezia. Poi qualcosa è andato storto e la sua vita è stata a un passo dal crollo. Ha promesso pubblicamente di non praticare mai più l’ipnosi e per dieci anni ha mantenuto quella promessa. Fino a oggi. Oggi è l’8 dicembre, è una notte assediata dalla neve ed è lo squillo del telefono a svegliarlo di colpo. A chiamarlo è Joona Linna, un commissario della polizia criminale con l’accento finlandese. C’è un paziente che ha bisogno di lui. È un ragazzo di nome Josef Ek che ha appena assistito al massacro della sua famiglia: la mamma e la sorellina sono state accoltellate davanti ai suoi occhi, e lui stesso è stato ritrovato in un lago di sangue, vivo per miracolo. Josef è ricoverato in grave stato di choc, non comunica con il mondo esterno. Ma è il solo testimone dell’accaduto e bisogna interrogarlo ora. Perché l’assassino vuole terminare l’opera uccidendo la sorella maggiore di Josef, scomparsa misteriosamente. C’è solo un modo per ottenere qualche indizio: ipnotizzare Josef subito. Mentre attraversa in auto una Stoccolma che non è mai stata così buia e gelida, Erik sa già che infrangerà la sua promessa. Accetterà di ipnotizzare Josef. Perché, dentro di sé, sa di averne bisogno. Sa quanto gli è mancato il suo lavoro. Sa che l’ipnosi funziona. Quello che l’ipnotista non sa è che la verità rivelata dal ragazzo sotto ipnosi cambierà per sempre la sua vita. Quello che non sa è che suo figlio sta per essere rapito…

… In realtà no, non mi ha convinta. Mi spiace davvero dirlo, ma non sono riuscita ad apprezzarlo come lo hanno apprezzato molte persone con cui ho parlato, che ne hanno parlato solo che bene. Il modo di scrivere degli autori non è affatto male, è incalzante, inquietante, tiene alta la tensione, anche se in alcuni punti li ho trovati molto confusionari. Una tantum ci sono dei dettagli e delle cose inutili, che hanno poco senso e con la storia non c’entrano proprio nulla. Ho fatto davvero fatica a trovare un ritmo di lettura per questo thriller, mi annoiava, mi sentivo una sciocca perché non ci capivo nulla. Continui salti temporali, cambi di narrazione non molto logici, motivo per cui è anche difficile capire quale sia realmente il protagonista. Insomma, specialmente le prime pagine hanno cambi continui di qualsiasi cosa, sono molto confusionari.
La trama, tuttavia, era molto promettente per un thriller psicologico. Quale miglior protagonista per questo genere di un ipnotista per professione?? Anche qui sono stata delusa, comunque. La trama interessante, ma sviluppata davvero male. La storia inizia con un pluriomicidio molto cruento e accattivante, che da molto brio a quello che viene raccontato. Salvo poi scoprire che è solo l’inizio, perché poi nelle varie vicessitudini non c’entra praticamente nulla ed è abbastanza irrilevante. Qualcosa nella storia fa, la cambia, ma nulla di sostanziale. Un dettaglio cruento e inutile e secondo me è un vero peccato perché, come vi dicevo, è MOLTO accattivante per questo genere. Non capisco perché creare una situazione simile e non approfondirla.
Sicuramente leggerò altro di questo autore, ne parlano tutti così bene che mi sembra strano non trovarci nulla di speciale, anzi. Una seconda occasione si da a tutti chiaramente, quindi vedremo, state sintonizzati che presto saprete il proseguimento!

Per l’acquisto del libro, ebook o cartaceo, clicca qui!

L’ultimo rais di Favignana – Massimiliano Scudeletti

Per l’acquisto del libro, clicca qui!

Oggi torniamo sui romanzi storici, sui romanzi che trattano di storia, romanzandola e rendendola piacevole. Parliamo di “L’ultimo rais di Favignana” di Massimiliano Scudeletti, uscito nel 2019, edito Bonfirraro Editore. Dopo aver letto la storia di Spyros, il marinaio italiano tramite questa CE, era ora di tornare sulle dolci note di queste storie così sentite ed emozionanti.

Un romanzo liberamente ispirato alla figura di Gioacchino Cataldo, rais della tonnara di Favignana. Una vita spesa nel tentativo di conservare una tradizione millenaria, attraverso settant’ anni di storia italiana, e che mescola tragedia classica con una modernità altrettanto letale. La visione di un personaggio irriducibile e controverso, destinato alla sconfitta. Sullo sfondo un’isola povera, ma ricca di tradizione, che si tramuta in splendida attrazione turistica, a rischio però di perdere le proprie radici. Con un mémoire di Carlo Ottaviano.

Quello che l’autore ci regala è un romanzo piacevole e scorrevole, dandoci una vista storica di tecniche all’avanguardia per i tempi in cui tutto si svolge. Penso che chiunque ami il mare debba leggere questo libro, aiuta a capire le sensazioni e le emozioni di chi ci vive a stretto contatto come la persona a cui si è ispirato il romanzo, Gioacchino Cataldo, appunto.
Non scontato, inoltre, è anche l’importante riflessione a cui porta il lettore, considerando ai giorni nostri come si è schiavi di pesche e caccia eccessivi, del tutto fuori controllo rispetto a molti anni fa.
Insomma, se siete appassionati di storia, di mare, di storie vere e reali, tutte da assaporare, è il prossimo libro da leggere per voi. E’ una chicca della nostra storia, della storia di tutti.

Per l’acquisto del libro, clicca qui!

“2045 – Lettere da un passato futuro” – L’intervista all’autore Marko D’Abbruzzi

Eccoci ancora oggi con una bellissima intervista, ad un autore il cui libro mi è piaciuto molto. Mi riferisco a “2045 – Lettere da un passato futuro” di Marko D’abbruzzi, edito da Idea, Immagina Di Essere Altro. Questo è un romanzo fantasy che guarda nel futuro. Ci troviamo infatti nel 2045, in un mondo dove apparentemente, le cose che oggi riteniamo delle comodità, sono diventate la necessità. Insomma, un vero e proprio inquietante sguardo al futuro. Quello che più mi ha colpita del libro è stato lo studio che emana in ogni pagina, da parte dell’autore. Nel corso dell’intervista capirete a cosa mi riferisco, quindi cominciamo subito con le domande!

  • Per me che conosco un po’ la vostra realtà, è stato ben chiaro durante la lettura che hai preso molta ispirazione dalle persone che avevi intorno per i protagonisti della tua storia. È una cosa molto curiosa. L’ispirazione viene solo dai nomi o c’è qualcosa di più, come il carattere, ecc?

    Volevo ringraziare tutto il team IDEA che ha supportato e sopportato ogni giorno questo progetto editoriale. Ho giocato con i loro caratteri, mischiandoli e fondendoli, per caratterizzare i personaggi del romanzo.
  • Il libro è pieno di link e di citazioni. C’è molto studio dietro questo romanzo, si vede in ogni singola pagina. Quanto ci hai messo a scriverlo? A quante cose ti sei ispirato?

    Per scriverlo ho impiegato circa un anno. Mi sono ispirato a un saggio che affrontava le future tecnologie e il prospetto dei social media nei prossimi decenni, a cui si univa uno studio sugli e-sport e il numero sempre maggiore di giovani – specialmente nei paesi come Cina e Giappone – che lasciano gli studi per dedicarsi ai videogame, riuscendo a guadagnare migliaia di euro. In tutto questo esistono zone di confine, specialmente nell’Est Europa, dove la vita è molto dura, paragonabile alle periferie povere dei paesi del Terzo Mondo, quartiere lasciati al degrado più totale poco lontane dalle città che sono meta turistica ambita e costosa.
  • E sempre riguardo ai link e alle citazioni di libri e quant’altro: come mai la scelta di tutti questi studi per “2045”?

    Volevo che il futuro descritto fosse il più credibile possibile, sia a livello tecnologico che a livello sociale. Inoltre molte delle notizie riguardano il nostro tempo, informazioni che avrebbero dovuto fare molto più scalpore ma sono passate in sordina, come lo scandalo Wikileaks o il commercio di dati sensibili ottenuti tramite app di giochi e social network.
  • Da dove viene l’idea e l’ispirazione per questo libro? Mi ha fatta molto sorridere durante la lettura tutti i dettagli della nostra realtà attuale portati al loro estremo.

    L’idea viene da una fiera, dove sentii parlare dei ragazzi utilizzando una quantità incredibile di inglesismi italianizzati propri del gergo dei videogame: “farmare” (to farm) “killare” (to kill) “droppare” (to drop) e via di seguito. Negli ultimi venti anni la tecnologia ha solo creato apparecchi atti al divertimento in ogni sua forma, non c’è stata una vera e propria innovazione socialmente utile; telefoni sempre più potenti, intere generazioni fagocitate da questi piccoli schermi, del tutto ignare delle vicissitudini geopolitiche che li circondano. Masse di giovani che seguono mode illusorie che vertono sempre di più verso un mondo virtuale. Giovani che non sono più in grado di dialogare se non attraverso una chat. Certo, il tutto è portato al suo estremo e spero vivamente che rimanga solo una concezione narrativa di 2045, tuttavia alcuni studi sociologici prospettano un futuro non tanto diverso da quello raccontato nel libro.
  • Cosa ti aspetti di lasciare al lettore che finisce di leggere il tuo libro?

    Uno spunto di riflessione sul mondo frenetico di oggi. Informazioni che solletichino la sua curiosità di sapere, di indagare, di scoprire cosa accade nel mondo che lo circonda. La consapevolezza che non è tutto oro ciò che brilla e che la vita reale è ben diversa dal glamour patinato mostrato dalla tv, dai media e dai social network.
  • Mi piace sempre chiedere una cosa a chi scrive fantasy. Com’è la tua esperienza di autore fantasy in Italia? Spesso è un genere sottovalutato o ricordato solo per poche saghe predilette.

    Il fantasy è sempre stato il “cugino sfigato della narrativa” e ha ottenuto un poco di luce solo negli ultimi anni, grazie ai film del Signore degli Anelli e al Trono di Spade. Purtroppo la questione è decisamente complessa da affrontare in poche righe. Da autore fantasy trovo che la “massa” di lettori è sempre incline a preferire il nome d’autore affermato piuttosto che provare il fantasy nostrano, questo è anche, in parte, colpa del sempre più crescente selfpublishing che non permette una “scrematura” dei testi e “intasa” il mercato con prodotti che per la maggior parte non hanno mai visto l’ombra di un editing. A lungo andare il lettore si stanca di romanzi zeppi di refusi, consecutio errate, strutture traballanti e via di seguito e tenderà a dare maggiore attenzione agli autori stranieri, poiché si crea l’immaginario che, essendo stato tradotto in italiano, vuol dire che è un testo valido. Ripeto, è un discorso complesso e rischio di essere frainteso! Ci sono molti self validi, che sanno cosa fanno, investono in correttori di bozze ed editor per apportare le migliorie necessarie, quindi non intendo certo fare di tutt’erba un fascio!
  • Cosa ci dobbiamo aspettare dai tuoi prossimi libri? Attualmente, dopo “2045”, le aspettative sono molto alte, almeno per quanto mi riguarda.

    Mi piace molto sperimentare quindi il prossimo libro sarà un mix di fantasy e fantascienza, probabilmente ambientato nell’Italia moderna. Come sempre saranno romanzi “studiati” dove ogni nozione, per quanto rimaneggiata, apparterrà sempre a una storia nostrana dimenticata. Credo che sia importante conoscere il passato, altrimenti rimarremo del tutto impreparati quando il futuro busserà alla porta.

Non posso che ringraziare Marko per questa bellissima intervista, piena di spunti di riflessione, da cui traspare in ogni parola la passione per il proprio lavoro e per questo genere tanto sottovalutato quanto forte e d’impatto. Sono sicura che la maggior parte di noi può solo che concordare con il discorso fatto riguardo al fantasy e alla riflessione sul mondo editoriale in generale, che si estende non solo prettamente al fantastico, ma anche a tutti gli altri generi letterari. Come dice, è un discorso complesso da affrontare in due righe, forse non basterebbe neanche un discorso intero per affrontare tutte le varie sfaccettature di questa problematica, ma è chiaro si parli in generale, con tutte le eccezioni del caso.
Vi ricordo inoltre la recensione completa del libro dell’autore, qualora le sue parole vi avessero incuriosito, perché sono sicura che è così!
Non mi rimane che aspettare il prossimo romanzo, avendo una certezza in più sulla qualità di quello che andrò a leggere e la consapevolezza di aver imparato qualcosa dal romanzo, ma anche da questa intervista.

Segnalazione “Le torri di Kelt” di Walter Coccarelli

Torniamo dopo un po’ con una bella segnalazione. Amici amanti del fantasy sull’attenti, non ve ne pentirete sicuramente!
Vi parlo un po’ di “Le torri di Kelt” di Walter Coccarelli, in uscita il 16 Novembre 2019, edito da IDEA, Immagina Di Essere Altro. Inoltre, in occasione dell’uscita del libro, l’autore sarà presente alla fiera Gamecom di Pordenone il 16 e il 17 Novembre, da non farsi scappare l’opportunità!

Editore: Immagina Di Essere Altro (I.D.E.A.)
Autore: Walter Coccarelli
Genere: Fantasy / Epic Fantasy
Formato A5
Pagine: 424
Prezzo di copertina: 14,90€

Sinossi
Sotto la volta di Caerlwenna le torri e i loro maghi governano il mondo dalla fine dell’ultima guerra. Durante quel sanguinario conflitto i popoli liberi del sud sembrarono sull’orlo dell’estinzione, fin quando un misterioso evento non fece arretrare le forze del male. A diciotto anni di distanza, Jeren Roll, vecchio capitano della guardia reale, e suo figlio Akenor seguiranno i passi delle Stelle fino a scoprire insospettabili verità.

Biografia autore
Walter Coccarelli vive da sempre a Trento. Fin da piccolo, ha coltivato la sua grande passione per il fantasy tra fumetti, libri e video games. Grafica e fotografia per lui sono lavoro e passione ma nel frattempo rimane nel suo mondo fantasy e scrive Le Torri di Kelt, la sua bilogia d’esordio.

Ormai per me IDEA è sinonimo di garanzia. Molteplici sono i romanzi fantasy che ho letto di questa casa editrice, citandone alcuni vi posso dire “La forma della luce“, “2045“, “Caoineadh“, “Memorie di sangue I” e “Memorie di sangue II“, ma tanti altri sono quelli che mi mancano e che recupererò con calma. Questa nuova uscita promette già bene, se siete amanti del fantasy non potete fare a meno dei loro romanzi. Attualmente trovate anche il loro catalogo sul loro nuovissimo sito!
E, ultimo, ma non per importanza, ci tengo sempre a portare l’attenzione sulle loro copertine, curate nei minimi dettagli, mai scontate, sempre particolari e appariscenti. Insomma, non si può di certo dire che non si fanno notare!!

“La forma della luce” | Intervista esclusiva a Calandra Arianna, l’autrice!

Dopo aver letto e recensito il libro “La forma della luce” di Arianna Calandra, ho avuto l’onore di poterla intervistare e togliermi qualche curiosità riguardo al suo bellissimo fantasy!
“La forma della luce” è un romanzo fantasy uscito nel 2019, edito da IDEA, Immagina Di Essere Altro. Un fantasy particolare e interessante, motivo per cui non mi perdo in chiacchiere e vado subito al sodo con le domande che ho posto all’autrice!

  • “La forma della luce” è un fantasy molto particolare. Possiede varie similitudini con la realtà attuale, parlando di luce e di ombre. Da cosa viene questa ispirazione?

    L’ispirazione è nata quando ho iniziato a interessarmi di tematiche spirituali, leggendo saggi e manuali di filosofi, pensatori, guru e via discorrendo. Leggendo ho realizzato quanto il mondo spirituale fosse presente tra noi, sia nel piano del “fantastico”, dal momento che nulla di spirituale è spiegabile scientificamente, ma anche in quello materiale, in quella stessa realtà dove le persone arrivano a togliersi la vita in nome della religione.
    Ecco, volevo dare voce a questo strano limbo dei nostri tempi, attraverso un romanzo che intrattenesse, ma che fosse anche in grado di lasciare al lettore degli spunti di riflessione.
  • Mi affascina sempre molto come gli autori giocano con lo spazio-tempo nelle storie, è una cosa molto delicata. È stato complesso gestirlo durante la scrittura o è venuto naturalmente?

    Devo ammettere che è stato piuttosto complicato, soprattutto nel primo volume dove i personaggi sono stati prima scritti per intero e solo successivamente incastrati tra loro. È un gioco che richiede un’attenta pianificazione in fase di bozza, in modo da evitare qualsiasi incongruenza dello spazio o del tempo.
  • Questo libro era il tuo esordio. Cos’hai provato quando hai avuto nero su bianco la tua bella idea?

    Mi ci è voluto un po´ di tempo prima di realizzare che il libro che avevo davanti era il mio. È strano poter toccare con mano qualcosa che poco prima era solo nei pensieri, o al massimo sullo schermo di un PC. È come se all’improvviso si potesse annusare l’acqua o mangiare un panorama.
  • Il tuo romanzo ha ben otto protagonisti. Spesso è difficile gestirne anche solo due, come mai la decisione di seguirne ben otto? E quanto è stato complesso?

    È stato proprio il tema della spiritualità, portante nel romanzo, a farmi adottare più personaggi. Volevo dare voci a diverse parti del mondo, diverse per cultura e tradizioni. Questa scelta non mi ha di certo facilitato il lavoro, ma non me ne sono mai pentita.
  • Fra i personaggi già presentati nel romanzo, qual è il tuo preferito e perché?
    Tengo a tutti loro come fossero reali, ammetto però di avere una predilezione per Daniel (Wambli), il ragazzo Lakota. Lui porta l’esempio di una civiltà che ho voluto fortemente nel libro: i Nativi Americani. Daniel incarna i valori più alti della sua cultura, valori per i quali ho una indiscutibile propensione, quali il rispetto e la difesa di ogni essere vivente e della natura nella sua interezza.
  • L’ispirazione dei personaggi da dove viene? In base a cosa li hai caratterizzati?

    Nel crearli e nel caratterizzarli, mi sono ispirata alla mia realtà più vicina: persone, amici, familiari e sconosciuti, tutti hanno contribuito alla realizzazione di personalità che avessero senso e dignità, che fossero realistiche non solo in quanto esseri umani estrapolati da un contesto, ma anche in quanto figli della propria cultura di appartenenza.
  • Mi piace sempre chiedere una cosa a chi scrive fantasy. Com’è la tua esperienza di autrice fantasy in Italia? Spesso è un genere sottovalutato o ricordato solo per poche saghe predilette.
    In Italia il fantasy è un genere fortemente sottovalutato. Bollato “per ragazzini” spesso dalle stesse librerie, che lo abbandonano accanto ai libri didattici. Mi rincuora che all’estero gli venga dato il giusto riconoscimento e spero che prima o poi la rivoluzione avvenga anche qui.
    Trovo scontato e inutilmente serioso il modo in cui ci si approccia all’editoria in Italia: ghettizzando i generi (non solo il fantasy) e giudicando chi legge determinati libri o autori che non rientrano nell’Olimpo. Personalmente trovo che una forma d’intelligenza sia proprio l’apertura mentale, dare fiducia a qualcosa che si era scartato per partito preso, non avere pregiudizi e non “giudicare un libro dalla copertina”.
  • Che cosa ci dobbiamo aspettare dal prossimo capitolo? Io personalmente non vedo l’ora!

    Il secondo e ultimo volume di “La Forma della Luce”, spinge sull’acceleratore. I nodi verranno al pettine e il tempo delle riflessioni si esaurirà. I protagonisti saranno costretti all’azione con tutto quello che ne consegue, per tentare di combattere un nemico che in realtà è dentro tutti noi… ma non vi svelo di più!

Beh, che dire. Da molte cose che Arianna dice, traspare che è davvero un’artista, non potete perdervi il suo libro e il suo seguito che uscirà a breve. Come dice lei “La forma della luce” racchiude tanti messaggi, fa riflettere molto e attiva anche il cervello più pigro. Non fatevelo scappare e, ricordatevi, fatemi sapere che cosa ne penserete!

Clicca qui per la recensione completa di “La forma della luce”!